Sabato 18 Novembre 2017
   
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Dai tavoli dell'oratorio ai campi nazionali: intervista a Gianni Capotorto, giudice arbitro di tennis tavolo

Arbitro

Trasferta in Trentino Alto Adige per il rutiglianese Gianni Capotorto, giornalista, organizzatore di eventi culturali, di spettacolo e di sport, meno conosciuto a livello locale per il suo ruolo di Giudice Arbitro di Tennis Tavolo, di ritorno da Riva del Garda, dove dal 10 al 20 luglio scorsi si sono disputati gli Europei giovanili di Tennis Tavolo che Gianni ha avuto l'onore di presiedere in veste proprio di giudice arbitro. Un percorso che è iniziato ufficialmente nel 1995, anno in cui, come lui stesso afferma, "sono entrato nei quadri arbitrali della Federazione Italiana Tennis Tavolo. Poi ho scalato tutte le posizioni, fino al mio attuale ruolo, a cui si aggiunge anche la carica di Presidente regionale per le gare a squadre, che ricopro da due anni. E da quando sono giudice arbitro, mi capita di andare in giro per l'Italia ad arbitrare incontri di serie A1, A2, tornei nazionali e manifestazioni internazionali che si svolgono in Italia, proprio come quella di Riva del Garda da cui sono tornato da poco."

Un'esperienza molto positiva per Gianni, dal momento che, come dichiara lui stesso, "sono occasioni che ti mettono a confronto con arbitri che provengono da altre nazioni, come in questo caso, in cui io ho avuto la possibilità di fare coppia con Maria Lucke, che è una dei migliori arbitri internazionali. Inoltre si ha la possibilità, dalla posizione 'privilegiata' che occupa l'arbitro, di assistere a del tennis tavolo di alto livello."

Uno sport non troppo conosciuto, quello del tennis tavolo, in Italia soprattutto, ma a cui chiunque ha avuto modo di avvicinarsi durante la propria infanzia, per gioco o per caso, come è accaduto anche a Gianni. "Ho cominciato ad amare il tennis tavolo fin da piccolo, in parrocchia, dove avevamo a disposizione un piccolo tavolo malandato su cui comunque giocavamo. Allora si chiamava ping pong, come penso per molti sia ancora conosciuto, anche se in realtà il suo nome è tennis tavolo. E come molti, la passione è nata proprio lì in oratorio; molti giocatori hanno iniziato ad impugnare la racchetta in questi luoghi. Da lì, poi, ho iniziato a giocare senza grandi risultati. E allora, pur di rimanere nell'ambito di questo sport, ho frequentato il corso per aspirante arbitro nel 1995, ottenendo subito la qualifica di arbitro provinciale. Poi, man mano, ho superato le varie tappe: arbitro regionale, arbitro nazionale, fino ad arrivare alla mia attuale qualifica di giudice arbitro nazionale."

Un'attività, quella dell'arbitro, che si svolge su due binari, "essendoci l'arbitro di sedia, che ha il compito di sovrintendere alla regolarità del match in sé e per sé, effettuando un controllo iniziale sulle racchette, sulle palline, sulla tenuta sportiva degli atleti che scendono nell'area di gioco. Oltre al ruolo del giudice arbitro, c'è quello della direzione gara, che viene svolta in occasione dei tornei individuali: si tratta di compilare i tabelloni, suddividere i tavoli di gioco tra i vari atleti."

Molti gli eventi che Gianni ha avuto l'onore di presiedere e di arbitrare: "uno dei più prestigiosi degli ultimi anni è stato sicuramente quello delle Finali per lo scudetto a Cagliari, a Catania. Poi i precedenti Europei giovanili, che si sono disputati a Terni nel 2008, ma anche gli Open nazionali, con atleti che provenivano da tutto il mondo, che la Federazione Italiana Tennis Tavolo organizza a Lignano Sabbiadoro nel mese di marzo. Ma ho arbitrato anche le più importanti competizioni nazionali, i campionati italiani di categoria, di settore, che ogni anno si svolgono in città diverse d'Italia. Tra l'altro, il 2009 è stato l'ultimo anno in cui questi si sono svolti in Puglia, a Conversano, e in quell'occasione ebbi anche l'onore di far parte dello staff organizzativo. Insomma, è un'attività che mi piace molto dal momento che, oltre che consentirmi di girare molto e viaggiare, mi dà modo di conoscere tante realtà diverse, tanti colleghi e amici con cui mi confronto quotidianamente, ma anche tanti atleti di ottimo livello, soprattutto in queste competizioni giovanili, in cui si ha l'occasione di veder crescere i futuri campioni che puntualmente negli anni successivi dominano la scena mondiale del tennis tavolo." Un'attività che nell'ambito regionale pugliese, seppur non di primissimo livello, si riesce bene a distinguere nei centri in cui viene maggiormente praticato il tennis tavolo e dunque più avanguardistici, ovvero quelli di Molfetta, di Casamassima, di Castellana e di Taranto. Tra i nomi più rilevanti, solo quello di Rossella Scardigno che, come afferma Gianni, "ha ottenuto anche una serie di titoli e ha tra l'altro indossato la maglia della nazionale italiana, divenendo punto di riferimento per questo sport a livello regionale."

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