Sabato 18 Novembre 2017
   
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Qualche metro per la vita: la distanza di sicurezza nelle pillole di comportamento stradale

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Anche questa settimana la consueta rubrica sul comportamento stradale ci accompagna con consigli, suggerimenti, piccole curiosità per una guida più sicura e responsabile, che tenga conto anche delle giuste 'distante'. Ed è proprio questo l'argomento che affrontiamo in questo numero del giornale. Spesso e volentieri non ci rendiamo conto di dover attenerci a delle norme stradali che ci sembrano piuttosto inutili, ma che in realtà possono evitare il presentarsi di situazioni di pericolo. La distanza di sicurezza tra i veicoli - di qualsiasi tipologia essi siano - rappresenta, dunque, uno degli elementi fondamentali da rispettare allorché ci accingiamo a vivere la carreggiata. Durante la marcia, infatti, i veicoli devono tenere, rispetto al veicolo che precede, una distanza di sicurezza tale che sia garantito in ogni caso l'arresto tempestivo e siano evitate collisioni con i veicoli che precedono. A tal fine, l'art. 348 del Codice della Strada dà come indicazioni, purtroppo non quantificabili, quelle di commisurare la distanza di sicurezza alla velocità, alla prontezza dei riflessi, alle condizioni atmosferiche, planoaltimetriche e di traffico, allo stato dei veicolo, all'entità del carico, ecc. Nel caso di violazioni, si segue quanto prescritto dall'art. 149 del Prontuario delle violazioni alla circolazione stradale, per cui vengono stabilite tutte le ipotesi qualora non venisse rispettata la distanza di sicurezza. Una di queste ipotesi è quella secondo cui non si verifica collisione tra i due veicoli, o tutt'al più una collisione con danni lievissimi, per cui l'obbligo di mantenere le distanze di sicurezza è finalizzato a garantire sempre l'arresto tempestivo dei veicolo che segue, per prevenire qualsiasi pericolo ricollegabile alla circolazione del veicolo che precede. In nessun caso, dunque, l'arresto improvviso del veicolo che precede può essere considerato evento improvviso ed imprevedibile. L'ipotesi, tuttavia, non si applica quando dall'inosservanza delle disposizioni dell'art. 149 deriva una collisione con grave danni ai veicoli oppure quando dalla collisione derivano lesioni gravi alle persone (per cui vale l'ipotesi successiva). La collisione col veicolo che precede pone a carico di chi segue una presunzione di inosservanza della distanza di sicurezza, salvo prova di circostanze a lui non imputabili.

Nel caso in cui, invece, dall'incidente siano derivati sia danni gravi ai veicoli (tali da comportarne la revisione) sia lesioni gravi alle persone - ciò che è previsto nella seconda ipotesi dell'art.149 del Prontuario -, sono applicabili congiuntamente le sanzioni previste dal comma 5 e quelle del comma 6. In questo caso, perciò, si ha il cumulo delle sanzioni pecuniarie principali. Tuttavia, la normativa non precisa quando un danno sia da ritenersi grave ai fini della revisione straordinaria del veicolo. In mancanza di tale indicazione, si può ritenere grave quel danno che comprometta la sicurezza ai fini della circolazione. Inoltre, se in un periodo di 2 anni il trasgressore incorre due volte in questa infrazione, alla seconda segue la sospensione della patente (o del CIGC) da 1 a 3 mesi senza la riduzione del 30% della sanzione pecuniaria. In tal caso, l'agente che verbalizza l'infrazione può anche procedere al ritiro del documento, ma solo ove sia a conoscenza che il procedimento riguardante la precedente violazione si è definitivamente concluso.

Di tutt'altra natura è la terza ipotesi, che sussiste nel momento in cui si verifica una collisione con lesioni gravi alle persone, per cui queste devono essere considerate almeno gravi ai sensi delle norme penali, e cioè essere di portata ed entità prevista dall'art. 583, c. 1 del Codice Penale. Le sanzioni, dunque, si possono applicare solo quando dall'incidente è derivata una lesione con almeno 40 giorni di prognosi oppure quando dal fatto deriva pericolo di vita, anche se la malattia ha durata inferiore a 40 giorni. L'applicazione della sanzione in esame non è esclusa dall'applicazione di eventuali sanzioni penali per i delitti di lesioni colpose (art. 590 CP) o di omicidio colposo ( art. 589 CP), per i quali occorre inviare informativa all'autorità giudiziaria ai sensi dell'art. 347 CPP. Se oltre alle lesioni personali si riscontrano gravi danni ai veicoli, si applica anche l'ipotesi del caso precedente ai fini della sospensione della patente (o del CIGC) prevista nei casi di violazioni ripetute. L'organo accertatore che ha proceduto al rilievo del sinistro deve, poi, trasmettere al prefetto entro 10 giorni la patente assieme a copia del rapporto e del verbale della violazione contestata. Ove sussistano elementi di un'evidente responsabilità, il prefetto può disporre la sospensione provvisoria della patente fino ad un massimo di 3 anni. Se il ritiro della patente non è possibile perché non portata al seguito, si applica anche l'art. 180 CDS.

Caso particolare riguarda la distanza di sicurezza fuori dei centri abitati e solo per alcune categorie di veicoli: la sanzione, infatti, incorre qualora il conducente dei veicolo di massa complessiva superiore a 3,5 t, in presenza del segnale di divieto di sorpasso per i veicoli di quella categoria posto fuori del centro abitato su strada ad unica corsia per senso di marcia, mantiene una distanza inferiore a 100 metri rispetto a veicolo sottoposto al medesimo divieto che lo precedeva nella marcia.

In ogni caso possibile, è importante valutare con attenzione le circostanze e mantenere davvero le distanze dal pericolo.

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