Domenica 19 Novembre 2017
   
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Un rutiglianese al Forum mondiale per la democrazia.Il giovane Giuseppe Demarinis ci racconta la sua esperienza a Strasburgo

Giuseppe al Consiglio d'Europa

 

Europa si, Europa no, un dubbio che divide gli italiani soffocati dalle ristrettezze tipiche della famigerata crisi, tra chi appoggia l’ente sovranazionale, esaltandone le opportunità, e chi invece ne sottolinea le debolezze e gli scivoloni. Certamente, messo da parte ogni scontro ideologico, il diritto nostrano ha sempre preso spunto dall’esempio comunitario per svilupparsi e crescere, con l’Europa a fare da garante per i diritti fondamentali dei proprio cittadini e di tutti gli uomini.

Una delle tante iniziative europee a promuovere tali diritti è il “Forum mondiale per la democrazia”, tenutosi a Strasburgo per la sua terza edizione dal 31 ottobre al 6 novembre, e che ha visto la partecipazione, tra i 230 ragazzi di 101 nazionalità diverse, di un nostro concittadino, il 24enne Giuseppe Demarinis. Fa di certo una bella impressione pensare che quest’anno, a parlare dell’influenza dei giovani nella democrazia e delle loro possibilità nel rivitalizzarla, ci sia stato un rutiglianese.

Come sei riuscito a partecipare a questa manifestazione?

Un mio amico di associazione (Venti di scambio, a Conversano) mi ha parlato del bando per partecipare a questo forum: io non ho esitato nel leggerlo tutto e subito ho deciso di mettermi in gioco, compilando un form online e realizzando un video di presentazione. Certamente, essendo un qualcosa a livello mondiale, non speravo di essere preso, e invece…

Di cosa vi siete effettivamente occupati? Come si sono svolti i lavori?

Già prima di arrivare al “European Youth Centre” di Strasburgo ho affrontato, insieme a tutti gli altri ragazzi partecipanti, in un social network a noi dedicato, una preparazione step by step per il forum, toccando tematiche che poi avremmo affrontato in quella sede: siamo stati divisi in quattro gruppi che hanno dato vita a dei “prototipi” di democrazia, inoltre ognuno di noi aveva la possibilità di partecipare a più laboratori sugli argomenti più disparati, io ne ho scelto uno collegato all’influenza giovanile sulle elezioni europee ed un altro sul giornalismo. Alcuni trainer ci fornivano gli strumenti utili ad affrontare la discussione nei primi due giorni, prima di arrivare al terzo giorno, in cui c’è stata la conferenza di apertura presso il Consiglio d’Europa, con tantissime figure, politiche e non, ad analizzare il concetto di democrazia da più visuali: il file rouge era comunque l’idea di sviluppare nuovi metodi per promuovere la democrazia anche sul web, dove invece sembra più l’anarchia a farla da padrona. Nel quarto giorno si sono quindi svolti i laboratori e ci sono state le presentazioni dei vari prototipi e all’indomani la chiusura dei lavori, tra esibizioni artistiche impressionanti presso il semicerchio e valutazioni finali allo Youth Centre.

Come valuti l’esperienza a livello personale?

Sicuramente la più bella della mia vita: non solo queste sono opportunità per ritoccare gli estremi del proprio curriculum o per contatti utili, ma soprattutto per crescere a fianco di ragazzi con idee e cultura diverse da tutto il mondo. Io ho portato il mio background, e allo stesso tempo ho imparato dagli altri, sia a livello associazionistico che personale, mi sento davvero arricchito, tanto che mi dispiace di aver respirato l’aria europea così tardi e mi sono promesso di entrarci più spesso in futuro. Poi, questo è stato il mio primo vero viaggio da solo, quindi ha segnato un passo in più nella mia vita, mi ha dato la forza di affrontare certe piccole cose, di essere più aperto e disponibile con gli altri, di essere più attento a socializzare. Conoscere gente all’infuori del proprio “habitat naturale” è sicuramente il modo migliore per ampliare i propri orizzonti e migliorarsi, ed ho incontrato persone magnifiche per farlo; di certo, Strasburgo a fare da sfondo ha aiutato molto, una città giovane e attiva, oltre che bellissima sotto tutti i punti di vista.

Ed ora, cosa riserva il futuro?

Adesso incombe la solita incognita postlaurea che è la ricerca del lavoro; intanto, il sogno è rimanere nell’ambito del project management a livello europeo o internazionale, un lavoro tutt’altro che marginale e che in molti sottovalutano, specialmente nelle nostre terre, e che probabilmente mi costringerà a dover cambiare aria per perseguirlo. Viaggiare e crescere saranno due verbi che non mi lasceranno e nell’associazione “Venti di scambio” c’è di tutto per farlo, visto che ci diamo da fare in tutti i modi per trovare opportunità di crescita per noi giovani, senza fermarci mai sia nella promozione sociale che con gli interscambi in Europa: aspettiamo chiunque sia interessato a tutto questo, sarò pronto a dare il mio contributo!

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