Martedì 21 Novembre 2017
   
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Cellulari: giusto o no tenerli accesi durante le celebrazioni religiose?

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Passeggiando per le stradine del centro storico, in una qualsiasi serata di luglio, ci si può imbattere in conversazioni più o meno somiglianti tra di loro, di vario genere, accese al punto giusto. Spesso succede di scontrarsi con le voci incalzanti di qualcuno che litiga in maniera seria e poco pacata, destando l'attenzione di chi si trova casualmente a passarvi accanto.

La questione diventa sempre più complicata quando i giovani non riescono a trovare una soluzione al problema e la discussione sfocia in urla sempre più forti con parole meno opportune al luogo in cui si stava svolgendo il litigio. Sono giovani frequentatori di chiesa, praticanti, coloro che litigano, e l'oggetto del problema l’uso del telefono cellulare da parte di qualcuno del gruppo durante la celebrazione della messa. Il colpevole, non sapendo come potersi difendere dall’accusa, inizia utilizzando parole molto pesanti scatenando così lo stesso feedback da parte dell’interlocutore.

Il cellulare è stato un grande progresso tecnologico e soprattutto intellettuale da parte dell’uomo, poiché ha permesso di portare l’umanità a uno stadio di conoscenza sempre più elevate rispetto alle proprio origini, mostrandosi in tal modo come il simbolo dello sviluppo umano. Il cellulare è un apparecchio presente nelle tasche di ogni italiano, perfino la Chiesa stessa ha aperto le proprie porte alla tecnologia, introducendo questo nuovo mezzo affiancato dal più potente mezzo di comunicazione di massa: Internet. Ma l’invasione del cellulare nella Chiesa può portare i giovani alla rovina che essendo sempre più dipendenti a questo apparecchio del XXI secolo, non riescono più a distinguere il momento in cui è opportuno usarlo e il momento in cui deve essere spento o per lo meno silenzioso, e tenuto nella propria tasca. La dipendenza dal cellulare ha raggiunto i livelli di percentuale molto alta introducendo così una nuova fobia: la nomofobia. É la paura di coloro che temono di rimanere senza il proprio cellulare.

Chiesa, famiglia, scuola, tante le occasioni in cui i giovani si riuniscono, tanti i momenti di aggregazione e di socializzazione in cui hanno l'opportunità di condividere esperienze, permettendo la crescita e la formazione degli stessi ragazzi. Momenti che sono irrimediabilmente disturbati dall'ospite tecnologico del secolo, di cui davvero non si riesce più a fare a meno. Educazione al rispetto e alla sacralità di certi momenti, questo è l'aspetto fondamentale a cui le giovani generazioni dovrebbero rifarsi. Perché non si dica che non siamo stati capaci di comunicare.

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