Domenica 19 Novembre 2017
   
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Lavorare in Europa, si può! Seminario al Palazzo della Cultura a Noicattaro

seminario Lavorare in Europa

 

Negli ultimi anni si è parlato molto di Europa. È un argomento doloroso e “divisivo”; c’è chi è a favore e chi, invece, vede l’Unione come una “spada di Damocle”. Europa si, Europa no, un ritornello martellante che ormai si ripete da tempo. E non rare sono le volte in cui si rischia di fare, intorno a questo tema, demagogia, purtroppo.

Tuttavia lo scorso mercoledì una ventata di ottimismo ha smosso anche gli euroscettici. Nel corso del seminario “Lavorare in Europa”, infatti, sono stati mostrati i vantaggi, per quanto riguarda il fattore occupazione, che derivano dall’essere europei. L’evento, organizzato da Aps Forland in collaborazione con Eures, completamente gratuito, si è svolto nella cornice del Palazzo della Cultura il giorno 8 Ottobre. L’Eures è una rete di cooperazione per facilitare la libera circolazione dei lavoratori all’interno dello Spazio Economico Europeo. Fra i suoi principali servizi, la rete aiuta i datori di lavoro a trovare i candidati più qualificati per un posto vacante raccogliendo CV, stilando una rosa di candidati e fornendo assistenza nella preparazione dei colloqui. Fra i partner della rete ci sono servizi pubblici per l’impiego, sindacati ed organizzazioni dei datori di lavoro.

 La crisi in cui versa il nostro paese ha colpito in primis il mercato del lavoro, in stallo ormai da anni. Il tema del lavoro è diventato una “patata bollente” per il governo. In quasi tutti i settori (soprattutto quelli umanistici) c’è un surplus di domanda di lavoro. Detto in altre parole, ci sono tanti potenziali lavoratori e poche imprese o aziende. Ma come raggiungere l’equilibrio tra domanda e offerta? La parola chiave è la seguente: mobilità. Come ha detto Carlo Sinisi - consigliere Eures per la regione Puglia - tale mobilità fa sì che le aziende abbiano a disposizione un bacino di lavoratori da cui attingere per le loro assunzioni e che i lavoratori possano beneficiare a loro volta di una più ampia offerta di lavoro. Molti settori, in particolare negli ultimi anni, si sono trovati a fronteggiare una carenza di personale in alcuni paesi e un’eccedenza in altri. E in alcuni casi questa situazione ha portato ad una cooperazione diretta tra paesi al fine di soddisfare le esigenze del mercato del lavoro. 32 in tutto i paesi europei, 32, pertanto, i territori in cui il potenziale lavoratore può inviare il proprio curriculum; ed ecco che le opportunità di trovare un lavoro confacente alle proprie inclinazioni si moltiplicano. La libera circolazione dei lavoratori rappresenta una pietra angolare del progetto europeo e la ricerca di candidati al di fuori del proprio paese permette di entrare in contatto con nuove lingue, specializzazioni alternative e approcci innovativi. Spesso, però, il potenziale lavoratore non gioca al meglio le proprie carte, e capita che, pur possedendo i vari requisiti, non trova occupazione.

“Essenziale, a tal proposito, è la presentazione e la compilazione del CV”, ha commentato il relatore Sinisi. Nella seconda parte del seminario sono state mostrate le tecniche per compilare un curriculum ottimale. “In uno scenario lavorativo come quello italiano, sono in molti a tentare fortuna in un’altra nazione ma, molto spesso, non sono preparati e non sanno a cosa vanno incontro”, ha concluso il relatore.

La parola è passata poi a Miss. Vendula Vankova, la quale ha messo in evidenza quanto sia importante spostarsi all’interno dello spazio europeo per sviluppare le cosiddette soft skills, competenze trasversali. A questo proposito, ha presentato due progetti europei: “Erasmus Plus” e “Servizio Volontario Europeo”. Grazie alla dimensione interculturale, i progetti su menzionati costituiscono un’opportunità unica per entrare in contatto con culture diverse dalla propria e per acquisire nuove capacità utili alla propria crescita personale e professionale.

Al seminario, moderato da Carlo Sinisi - all’interno del quale sono intervenuti poi Tommaso Teutonico, Stefania Gentile e Vendula Vankova - hanno partecipato in tanti, soprattutto giovani. L’obiettivo del convegno consisteva nel promuovere un percorso formativo e informativo che favorisca la mobilità per lavoro (o studio) dei pugliesi in Europa. Fatte queste premesse, il futuro sembra avere un odore diverso, e c’è motivo per continuare a sperare. Il lavoro, ricordiamolo, nobilita l’uomo, rendendolo libero e contribuendo al progresso materiale e spirituale della società. 

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