Domenica 19 Novembre 2017
   
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Riflessioni sulla peronospora, il cancro dell'uva. Il dibattito nella Sala consiliare organizzato dall'Assessorato all'Agricoltura

incontro peronospora

Ancora un altro intervento da parte dell'Assessorato all'Agricoltura appena insediatosi: dopo la visita di un funzionario della Regione e della relativa ispezione di venerdì 18 luglio per constatare in maniera concreta le zone di campagna più soggette alla calamità e ai danni delle abbondanti piogge, giovedì 24 luglio l'assessore Valenzano, nonché vicesindaco, in collaborazione con l'Amministrazione comunale, ha organizzato la "Riflessione sulla peronospora della vite", che ha visto partecipare operatori agricoli, distributori commerciali e consulenti agrari, oltre alla stragrande maggioranza di produttori di uva da tavola, che quest'anno stanno subendo ingenti danni alla produzione, i quali si ripercuoteranno quasi certamente sul prodotto degli anni a venire. Una situazione che non lascia spazio a speranze, ma che fa presagire il peggio: a sedersi al tavolo tecnico per discutere sulla malattia silenziosa e distruttiva che sta invadendo le nostre campagne alcuni tra gli esperti del settore, tra cui Franco Faretra, professore ordinario di Patologia Vegetale all'Università degli Studi di Bari, Antonio Guario, Dirigente dell'Osservatorio fitosanitario della Regione Puglia, e Vittorio Filì, Presidente dell'Associazione Regionale Pugliese dei Tecnici e Ricercatori in Agricoltura.

Un momento di confronto e di discussione sul killer che sta letteralmente devastando il prodotto uva da tavola, e contro cui sembra che ogni rimedio fitosanitario sia inutile. Ad aggravare una situazione che si ripresenta ogni anno seppur in maniera molto latente, le abbondanti piogge che si sono riversate sul nostro territorio nei mesi scorsi e che continuano ad insistere, provocando un brusco aumento del livello medio delle precipitazioni nei mesi estivi, come ha esposto Annamaria Fanelli, presentando i dati registrati da Checkfruit e gentilmente messi a disposizione per valutare concretamente le conseguenze di tale inspiegabile ed irrimediabile situazione. Un aumento che si sta notando anche per il mese di luglio, e che ha preso in esame l'agro di Noicattaro da una parte, e quello di Mola dall'altro, mettendo a confronto sia il livello di precipitazioni sia la quantità di bagnatura fogliare. Fattori, questi, che sono dunque alla base del presentarsi della peronospora, una malattia a ciclo fortemente condizionato delle condizioni climatiche, che oggi sembra essere una delle più diffuse e pericolose della vite in molte regioni europee ed italiane. Necrosi delle foglie e devitalizzazione di grappoli ed acini, un vero e proprio cancro che corrode l'uva e i cui attacchi possono presentarsi a distanza di 3-4 giorni.

Una malattia che tuttavia è sempre esistita, come ha evidenziato il professor Faretra, e di cui sono conoscono bene le conseguenze: i suoi effetti sono ben noti a tutti, soprattutto nelle zone settentrionali dell'Italia, e per questo non può essere annoverata tra i fattori di calamità ambientale. Un fatto, questo, che certamente ha suscitato la delusione e lo scontento degli agricoltori, i veri e diretti interessati del problema. Difficile valutare con sicurezza le prospettive della peronospora, così come l'intensità con cui potrebbe manifestarsi: il suo presentarsi, infatti, non è soggetto solo alle abbondanti piogge e al clima fortemente umido che favorisce le condizioni per il suo svilupparsi, ma interessa anche alcune zone limitrofe, più colpite rispetto ad altre, così come la presenza di coperture di teli o semplicemente di reti. Un insieme di fattori che non riesce ad essere completamente debellato dalla protezione tramite l'utilizzo di fitofarmaci, i quali possono tamponare gli attacchi della peronospora solo in maniera limitata: ancora una volta, però, è importante non generalizzare, non considerare il problema nella sua totalità ma valutare caso per caso, in base alle condizioni del terreno, alla costanza dei trattamenti di protezione, al livello di precipitazioni in una determinata zona, che fanno sì che la peronospora sia più presente. Differenze ben visibili anche per quanto riguarda la produzione, che in alcune aree è stata intaccata in maniera quasi irrilevante, a ulteriore conferma di quanto siano importanti alcuni fattori per lo sviluppo della malattia.

Una situazione, dunque, che non può certo uniformarsi, ma che quest'anno sta arrivando a livello davvero insostenibili, capovolgendo quel contrasto Nord- Sud che si era stabilito: le condizioni climatiche in continuo cambiamento, la variazione del tasso di umidità, tutti elementi di natura meteorologica che erano tipici delle regioni settentrionali, stanno piano piano interessando il versante meridionale, che certamente non è pronto per affrontare un problema del genere e il suo aggravarsi rispetto ad un attacco in forma leggera degli anni precedenti. Che fare, allora? Quali rimedi adottare? Agli interventi dei vari tecnici, esaustivi e chiarificatori, si sono susseguite però le domande degli agricoltori: una folla di delusi che assiste al declino sempre più veloce del settore agricolo, che sembra aggravarsi di anno in anno. Interventi a livello generale - come si è già detto - non esistono, se non nella misura in cui si rispettino le valutazioni sulla reale situazione di ciascun agricoltore, che può fortemente contrastare anche in zone limitrofe o addirittura nei terreni adiacenti. Nessuna risoluzione da parte dei tecnici, dunque, a fronte dei dubbi da parte degli agricoltori su come reagire alle circostanze che stanno mettendo in ginocchio ancora una volta il settore. Prospettive agghiaccianti, dunque, che possono essere sostenute soltanto facendo fronte comune: è questo l'impegno di cui si è fatto carico l'assessore Valenzano, in accordo con i rappresentanti di alcuni comuni limitrofi presenti al dibattito. Creare una sorta di intesa, un luogo di scambio e di confronto che, a partire dagli spunti di riflessione messi sul tavolo durante l'incontro, possa essere recepito da chi ha le competenze per istituire quel fondo di solidarietà citato nel fatidico decreto 102 del 2004 che regola gli interventi economici in fatto di calamità naturale a sostegno delle imprese agricole.

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