Domenica 19 Novembre 2017
   
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L’adozione di un bambino: come funziona. Rubrica “L’esperto risponde”

L'avvocato Mimmo Busco

 

La necessità di avviare una procedura di adozione nazionale o internazionale dipende principalmente non dai soggetti che intendono avere un figlio, piuttosto dal diritto del minore ad una famiglia. Esistono infatti soggetti che per qualche sfortunata ragione, si trovano ad essere fin dalla nascita o dalla minore età, privi di assistenza materiale e morale, e per cui il nostro ordinamento, a tutela di ciò, prevede la possibilità dell’ inserimento in un nucleo familiare che sia in grado di assolvere diritti e doveri negati dalla famiglia naturale.

Per tale ragione il minore ha un insindacabile diritto a vivere, crescere ed essere educato nell'ambito di una famiglia (Art. 1 Legge n. 184 del 1983 – nel testo sostituito dalla Legge n. 149 del 2001), senza distinzione di sesso, di etnia, di età, di lingua, di religione e nel rispetto della identità culturale di chiunque.

È importante sapere che prima di ottenere una dichiarazione circa lo stato di adottabilità di un minore, i Tribunali per i Minorenni unitamente ai servizi sociali di zona, svolgono una rigorosa verifica di eventuali possibilità di recupero della famiglia biologica di origine e soprattutto la verifica delle relative condizioni di affettuosità e di accoglienza del bambino. L'istituto dell'adozione, idonea a far troncare i rapporti tra l'adottato e la famiglia biologica d'origine, è da considerarsi una soluzione estrema ma necessaria per garantire la serenità di un bambino, allorquando la frequentazione con i genitori naturali, esponga il minore a gravi pericoli per la sua salute fisica e psichica.

Al fine di avviare una pratica di adozione i coniugi devono innanzitutto essere uniti in matrimonio o convivere stabilmente da almeno tre anni nonché devono essere idonei ad educare, istruire ed in grado di mantenere i minori che intendono adottare.

Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni, dopo aver assunto le necessarie informazioni, con ricorso motivato chiede al Tribunale di dichiarare l'adottabilità dei minori, tra quelli segnalati e collocati presso le comunità di tipo familiare, che risultano in situazioni di abbandono. Il minore che ha compiuto quattordici anni, o che li compia nel corso del procedimento, perché possa essere adottato deve prestare personalmente il consenso.

Il consenso del minore in questo caso è vincolante e il suo rifiuto ad essere adottato è insuperabile. Il minore che ha compiuto dodici anni dovrà essere sempre ascoltato, mentre quando ha un'età inferiore a dodici anni potrà essere sentito in considerazione della sua capacità di discernimento, valutata caso per caso ed in considerazione della maturità psicofisica raggiunta.

Chi intende adottare un bambino deve presentare domanda al Tribunale per i Minorenni specificando l'eventuale disponibilità ad adottare più fratelli. Tale domanda dovrà essere corredata da una serie di documenti relativi alla idoneità fisica dei soggetti adottanti e alla condizione abitativa e reddituale. La domanda può essere presentata a più Tribunali per i Minorenni, purché se ne dia comunicazione a tutti i Tribunali precedentemente aditi. L'età degli adottanti deve superare di almeno diciotto e di non più di quarantacinque anni l'età dell'adottando, con la possibilità di deroga in caso di situazioni pregiudizievoli per il minore. La domanda decade dopo tre anni dalla presentazione.

L'adozione vera a propria è preceduta da quello che viene definito "affidamento preadottivo" e, una volta intervenuta, "spezza" ogni vincolo di parentela fra il minore e i suoi familiari naturali, conferendo al bambino lo stato di figlio legittimo degli adottanti.

Per contattare l’esperto, segnalare casi, porre quesiti, scrivere alla seguente mail:
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CHI È L’AVVOCATO MIMMO BUSCO

L'avvocato Busco con Studio in Bari e Roma si occupa di diritto civile ed in particolare di diritto di famiglia, adozioni nazionali ed internazionali, successioni, eredità, ricorsi contro l'INPS, ricorsi per amministratori di sostegno, piccoli e grandi risarcimenti, recupero crediti, responsabilità professionali, locazioni e condomini.

Attualmente occupa l’incarico di consulente legale per il CRAL di HP Italia per tutte le sedi italiane, per La voce del Paese, per l'Associazione Radici, per l'Associazione Internazionale Missione Solidarietà e Fraternità per la sede di Bari.  Laureato presso l'Università degli Studi di Bari è iscritto all'Ordine degli Avvocati di Bari. E' anche laureato in Teologia presso l'Istituto Superiore di Scienze Religiose di Bari. 

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