Domenica 19 Novembre 2017
   
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La Dott.ssa Anna Lasorella a Rutigliano per i dieci anni di ANT

Anna Lasorella e Antonio Ivarone

 

L’Associazione Nazionale Tumori di Rutigliano ha compiuto quest’anno il decimo anno di attività sul territorio.

L’anniversario della fondazione della Fondazione ANT “Graziano Cardascia” di Rutigliano è stato festeggiato attraverso un incontro mirato sull’argomento “tumori”.

L’Aula Magna “Aldo Moro” del I Circolo Didattico “G.Settanni” di Rutigliano ha accolto il congresso. Tra gli ospiti della nota associazione, i presenti hanno potuto fare tesoro dei preziosi consigli della prof. Margherita Sorino, delegata ANT di Rutigliano; della Sig.ra Rosa Vanda Triggiani, delegata regionale ANT; del Dott. Gennaro Palmiotti, oncologo e responsabile dell’ Unità Operativa di Oncologia del Di Venere a Bari; della Dott.ssa Antonietta Pignatelli, medico dell’ANT e della Prof.ssa Anna Lasorella, ricercatrice presso la Columbia University di New York.

   Anna Lasorella è una cittadina noiana. La Dott.ssa Lasorella è una pediatra specializzata in biologia dei tumori cerebrali presso il Dipartimento di Patologia e Biologia Cellulare della Columbia University Intitute for Cancer Genetics a New York.

  La Dottoressa Anna Lasorella ha lasciato Noicattaro circa dieci anni fa recandosi negli USA per poter continuare nelle sue ricerche in campo oncologico.

  Quasi dieci anni fa si è trasferita alla volta di una nazione che sa valorizzare le menti e l’ingegno di ognuno. Si è trasferita insieme a suo marito, anche lui pediatra ed esperto di tumori cerebrali e ricercatore alla Columbia.

  Insieme hanno scoperto nel 2013 lo “Huwel”, il gene che aiuta le cellule staminali a svilupparsi e a diventare adulte. La ricerca, che si è meritata la copertina della rivista internazionale “Developmental Cell”, dimostra che lo stesso gene è coinvolto anche nel più aggressivo tra i tumori del cervello che colpisce bambini ed adulti, il Glioblastoma Multiforme.

  La scoperta promette di avere conseguenze importanti sulla ricerca di base, relativa alle cellule staminali, ma getta anche le premesse per future terapie contro i tumori. I due ricercatori hanno ipotizzato che l’attività di Huwel possa essere bassa nelle cellule dei tumori del corpo umano. Ipotesi che è stata confermata dal confronto tra i livelli di Huwel nel cervello normale e nei tumori cerebrali e dall’analisi condotta con un algoritmo messo a punto da un altro italiano, Andrea Califano, responsabile del centro di Bioinformatica applicata allo studio dei tumori alla Columbia University.

  Una speranza italiana per la potenziale cura contro il cancro portata ancora una volta da scienziati italiani. 

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