Sabato 18 Novembre 2017
   
Text Size

Giornate tematiche sui Diritti dell'Infanzia: la riflessione degli esperti

IMG_6829

 

Un incontro - dibattito sui progressi dal punto di vista sociale e sull'importanza che questi assumono per la crescita e lo sviluppo della comunità globale: questo l'obiettivo della seconda delle quattro Giornate  Tematiche sul Diritto alla Partecipazione, organizzate dal primo circolo didattico "G. Settanni", con il patrocinio del Comune di Rutigliano e dell'Unicef, in occasione della Giornata Mondiale per i Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza. Un momento di confronto e di riflessione, tenutosi lunedì 24 novembre presso l'Aula Magna "Aldo Moro" della "Settanni", in cui sono intervenuti la dott.ssa Paparella, Garante dei diritti dei minori presso la Regione Puglia, il dott. Corriero, Presidente dell'Unicef Puglia, la dott.ssa Ancona, Assessore alla Pubblica Istruzione e alle Politiche Sociali del Comune di Rutigliano e la dirigente scolastica Maria Melpignano. Ad aprire il dibattito, il percorso compiuto dagli alunni delle scuole dell'infanzia e della scuola primaria sul diritto e sul suo significato, ricostruito dalla docente Margherita Creatore, coordinatrice del progetto: dai disegni raffiguranti lo 'zio diritto' alla creazione dell'albero dei diritti, scelto dall'Unicef come simbolo, dalle attività divertenti fino a quelle più istruttive, come la visita da parte degli alunni al Granteatrino di Bari, in cui i bambini si sono sentiti parte integrante di uno spettacolo fatto di danze e acrobazie, arte e tradizioni straniere, tutte con gli stessi valori del diritto all'infanzia e alla crescita, che non hanno né colore né etnia, che non si distinguono dalle lingue e dal paese di origine ma che sono universali, e come tali universalmente e globalmente riconosciuti e condivisi.

Un rispetto e un diritto al diritto che spesso vengono trascurati, a volte negati, messi da parte dopo ben 25 anni dalla Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia, come ben ricorda la dott.ssa Paparella. Quegli stessi 25 anni che fanno sì riflettere sui progressi degli ultimi tempi, ma che lasciano spazio anche al pensiero sull'epoca della guerra, a quel secolo in cui nacque la cultura dei diritti, a quella società che ricostruiva le basi della propria esistenza dopo il disastro della Seconda Guerra Mondiale. E proprio quegli anni, così lontani da quelli odierni, si differenziavano tanto da quelli precedenti: erano gli anni del tasso di mortalità infantile alle stelle, come ricorda la dott.ssa Paparella durante il suo intervento, gli anni in cui un bambino non riusciva a sopravvivere oltre un anno di vita, gli anni in cui l'infanzia era una condizione quasi inesistente. Poi sono arrivate le conquiste, i progressi, i passi in avanti sulla lotta al lavoro minorile e sull'impulso all'istruzione, uno dei diritti oggi fondamentali per il bambino. Eppure è una situazione, quella odierna, che non mostra certo i segni della vittoria sul piano dei diritti minorili: assistiamo quotidianamente alla violazione e alla negazione del diritto allo studio, del diritto alla partecipazione, del diritto all'apprendimento, del diritto a vivere l'infanzia, perché in fin dei conti, come ricorda la dott.ssa Paparella, "i diritti non sono mai acquisiti una volta per tutte". É necessario prendersi cura di loro, mantenere alte l'attenzione e la sensibilità verso la realtà dei diritti, perché ne siano rispettati i principi, quegli stessi principi che la crisi economica sta mettendo a rischio: ed è proprio la Puglia ad offrire i dati peggiori, essendo la regione meridionale che sta percorrendo la strada della povertà. Miseria, crollo del benessere e impossibilità di garantire i diritti fondamentali ai propri bambini sono tutte condizioni che, secondo la dott.ssa Paparella, stanno rendendo le famiglie sempre più fragili: e così, dietro la conflittualità, si celano le violenze assistite e quelle vissute, che i bambini percepiscono all'interno del proprio nucleo familiare, primo vero esempio di comunità educante, il cui ruolo dovrebbe consistere nel sforzarsi di accompagnare il bambino verso la sua crescita sana, la sua formazione e la sua autonomia. Eppure oggi la famiglia è il luogo in cui spesso nascono i sintomi di nevrosi e incomunicabilità che violano il diritto di essere bambini, un diritto che dovrebbe essere tutelato, qualora la famiglia non riesca, dalla cooperazione tra istituzioni e organi garanti, come la stessa dott.ssa Paparella sottolinea. A modificare le condizioni e la realtà delle cose contribuisce anche il cambiamento della natura dei rapporti familiari, come ha ben sottolineato l'assessore Ancona: oggi si parla di coppie di fatto e di bambini ai quali, a prescindere dalla forma coniugale che lega le persone con cui è stato messo al mondo, la legge riconosce diritti pari ed ugualmente tutelati, senza distinzione di status familiare. I dati odierni sono, tuttavia, sconcertanti: nonostante gli sforzi di tutelare e difendere un diritto alla vita infantile, ogni anno crescono in maniera allarmante sia le violenze perpetratesi in ambiente domestico, sia gli episodi di maltrattamenti, di violenze assistite e di abbandono di minori. Dati sconcertanti, confermati dal dott. Corriero, che oltre ad essere il rappresentante regionale pugliese dell'Unicef, ricopre anche il ruolo di giudice onorario al Tribunale per i Minorenni di Bari: è la fragilità emotiva a rendere particolarmente vulnerabili i bambini e a metterli in cerca di quelle cure e di quelle attenzioni, di quell'affettività spesso malata che non proviene dalla famiglia. Compito dei genitori è proprio quello di riappropriarsi del ruolo educativo e formativo, di accompagnare i bambini nel superamento di ostacoli e tabù, di seguirli in una crescita consapevole e responsabile, fatta di scelte e di rinunce, che concorrono a formare gli adulti del domani. Sono passati 25 anni dalla Convenzione Internazionale sui diritti, ma avremo garanzie mondiali solo quando riconosceremo l'importanza del diritto ad essere piccoli grandi uomini. 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI