Sabato 18 Novembre 2017
   
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Ruba una valigia ma se ne pente. E Menti a Piede Libero risponde così

valigia menti a piede libero

Nel vicino paese di Rutigliano esistono ragazzi che non mangiano mai, non dormono mai, non si riposano mai. A Rutigliano esistono ragazzi senza né braccia ne gambe, senza busto né capelli. A Rutigliano esistono ragazzi che hanno solo una mente per poter costruire il mondo che vorrebbero. Non hanno casa perché non trovano spazio per potersi sentire appagati, così giravano per le strade del paese in cerca di modi per migliorare il loro paese. Erano Menti A Piede Libero.

Il 27 agosto Menti A Piede Libero ha inaugurato un’attività mai osata né a Rutigliano, né in alcun altro paese della provincia di Bari: il Book Sharing.

Il Book Sharing, alla lettera “condivisione di libri”, è un’iniziativa volta alla promozione culturale letteraria. Consiste nello scambio reciproco di libri tra i cittadini rutiglianesi. Nelle piazze, nei luoghi di ritrovo, nei principali esercizi commerciali, sono state installate delle speciali librerie costruite dalle giovani Menti durante “Ulìlab” un laboratorio con l’obiettivo di creare “nuove case per vecchi libri”. Per costruire librerie sono stati utilizzati materiali salvati dalla bocca divoratrice di una discarica. Vecchi televisori si sono trasformati in mensole, cassette in legno sono ora ottimi contenitori di libri, un vecchio frigo contiene le parole bollenti di certi testi che solo i più temerari osano leggere, una vecchia valigia contiene i giusti concetti per formare un vero e proprio bagaglio culturale.

L’iniziativa ha preso subito piede. Molti dei cittadini che fino a quel momento passeggiavano distrattamente tra le vie di Rutigliano, dopo l’arrivo della letteratura, hanno riscoperto il piacere della lettura illuminati dall’estate e cullati dall’ombra che spesso offre gentile la propria frescura.

Un giorno, una settimana dopo l’arrivo della letteratura, un ladro di libri ha portato via una delle postazioni, la valigia piena di libri donati da Barcadoro e custodita dalla stessa libreria. Dopo l’allerta lanciata da Barcadoro, arrivarono molti altri avvisi. Quasi tutte le librerie posizionate in luoghi pubblici erano state portate via. Un televisore, posizionato in via Madonna delle Grazie per portare dolci parole agli abitanti di quelle vie, era stato gravemente danneggiato. Solo le librerie dei negozi di Rutigliano erano state risparmiate, probabilmente difese a denti stretti dai commercianti.

Le giovani Menti A Piede Libero, senza alcun ripensamento, più determinati che mai, hanno risposto ad un furto di parole con altre parole. Hanno risposto ad una azione deplorevole con una lettera:

“Caro ladro di libri,
i libri non fanno differenze: parlano di nobildonne e ubriaconi, gentiluomini e imbroglioni, assassini e cartomanti. Quanti lettori e quante lettrici, accaniti o sporadici, non si sono mai fatti appassionare da un condottiero, una usuraia, un tiranno che popolava una storia? Il bello dei libri è che hanno la loro storia da raccontare. E così come nella finzione, ognuno di noi ha una storia da raccontare sulla propria vita. C’è la nobildonna, l’ubriacone, il gentiluomo e il cartomante, l’assassino e l’imbroglione. 
E c’è il ladro di libri e di postazioni di booksharing. Lui la parte nella storia l’ha fatta. Un libro non starebbe lì a dargli un suo giudizio. Girerebbe pagina e si chiederebbe: 
E tu, che parte vuoi avere nella storia del booksharing? 
La parte del polemico? Il disfattista? Il disilluso? Il realista? La nobildonna? L’ubriacone? Il gentiluomo? L’imbroglione? 
Oppure …?
Oltre a chiederci chi sia stato, se ce lo aspettavamo e si poteva evitare, se sia il caso di chiuderla qui a Rutigliano, Putignano e in tanti altri paesi perché tanto si sa come vanno a finire queste cose… ogni persona dovrebbe chiedersi: e io, nella storia del booksharing, che parte voglio avere?
Vorremmo che questa domanda se la ponessero tutti.
Eravamo e siamo ben consapevoli delle dinamiche che avrebbe innescato e allo stesso tempo subito questa iniziativa, ma nonostante questo abbiamo deciso di osare perché vogliamo continuare ad avere un piccolo posto in questo racconto, ma soprattutto perché vogliamo dar spazio alle storie dei lettori e dei cittadini che vogliono camminare con noi.
Il giorno in cui tutte le postazioni saranno distrutte, noi saremo lì a farne altre cento; quando i televisori buttati finiranno (purtroppo mai) ne cercheremo altri; quando tutti i libri donati saranno rubati, noi, di nostro pugno e con inchiostro gentile, scriveremo i testi da inserire nelle postazioni.
Sappiamo, ladro, che tu non sei “la Ladra di libri” di Markus Zusak che salvava i libri dai roghi nazisti, ma non sei neanche uno stupido; sei un cittadino che percorre le nostre stesse strade e beve alle stesse fontane, vota lo stesso giorno in cui votiamo noi e va a prendersi il caffè come noi. 
Vogliamo, che tu ladro, un giorno possa far parte di un grande racconto, di quel lieto fine che tra molto tempo scriveremo insieme: un libro scritto a mille mani che nasce da pagine di rispetto e condivisione perché le differenze non sono incolmabili, ma soprattutto non devono essere colmate per forza se ci si rispetta.
Per questo motivo, caro vandalo, non ti stiamo cercando e non cerchiamo di tirar fuori una confessione, non vogliamo puntare il dito su di te nelle piazze di tutta la regione, non vogliamo beccarti con le mani nel sacco, perché noi 
non vogliamo “punirne uno per educarne cento”. 
Noi, ne vogliamo punire cento. 
La punizione per quel centinaio sta nel continuare a sudare, lavorare, immaginare, progettare, vuol dire costruire insieme altre mille postazioni,  accogliere l’inciviltà e il “cittadino cattivo”, vuol dire fargli sporcare le mani in un laboratorio e farlo sudare fino a fargli fondare un’associazione. 
Queste sono politiche culturali.
Non abbiamo mai creduto nelle telecamere, non crediamo nelle istallazioni militarizzate e picchettate, non crediamo nelle ronde e negli appostamenti, crediamo nei cittadini che rispettano i lavori fatti per la comunità e per questo motivo non faremo funerali per le postazioni scomparse, non intoneremo requiem e non organizzeremo manifestazione; faremo una cosa sola: resteremo vigili e attivi, resteremo Menti a piede libero.”

Il giorno successivo alla pubblicazione di questa lettera, il ladro di libri, probabilmente pentito, ha riportato la valigia colma di libri lì dove l’aveva presa, facendola ritrovare in una busta in plastica azzurra, proprio sull’uscio della libreria Barcadoro.

Il ladro di libri non ha svelato la propria identità, quindi non ci resta che la consapevolezza che tra noi possa esserci un ladro di libi. Le Menti A Piede Libero annunciano che, malgrado i fatti recentemente accaduti, il Book Sharing non verrà interrotto, provvedendo a sostituire tutte le librerie danneggiate e a produrne delle nuove. Chiunque apprezzi l’iniziativa può affidare alle postazioni ancora esistenti un libro amato, uno odiato, o uno che semplicemente voglia condividere con tutti. Menti A Piede Libero chiede nello specifico libri per bambini per non fare la fine di quel bambino di cinque anni che, dopo aver letto “Uno. Nessuno e Centomila” di Pirandello, cammina per le strade in preda ad una crisi di identità.  

 

Commenti  

 
#3 crudelia 2014-09-11 19:45
bella iniziativa fino a quando durerà?
 
 
#2 Barcadoro 2014-09-10 14:38
Una piccola precisazione: i libri presenti nella valigia rubata e restituita sono stati donati da Menti a piede libero, da cittadini rutiglianesi solidali all'iniziativa, oltre che dal nostro negozio. Grazie.
 
 
#1 Maria Vitina 2014-09-10 13:46
bravissimi ragazzi.vi stimo
 

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