Domenica 19 Novembre 2017
   
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Stesso nome per patente e libretto? Le novità dal 3 novembre con i chiarimenti del Ministero

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Ancora novità sul piano della circolazione stradale, e le ultime hanno destato la preoccupazione di molti automobilisti: si tratta della norma che entrerà in vigore a partire da lunedì 3 novembre, per cui sarà obbligatorio registrare alla Motorizzazione e annotare sul libretto di circolazione del veicolo il nome di colui che non è intestatario dello stesso, ma che ne ha disponibilità per più di 30 giorni. Pena, multe salatissime che variano da 705 a 3.526 euro, fino addirittura al ritiro della carta di circolazione. Immediate la confusione e le libere interpretazioni scatenatesi sul web: secondo quanto espresso in questo comma 4-bis dell’art.94 del Codice della strada, introdotto nel 2010 con la legge n. 120, chi guida per più di 30 giorni un'auto intestata a un diverso proprietario deve annotare il proprio nome sul libretto di circolazione. Questo vuol dire che anche i componenti di una famiglia debbano inserire il loro nome sul libretto di circolazione per poter usufruire dell'auto di famiglia?

A leggere bene la normativa, la situazione è un tantino diversa: l'aggiornamento del libretto non è richiesto a tutti, bensì riguarda solo i casi in cui il proprietario del veicolo e chi guida abitualmente l'auto non appartengono allo stesso nucleo familiare, considerando quest'ultimo come l'insieme di coloro che vivono sotto lo stesso tetto e che quindi hanno residenza presso la stessa abitazione. A questa categoria non appartengono coloro che operano nel settore delle auto aziendali o in comodato o nel settore dei trasporti, ed è principalmente a questi che la norma si riferisce. La normativa, inoltre, non è retroattiva: ciò vuol dire che l’obbligo di aggiornamento sussiste solo per gli atti (ad esempio comodato d’uso, macchina del defunto se utilizzata da un erede prima della dichiarazione di successione) posti in essere dal 3 novembre prossimo. La nuova regola, dunque, non si applicherà alla maggior parte dei veicoli in circolazione, per i quali adeguarsi resterà facoltativo.

Per il comodato d’uso, uno dei casi più frequenti di applicazione della normativa, è necessario fare altresì alcune specificazioni: infatti, se l’intestatario della carta di circolazione concede in comodato d’uso per più di 30 giorni l’utilizzo del proprio veicolo a una persona terza (diversa dal familiare convivente), quest'ultima deve chiedere, entro 30 giorni, l’aggiornamento del libretto di circolazione. Per farlo, occorrono la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà con la quale il comodante attesta di aver posto il veicolo nella disponibilità del comodatario, la fotocopia di un valido documento di identità del comodante, e infine la ricevuta di un versamento di 16,00 euro sul c.c.p. n.4028 (imposta di bollo dovuta per l’istanza) e di 9,00 euro sul c.c.p. 9001 (diritti di motorizzazione). Viene emesso quindi un tagliando di aggiornamento nel quale vengono annotate le generalità del comodatario.

Nessun obbligo, invece, per i veicoli in comodato d’uso all’interno di un nucleo familiare, né sanzione per i figli che usano la macchina dei familiari a patto che si tratti di persone residenti - come già specificato - sotto lo stesso tetto. Inoltre è molto difficile che vengano multati coloro i quali prendano in prestito un’auto privata da a un amico o un parente, in quanto non ci sono documenti che attestino l’inizio della “locazione gratuita” e conseguentemente la scadenza dei 30 giorni. Sono esentanti dall'obbligo anche i soggetti che effettuano attività di autotrasporto con licenza e i rimorchi di massa superiore alle 3,5 tonnellate. Dunque nessun obbligo per gli iscritti all’Albo autotrasportatori, per chi ha licenza per conto proprio o per chi guida autobus, taxi o noleggio con conducente.

Come si evince, il campo di applicazione della norma è davvero molto ristretto, se si pensa alla stragrande maggioranza degli automobilisti, subito allarmati da ciò che il web ha diffuso, tanto da rendere necessario l'intervento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con alcuni chiarimenti: secondo quanto spiegato, sulla carta di circolazione andrà annotato unicamente il nominativo della persona che utilizza il veicolo e non anche i dati relativi alla propria patente di guida. L’obbligo di comunicazione, tra l'altro, sussiste solo a condizione che l’utilizzatore abbia il veicolo in disponibilità per un uso esclusivo e personale superiore a 30 giorni continuativi. Infine, non sono obbligati ad effettuare l’annotazione tutti coloro (cittadini e imprese) che già da prima del prossimo 3 novembre utilizzano, a vario titolo, "veicoli intestati ad altri soggetti”. Chiarimenti riguardano anche gli utilizzi temporanei, che cominceranno a decorrere dal 3 novembre in poi, per cui ci saranno 30 giorni di tempo per effettuare l’annotazione, se prescritta. Per quanto concerne il comodato di veicoli aziendali, invece, non sono soggette a comunicazione tutte le ipotesi di fringe benefit, di uso promiscuo e di uso esclusivo per svolgimento di attività aziendali dei veicoli in utilizzo ai dipendenti, ai soci, agli amministratori e ai collaboratori dell’Azienda. Niente paura per gli automobilisti italiani, dunque, per la maggior parte dei quali la situazione resta invariata. 

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