Domenica 19 Novembre 2017
   
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L’odissea di Via Adriatico. Carmine Catalano avverte: se non si procederà, denuncerò

Carmine Catalano

 

Via Adriatico, una storia come tante, che ogni giornalista avrà udito milioni di volte: strade non asfaltate, oneri di urbanizzazione pagati, cittadini stanchi e disservizi in generale. È Carmine Catalano a narrarci questa odissea, l’epopea dei cittadini, che come gli eroi del passato, combattono contro le istituzioni che tralasciano o dimenticano. “Due anni fa vengo chiamato dagli abitanti di quella strada – inizia la sua ricostruzione dei fatti.  – Il problema è che in questa strada passa un “tronco d’acqua” che arriva a Mola, si tratta di un tronco principale presente dai primi anni del 1900. Per questo motivo, vi è stato costruito un muretto di mezzo metro: da un lato passa una strada piccolissima che si dovrebbe rifare, dall’altra parte, invece, non c’è asfalto, proprio lì dove ci sono dei palazzi appena costruiti. Con l’ex vicesindaco, Pasquale Redavid, analizziamo per bene le problematiche e ci mettiamo in contatto con l’Acquedotto Pugliese, il quale, dopo circa nove mesi, concede una parte di quella strada come “servitù di passaggio”, a condizione di “stare attenti” e di rendere la strada disponibile nel caso in cui ci siano lavori da fare. Tutto questo è stato fatto ad aprile di quest’anno, poco prima delle elezioni amministrative. Dopo aver raggiunto questo accordo, organizzo una riunione con Redavid, il sindaco e l’ingegnere comunale. Sorge infatti un altro problema: c’è un lato della strada che non è asfaltato, proprio quella parte dove ci sono i due palazzi per cui sono stati pagati gli oneri di urbanizzazione. Il Comune ha dunque il dovere di asfaltare. Ci vogliono al massimo 40 mila euro, ma da aprile stiamo aspettando di avere un progetto definitivo per iniziare i lavori che prevederebbero cinque o sei pali della luce, un marciapiede di 60 centimetri dove sta il lato del tronco dell’acqua, un parcheggio a pettine e infine la strada con senso unico a scendere come previsto dalla legge. La larghezza complessiva  di 10 m permetterebbe tutto questo”. Infine il monito e l’avvertimento: “Da quando si è insediata questa amministrazione non abbiamo ottenuto niente. Mi devo vedere tra dieci giorni con l’ing. Ottomano, perché ho parlato con il vicesindaco Valenzano ma “non ne sapeva nulla”. Ma come? Ad agosto ci siamo visti, concordando di rivederci dopo l’estate. Visto che abbiamo risolto il problema a monte, noi, come Comitato Cittadino, chiediamo di risolvere subito questa questione altrimenti il sottoscritto contatterà un avvocato e denuncerà sindaco, vicesindaco e ingegnere a tutta l’Amministrazione. Queste persone stanno perdendo tempo e a me non piace girare intorno alle questioni. Questa è una cosa che bisogna fare e basta”. 

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