Mercoledì 22 Novembre 2017
   
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Testecalde: si inaugura il ristorante gestito dai disabili. E arrivano anche le 'teste illustri'

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Il 23 Luglio 2014 ha segnato un grandissimo passo avanti per il sociale rutiglianese: viene inaugurato il ristorante "Testecalde". Dopo l'esperienza ormai decennale dell'omonimo ristorante a Roma, un altra attività viene avviata a Rutigliano. Non è un semplice punto ristoro, ma ha qualcosa di speciale: il personale è interamente composto da ragazzi diversamente abili. Grazie alla partecipazione della "Divella", della "Peroni" e della Comunità di Sant'Egidio è nata questa importante iniziativa che integra pienamente ragazzi con handicap nella nostra società. All'inaugurazione il locale è gremito di gente sia curiosa di osservare il locale (ex ristorante "La Sciarretta") sia vogliosa di partecipare ad un così grande evento. Non potevano mancare i più importanti esponenti della politica rutiglianese come i consiglieri Giuseppe Valenzano, Antonella Berardi, Minguccio Altieri, Oronzo Valentini e Nicola Giampaolo sino alla partecipazione a sorpresa del Sindaco di Bari Antonio Decaro. Prevedibile invece l'assenza del Sindaco Romagno e dei suoi seguaci date le vicissitudini della scorsa campagna elettorale che lo hanno visto in aspre "guerre" contro il patron Divella.

Ma l'evento ha tutt'altro il sapore di politica. Dopo la benedizione di Padre Massimiliano a prendere la parola è Stefano Caramentati il responsabile della Comunità di Sant'Egidio di Roma. Queste le sue parole: "Questo è un ristorante che nasce già speciale e che quindi batte già la concorrenza dal principio, perché è un ristorante davvero unico e non lo dico per partigianeria o per sponsorizzazione, ma perché ha la concezione di essere un ristorante non solo buono ma di un posto in cui chi viene ha voglia di tornarci perché si sente in famiglia e questa è la cosa più bella che abbiamo qui oggi ovvero la passione che ci viene messa. La nostra, purtroppo è una società che facilmente lascia indietro chi , come loro, ha delle difficoltà; oggi stiamo dimostrando che non è così bensì possiamo partire tutti dallo stesso livello. Qualche sera fa in TV hanno trasmesso un film chiamato "Si può fare", io dico invece che noi siamo già avanti perché abbiamo già fatto!"

Tra gli applausi di tutti i presenti prende la parola uno dei protagonisti di questo progetto, cioè Francesco Divella che esordisce così: "L'80% l'ha già detto Stefano e quindi non vorrei tediarvi. Quando Luca Schiavone è venuto a presentarmi questo progetto non ho esitato a dire di sì anche perché in questa maniera si realizza il desiderio che mia madre ha espresso molti anni prima che morisse. Di sicuro questa esperienza ha arricchito la mia sensibilità, non che non ne avessi prima, perché mi ha colpito l'atteggiamento di serenità dei genitori di questi ragazzi ma soprattutto la possibilità per loro di essere impiegati in lavori seri e non soltanto di vetrina. Spero che si vinca anche perché adesso non è come gestire un centro ma è una cosa molto complicata per chi combatte questa battaglia; tuttavia 'sta volta ho anche un alleato che è Peroni a cui cedo la parola." Inizia così il discorso: "Grazie a tutti per la vostra presenza qui stasera. Questo ristorante rappresenta un'importante obiettivo per l'integrazione sociale. Abbiamo la fortuna di avere un simbolo dell'italianità che è Divella, la Comunità di S. Egidio con cui Birra Peroni collabora da anni in maniera proficua. Ho seguito il progetto personalmente, io e i miei colleghi ci siamo impegnati sin dall'inizio facendo anche corsi di formazione. Si parte quindi con una grinta e un coraggio che sicuramente la farà da padrona. Ora però non voglio togliere altro tempo a questa magnifica serata e soprattutto in bocca al lupo!". Dopo di ciò chilometriche sono state le file per porre i propri auguri a Divella, Peroni e Company e per consegnare il proprio presente. Divertentissimo è stato lo stupore dei ragazzi inondati dai giornalisti e fotografi.

La serata però non finisce qui: l'attenzione di tutti presenti sembra spostarsi all'entrata del locale. A far visita a “Testecalde” c'è proprio il sindaco di Bari, Antonio De Caro il quale non sapeva assolutamente nulla di cosa si trattasse la serata e che quindi è venuto per capire di “testecalde”. La Voce del Paese si è spostata anche in cucina, dove alcuni ragazzi stavano preparando panzerottini a volontà da offrire a tutti i presenti; Insieme ad essi non poteva mancare anche la Birra Peroni, rigorosamente alla spina, con cui tutti si sono rinfrescati la gola dato che la temperatura all'interno del locale era altissima.

Si è potuti assistere, quindi ad un progetto che realmente fa onore a chi ci partecipa e a chi ha reso possibile la sua realizzazione perché   chi ha handicap difficilmente trova un proprio posto nella società, quindi tocca a tutti noi dare una mano affinché ci sia una sovversione dell'ideale comune secondo cui i disabili non possono essere considerati alla pari degli altri. Si spera che questa attività sia duratura negli in maniera tale da rappresentare un esempio importante a tutti i cittadini.

Commenti  

 
#3 tari 2014-08-08 09:44
finalmente si capisce il valore aggiunto di questi ragazzi e il dono che gli dei fanno a noi vanagloriosi mandandoli sulla terra !!!Forza ragazzi sono sicuro che tutto è già un successo.
 
 
#2 Vincenzo C. 2014-08-02 08:40
x licius: "portatele a passeggio" non suona molto bene.. non sono animali..
 
 
#1 licius 2014-07-31 11:17
le "teste calde" portatele anche a passeggio in Rutigliano e non tenetele segregate in casa. AUGURI|
 

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