Domenica 19 Novembre 2017
   
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L’aperitivo della legalità: dibattito contro le mafie

Claudio Altini e Fabio Abbrescia

 

Tre ragazzi, tre associazioni diverse, un unico obbiettivo: la lotta alla criminalità e alla logica mafiosa tramite la forza della cultura; è la legalità a farla da padrona nell’ora dell’aperitivo domenicale nella “Festa dell’Unità” in piazza XX Settembre, con il racconto di varie storie inerenti al tema accennato, sotto un sole battente divertito nel fingere di tornare indietro nel tempo in estate.

Ad aprire le danze ci pensa Fabio Abbrescia (Giovani Democratici Bari): tante le storie da raccontare riguardo una città che dietro un velo di modernità nasconde ancora numerose contraddizioni, con il paradosso di una periferia nel centro della città, nello stato di abbandono da parte delle autorità in certi luoghi. Ed ecco la necessità di rispondere a dovere, di lottare contro l’escalation della criminalità organizzata che altro non aspetta se non quegli spazi vuoti da colmare; nascono quindi numerose collaborazioni con altre realtà associative locali, nonché forti iniziative come nel caso di una fiaccolata dedicata ad un ragazzo albanese ucciso per mano mafiosa a Bari Libertà, organizzata la scorso 29 settembre; o ancora il melograno simbolico piantato (e ripiantato, dopo il furto del primo!) in una pineta malfamata della città: perché non basta la critica sterile, serve rimboccarsi le maniche per tornare ad un paese su misura per i genitori che vogliono portare a spasso tranquilli i propri figli.

Prosegue poi il discorso Claudio Altini, dell’associazione “Rita Atria”, iniziando proprio dal nome scelto: “Dedicato 20 anni fa a Rita, la figlia di un boss, che dopo aver tentato invano la vendetta mafiosa dopo la morte del padre nella lotta contro il racket della droga, e dopo aver perso anche il fratello, diventa la picciridda di Paolo Borsellino, facendo nomi e cognomi di ogni personaggio legato alla malavita organizzata a Partanna, Sciacca e Marsala . Dopo la strage di via D’Amelio, però, le istituzioni la abbandonano, in un peso così grave che le porterà a levarsi la vita una sola settimana dopo”. Il perché di questa storia? Il non lasciare mai sole le persone nelle proprie difficoltà, cercando un’importante riqualificazione culturale delle città in cui viviamo: perché la cultura, il dibattito sono le armi migliori contro le mafie, altro che la violenza.

A chiudere questa bella esperienza ci pensa Michele Sciannamea di Libera Puglia, che racconta la fatica che si fa nel fare i nomi delle vittime delle mafie, un forte sforzo che la sua associazione ha deciso di sostenere, testimoniando e facendo memoria delle loro esperienze di vita, puntando inoltre su una vera e propria “economia di rete” con tutti gli altri centri associazionistici per una migliore riuscita. Ed ecco la cultura della legalità portata nelle scuole, con il bando “Regoliamoci” per tutte le scuole o la campagna “Miseria ladra” per lottare e prevenire le conseguenze di una povertà dilagante, e ancora la lotta per riaffidare nelle mani dei bisognosi i terreni e i fabbricati confiscati, al fine di darne un nuovo godimento e non lasciarli al degrado.

Tanti temi interessanti insomma, peccato per la presenza tutt’altro che consistente, resa sicuramente meno corposa per colpa di una temperatura da piena estate; fortunatamente, il buon gruppo di ragazzi appartenenti ai gruppi scout e AC ha permesso di concludere in bellezza, con lo scambio di esperienze ed opinioni che ha portato ad una vera e propria richiesta di collaborazione più stretta fra le associazioni presenti e quelle locali nel futuro.

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