Sabato 18 Novembre 2017
   
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Barriere architettoniche? Per i parcheggiatori rutiglianesi non esistono

Mentre sul corso accade questo...

Sosta e parcheggio: c'è li identifica, chi pensa che in fin dei conti basti sovrapporre i due concetti, dando vita ad una fantasiosa rappresentazione dell'inciviltà a caratteri cubitali. Definita nel CDS come "la sospensione della marcia del veicolo protratta nel tempo con possibilità di allontanamento da parte del conducente", la sosta si distingue nettamente da quello che è regolato come "area o infrastruttura posta fuori della carreggiata destinata alla sosta regolamentata o non dei veicoli" e che è integrato con l'ulteriore definizione di "area organizzata o attrezzata per sostare per un tempo indeterminato, salvo diversa indicazione." E la confusione tra i due termini soggiunge nel momento in cui li si usa come sinonimi, mentre è evidente che la sosta costituisca un'azione compiuta dall'utente della strada a differenza del parcheggio, che è concepito come un luogo avente determinate caratteristiche. Ed è proprio questa specificità del luogo che è l'argomento di questa settimana per la consueta rubrica di comportamento stradale, a partire dalla distinzione rispetto al concetto di sosta, che per la norma è regolamentato in maniera più precisa.

Salvo diversa segnalazione, in caso di fermata o di sosta il veicolo deve essere collocato il più vicino possibile al margine destro della carreggiata, parallelamente ad esso e secondo il senso di marcia. Qualora non esista marciapiede rialzato, deve essere lasciato uno spazio sufficiente per il transito dei pedoni, comunque non inferiore ad un metro. Durante la sosta, il veicolo deve avere il motore spento. Fuori dei centri abitati, invece, i veicoli in sosta o in fermata devono essere collocati fuori della carreggiata, ma non sulle piste per velocipedi né, salvo che sia appositamente segnalato, sulle banchine. In caso di impossibilità, la fermata e la sosta devono essere effettuate il più vicino possibile al margine destro della carreggiata, parallelamente ad esso e secondo il senso di marcia. Sulle carreggiate delle strade con precedenza la sosta è vietata. Per le strade urbane a senso unico di marcia la sosta è consentita anche lungo il margine sinistro della carreggiata, purché rimanga spazio sufficiente al transito almeno di una fila di veicoli e comunque non inferiore a tre metri di larghezza. Per quanto riguarda, invece, i luoghi dove la sosta è permessa per un tempo limitato, è fatto obbligo ai conducenti di segnalare, in modo chiaramente visibile, l'orario in cui la sosta ha avuto inizio. Queste sono, in linea di massima, le regole per effettuare una sosta senza intralci né impedimenti alla circolazione stradale altrui.

Tra i nostri lettori più fedeli, però, qualcuno avrà certamente da ridire sul fatto che il tema del parcheggio, d'altra parte, sia stato già ampiamente trattato in passato, con i toni da tragicommedia: perché è di questo che si tratta a Rutigliano, di una vera e propria tragicommedia. E prendiamo spunto dalla lettera di un nostro lettore, o meglio da un suo sfogo, per dare la colpa a noi cittadini, incivili cronici, che ci beffiamo di tutti quegli spazi che, a Rutigliano, sono adibiti ad aree per il parcheggio. Aree vere e proprie, si badi bene, e non angolini adattati alla bell'e meglio su improbabili tratti di carreggiata che non prevedono la possibilità del parcheggio "scendo cinque minuti e torno, il tempo di andare al supermercato."

Facendo riferimento alle consuetudini, possiamo classificare in linea di massima tre tipologie di parcheggi, in base alla loro organizzazione: a nastro, quando i mezzi sono posti uno dietro l'altro parallelamente alla strada; a pettine, quando i mezzi sono posti uno a fianco dell'altro perpendicolarmente alla strada; infine a denti di sega (o "spina di pesce"), quando i mezzi sono disposti con un angolo che può andare da 30 a 60 gradi rispetto all'asse della strada. Diverso è il caso del parcheggio contromano: nelle strade a doppio senso di circolazione, infatti, è vietato parcheggiare contromano, ovvero con il muso del veicolo nel verso sbagliato. Per parcheggiare in un posto libero alla propria sinistra occorre, perciò, compiere un'inversione ad U in modo da trovarsi nel verso corretto di percorrenza della strada. Ma il parcheggio più diffuso per le vie di Rutigliano è quello che non tiene minimamente conto delle barriere architettoniche: e i marciapiedi diventano, così, i posti auto più ambiti del paese.

La diminuzione dei parcheggi nella zona centrale del nostro paese, ovvero lungo l'anello urbano ancora in via di completamento, è alquanto evidente. Come è alquanto evidente il fatto che la maggior parte dei veicoli, soprattutto negli orari di punta, si concentri nella zona centrale e si ostini a sbrigare le proprie faccende stando a 50 cm dalla propria vettura. Le immagini fornite qui accanto denotano una situazione al limite dell'incredulità: lo spazio semivuoto adiacente alla stazione ferroviaria, documentato dal nostro lettore intorno alle ore 19:30 di un venerdì sera.

Per concludere, il nostro lettore ci scrive: "Iniziamo a cambiare da cittadini, poiché non siamo in grado di apprezzare neanche quello che abbiamo." E non possiamo far altro che associarci alle sue parole.

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