Domenica 19 Novembre 2017
   
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Novità Pos: la rabbia dei liberi professionisti locali

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Dalla fine dello scorso mese, per effetto di un emendamento del c.d. “Decreto Milleproroghe”, è obbligatorio per tutti i lavoratori autonomi accettare la moneta elettronica (bancomat, carte di credito…) per cifre eccedenti la soglia di 30 euro. Questo per favorire la tracciabilità dei pagamenti ed incentivare la lotta all’evasione, nonché per facilitare gli acquisti in totale libertà per i consumatori: il tutto sacrosanto, non ci piove.

Quello che però sembra palese è che non siano stati fatti i conti dal lato del piccolo commerciante, che per effetto della riforma sarà costretto a munirsi del POS e sostenere quindi i costi correlati: la macchinetta elettronica, infatti, tra commissioni su ogni pagamento (quelle italiane sono tra le più alte in Europa) e canoni mensili da corrispondere alla banca erogatrice del servizio, andrà a gravare mediamente sui bilanci per 1200 euro l’anno (Fonte: CGIA di Mestre).

Forse quindi, considerati ancora alti questi costi rispetto al resto del mondo, la scelta del legislatore potrebbe rivelarsi prematura. Abbiamo quindi chiesto al popolo delle partite IVA un parere a riguardo: rutiglianesi e nojani rispondono all’unisono.

“Una vergogna”; “L’ennesimo regalo alle banche”; “Non fanno che stritolarci con tasse e costi aggiuntivi”. Questi i commenti più gettonati, e non li si può biasimare. Pensate un attimo ad una ditta di idraulici o antennisti e relativi dipendenti, ognuno di loro dovrebbe dotarsi del POS per i vari lavori a domicilio, elevando all’ennesima potenza le spese.

Ma quello che fa somigliare ancor di più la legge a qualcosa fatto “a tarallucci e vino” è la totale assenza di sanzioni. In pratica, il commerciante potrà tranquillamente non rispettare il dettato senza pagarne le conseguenze, una via che probabilmente non in pochi preferiranno alle disposizioni legislative.

Abbiamo parlato di tutto ciò con il presidente della Confcommercio di Rutigliano, Nino Valenzano, che ha risposto senza mezze misure: “Nonostante il pessimo periodo dei consumi, nessuno è riuscito a fermare l’ennesima batosta verso la nostra categoria, specialmente per quanto riguarda la piccola impresa. Già in passato, mentre la legge era in fase di approvazione, ne avevamo discusso rimanendone scioccati, a maggior ragione per le difficoltà che ne deriveranno per gli ambulanti; le conseguenze saranno inevitabili: non solo maggiori costi per chi vende, ma anche per chi compra, in quanto una parte della spesa andrà necessariamente a colpire il consumatore, già scottato dalla crisi economica. Staremo a vedere per quanto riguarda le sanzioni, personalmente credo che la politica non tarderà a colmare questo vuoto”.

Insomma, la strada per facilitare gli scambi al minuto tramite la moneta elettronica sembra essere tutt’altro che spianata: se il legislatore si è ispirato forse al sogno americano del caffè pagato con la carta di credito, questa idea è diventata un incubo nella realtà dei fatti per chi ne dovrà sostenere il costo. E chi sorride non sarà il buongustaio dell’arabica, ma il banchiere che, secondo i molti, approfitterà dell’ennesimo “pasticcio all’italiana” della nostra classe politica.

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