Martedì 21 Novembre 2017
   
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Pillole di comportamento stradale 'a punti': il funzionamento della patente

Fac simile della patente a punti

I documenti di guida e la loro regolarità sono basilari per qualsiasi utente della strada: non si tratta solo di revisioni, di libretti, di assicurazioni ma della stessa patente, che è il fondamento di ogni conducente. Da qualche anno, così, abbiamo a che fare con la patente a punti, entrata il vigore a partire dal 1 luglio 2003. Sembrava un gioco, all'inizio, ma col passare del tempo è diventato lo spauracchio di ciascun guidatore. Vediamo, allora, come funziona nel consueto appuntamento settimanale con le nostre pillole di comportamento stradale.

Che cos'è la patente a punti. Ad ogni patente viene attribuito un punteggio iniziale di 20 punti, che può subire delle decurtazioni a seconda delle infrazioni alle norme di comportamento stradale compiute dal guidatore. In base alla gravità della violazione, la decurtazione può variare da 1 a 10 punti (il doppio nel primi 3 anni dal rilascio della patente stessa), e non sostituisce le sanzioni già previste per le varie infrazioni, compresa la sospensione della patente, ma al contrario il meccanismo dei punti lo affianca. L'indicazione del punteggio relativo ad ogni violazione deve, inoltre, risultare dal verbale di contestazione, mentre l'agente accertatore indica nello stesso i punti da sottrarre (avendo cura di raddoppiarli nel caso di neopatentati), ma la comunicazione all'Anagrafe conducenti, che provvederà alla concreta decurtazione dei punti informandone l'interessato, viene effettuata solo dopo la definizione della contestazione. Inoltre, se la violazione non è rilevata dalla Polizia Municipale, ma da impianti fissi (telecamere, autovelox, ecc.) il verbale di contestazione con la sanzione pecuniaria e la detrazione dei punti sono notificati al proprietario del veicolo. Sia che paghi che impugni la multa, ovvero il proprietario sia anche il conducente del veicolo, il proprietario è tenuto comunque a dichiarare entro 60 giorni da quando è definitivo (pagamento, scadenza termini di opposizione, sentenza di rigetto dell'impugnazione, non dalla notifica che deve avvenire a sua volta entro 90 giorni dall'illecito) chi era il conducente, allegando una patente da questo firmata (anche nel caso in cui il conducente sia lo stesso proprietario del veicolo), ovvero una dichiarazione negativa per impossibilità a conoscere chi fosse alla guida al momento dell'infrazione. L'opposizione alla multa non sospende l'obbligo di comunicare i dati del conducente, né il pagamento della multa è un'implicita ammissione di colpevolezza che porta la decurtazione dei punti al proprietario. La dichiarazione del conducente serve soltanto per applicare la decurtazione dei punti, mentre la multa viene pagata comunque dal proprietario, anche se si accerta che il proprietario non era alla guida. La legge n. 214 del 2003 ha, inoltre, introdotto nel 126 bis la possibilità di non dichiarare l'identità del guidatore, caso in cui il proprietario del veicolo riceve un secondo e ultimo verbale per non avere comunicato il nominativo entro 60 giorni, e le sanzioni della patente a punti non sono applicabili.

I casi di decurtazione. La decurtazione dei punti non sussiste nel caso di inosservanza dei segnali di divieto di fermata o di sosta, ma si perdono 2 punti per l'inosservanza del divieto di sosta alle fermate dei mezzi pubblici, nelle corsie riservate e negli spazi per gli invalidi. Nel caso in cui vengano accertate più infrazioni contemporaneamente, possono essere decurtati al massimo 15 punti (comprensivi dell'eventuale raddoppio per neopatentati). Tuttavia, quando anche una sola violazione comporta la sospensione o la revoca della patente, oppure quando i 15 punti vengono superati con una sola infrazione (caso possibile per neopatentati), i punti si detraggono in pieno, anche oltre il predetto limite. La decurtazione dei punti non si applica (neanche a carico dell'istruttore) per le violazioni commesse da allievi conducenti durante le esercitazioni di guida. Analogamente, non c'è decurtazione nei confronti dei genitore o tutore di trasgressore minorenne e, in genere, dei soggetti che non hanno partecipato materialmente alla violazione.

Il recupero dei punti. É possibile recuperare dei punti attraverso la frequenza di corsi di aggiornamenti. Inoltre, la mancanza per due anni di violazioni penalizzanti il punteggio ne determina il reintegro (purché non esaurito), mentre a chi lo ha conservato intatto assegna altri due punti (fino ad un massimo di 10). Alle patenti soggette a raddoppio, se non si subiscono decurtazioni, viene dato in più un punto all'anno per 3 anni.

La perdita dei punti. Alla perdita totale dei 20 punti, il DTT notifica il provvedimento di revisione della patente. Ove l'interessato non adempia entro 30 giorni, la patente gli sarà sospesa con provvedimento notificato dagli organi di polizia stradale che provvederanno anche al ritiro e alla conservazione del documento. La guida durante la sospensione è, inoltre, sanzionata ai sensi dell'art. 128 CDS. All'esame di revisione, tra l'altro, deve sottoporsi anche il patentato che, dopo la notifica di una prima violazione comportante la perdita di almeno 5 punti, ne commette altre due, entro 12 mesi dalla prima, comportanti ciascuna la perdita di almeno 5 punti.

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