Martedì 21 Novembre 2017
   
Text Size

“U Ciaruru du mari”. Viaggio nel laboratorio artistico di Pippo Moresca

Pippo Moresca nel suo Laboratorio

Pippo Moresca, ex insegnante di Arte ed Immagine presso la scuola media statale “Alessandro Manzoni” di Rutigliano, figulo tra i più stimati.

Recentemente Lucia Lacirignola, curatrice artistica del Laboratorio Artistico e Creativo “La Bottega del Ramingo”, avendo notato le favolose sculture in terracotta presenti nel laboratorio del maestro figulo, ha voluto fortemente queste opere per una esposizione dedicata all’artista Rutiglianese.

La mostra porta il nome di “U ciaruru du mari”, intitolazione dalle sonorità siciliane, luogo di nascita di Moresca (Messina, 1943). L’esposizione è stata aperta al pubblico dall’8 agosto al 5 settembre 2014, presso l’associazione culturale “La Bottega del Ramingo” a Monopoli.

Il maestro Pippo Moresca ci ha gentilmente concesso una breve intervista.

 

Quando ha inizio la sua storia artistica?

La mia storia ha inizio a Messina nel 1943, anno della mia nascita. La mia storia artistica invece ha inizio anni dopo la mia nascita, e questo non è scontato. Alcuni dicono che la nascita sia un evento artistico importantissimo.

 

Dove ha origine la sua scelta artistica?

La mia scelta artistica è stata del tutto casuale. Non ho mai pensato di frequentare un Istituto d’Arte, avevo anche abbandonato gli studi per lavorare con mio padre. Una sera, andando a ballare ho conosciuto una ragazza, lei studiava, parlandoci mi disse “Ma come?!? Hai abbandonato gli studi?”. Dopo questo incontro, tornai a casa e informai la mia famiglia della mia decisione, avrei ripreso a frequentare una scuola. Mio padre non la prese bene ma grazie all’intercessione di mia madre e di mio fratello maggiore tornai a studiare. Inizialmente il mio obiettivo era di conseguire una qualifica per poter diventare tecnico riparatore di televisori. Purtroppo l’istituto tecnico del mio paese era in sovrannumero, non potettero accettare la mia iscrizione. Tornai a ballare, una sera, mi capitò di parlare con un mio amico, studente dell’Istituto d’Arte, mi convinse a seguirlo. Così finii a occuparmi di arte.

 

Dopo il diploma?

Appena diplomato abbandonai la Sicilia. Andai a Bergamo, volevo fare il ceramista (e non l’insegnante). Per un periodo a Bergamo ho provato ad avviare l’attività di ceramista. Con i soldi a mia disposizione mi sono procurato argille, crete e smalti, poi però, una volta finito il denaro, decisi di lavorare come imbianchino con mio fratello, a Milano. Nel frattempo avevo consegnato domanda per l’insegnamento a Bergamo. Tra novembre e dicembre del ‘69 ho ottenuto la cattedra. L’attività supplementare della quale mi occupavo fu soppressa l’anno successivo, così tornai da mio fratello, ero di nuovo un imbianchino. Un giorno, passai a trovare una preside che precedentemente mi offrì di tenere un laboratorio presso la sua scuola media, offerta che dovetti rifiutare per via della cattedra che avevo già ricevuto a Bergamo. Non appena la preside mi vide mi diede di nuovo la possibilità di tenere il mio laboratorio, accettai e così lasciai ancora una volta il lavoro con mio fratello. Così iniziai ad insegnare.

 

Ma lei ha sempre ambito ad occuparsi di arte e soprattutto, ha sempre voluto insegnare?

No! Io non ho mai voluto insegnare e non avrei mai pensato di occuparmi d’arte ma, questo è il bello della casualità! Nella pratica del lustro [tecnica decorativa della terracotta che permette di ottenere un effetto smaltato con sfumature colorate, risultato di complesse fasi di cottura e utilizzo di Sali e polveri d’argento. Vittorio Savona sostiene che Pippo Moresca sia uno dei pochissimi in Italia a saper utilizzare magistralmente questa tecnica] non puoi prevedere perfettamente che tipo di sfumatura verrà fuori dal forno da cottura.

 

È una casualità anche la scelta di Rutigliano come residenza? Il paese per antonomasia della terracotta.

È una casualità anche quella. Eravamo ancora a Milano, mia moglie soffriva di allergie e chiedemmo a degli amici di Mola di Bari di trovarci una casa lì, per permettere a mia moglie di curarsi con lo iodio. Feci domanda di trasferimento, e incredibilmente, l’anno successivo ottenni l’insegnamento presso una scuola di Conversano. Non trovando casa a Mola, ci siamo trasferiti a Rutigliano. Da allora siamo qui.

 

In che modo ti è stato proposto di esporre per “La Bottega del Ramingo”?

La responsabile di questo Laboratorio Artistico, Lucia Lacrignola, è una mia amica, è solita passare dal mio laboratorio per chiacchierare o semplicemente prendere un caffè. Ad aprile di quest’anno mi ha parlato di una sua iniziativa: aprire, insieme ad un’amica, questo studio “La Bottega del Ramino”. Mi ha chiesto di farle l’onore di esporre alcune mie opere nella sua prima rassegna. Così ha inizio “U ciaruru du mari”.

 

A parte la mostra appena passata a Monopoli, dove altro possiamo trovare le sue opere?

Ho miei pezzi dappertutto: Francia, Germania, Ungheria, Russia, Inghilterra, America, Australia… mi dispiace non essere stato abbastanza lungimirante da tenere un catalogo sul quale appuntare tutte le opere che si sono allontanate dal mio laboratorio e dalle mie esposizioni. Oggi sono sparsi per il mondo.

Commenti  

 
#1 pip puz assai 2014-09-11 10:12
caro "insegnante "si è dimenticato il giappone il messico l'argentina il marocco
l'india il brasile ecc ecc...........
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI