Martedì 21 Novembre 2017
   
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Eredità: i diritti e doveri degli eredi. L’esperto risponde

L'avvocato Mimmo Busco

 

Quando si parla di successione si intende dire che gli eredi del defunto subentrano – succedono nel suo patrimonio che viene specificamente definito eredità. È necessario sapere innanzitutto che chi subentra lo fa in tutti i rapporti del defunto (giuridicamente definito de cuius che significa “colui della cui eredità si tratta”) e dunque sia per i crediti che per i debiti.

Ogni atto regolamentato da rapporti personali o economici perfezionati in vita, non si esaurisce con la morte del soggetto ed è proprio in questo che assume significato la successione degli eredi. Tale successione pertanto è la modalità con cui il nostro patrimonio si trasmette alle persone a noi più vicine.

Per tale ragione la legge attraverso la successione garantisce che i rapporti proseguiranno anche dopo la morte con i nostri eredi.

È importante sapere che la successione ereditaria si apre al momento della morte di una persona e da quel momento decorre il termine di un anno per la presentazione della c.d. “denuncia di successione”. Essa di apre nel luogo dell’ultimo domicilio del defunto, da cui scaturisce l’individuazione degli uffici competenti per gli adempimenti amministrativi.

Gli eredi al momento della morte di un congiunto devono verificare necessariamente alcune questioni inerenti la figura del de cuius  ed in particolare: titolarità dei conto correnti, libretti di risparmio, polizze assicurative o libretti di deposito, eventuali finanziamenti o mutui, immobili di proprietà

Soltanto in questo modo e con questa particolare attenzione, l’erede potrà con piena consapevolezza decidere se accettare o meno l’eredità del defunto. L’erede è comunque sempre nelle condizioni di poter reclamare un bene che sia in possesso di altre persone ma che sarebbe dovuto essere parte attiva dell’eredità.

Nel caso in cui un soggetto abbia ricevuto un bene in eredità, è necessario che a tale condizione segua una accettazione della stessa anche tacita, che significa comportarsi ed agire come un erede; diversamente l’eredità rimarrà giacente.

L’erede dovrà assolutamente mantenere una condotta prudente valutando prima di ogni cosa l’esistenza di debiti ereditari, in quanto anche in questo caso un comportamento tacito e conseguente, significherebbe l’accettazione anche dell’aspetto negativo e sfavorevole dell’eredità. La rinuncia all’eredità deve essere formalizzata da un Notaio o dal Cancelliere del Tribunale competente: in questo modo il soggetto rimane estraneo all’eredità nei suoi aspetti positivi e negativi.

In ultimo risulta opportuno un cenno a quella che viene definita “accettazione dell’eredità con beneficio di inventario”. Essa permette di limitare la propria responsabilità nel caso ci si trovi dinanzi ad una eredità con molti debiti. In tale formulazione infatti il patrimonio del defunto e quello dell’erede rimangono separati e dunque l’erede potrà rispondere dei debiti del defunto nei limiti del patrimonio ereditario senza che il patrimonio personale venga in alcun modo intaccato.

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CHI È L’AVVOCATO MIMMO BUSCO

L'avvocato Busco con Studio in Bari e Roma si occupa di diritto civile ed in particolare di diritto di famiglia, adozioni nazionali ed internazionali, successioni, eredità, ricorsi contro l'INPS, ricorsi per amministratori di sostegno, piccoli e grandi risarcimenti, recupero crediti, responsabilità professionali, locazioni e condomini.

Attualmente occupa l’incarico di consulente legale per il CRAL di HP Italia per tutte le sedi italiane, per La voce del Paese, per l'Associazione Radici, per l'Associazione Internazionale Missione Solidarietà e Fraternità per la sede di Bari.  Laureato presso l'Università degli Studi di Bari è iscritto all'Ordine degli Avvocati di Bari. E' anche laureato in Teologia presso l'Istituto Superiore di Scienze Religiose di Bari. 

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