Domenica 19 Novembre 2017
   
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Chiacchierata con Massimo Pillera ad Odusia

Michele Pesce e Massimo Pillera

 

Un nuovo appuntamento con la letteratura che, ancora una volta, porta la firma di Odusia.

La libreria rutiglianese ha offerto la possibilità alla cittadinanza, agli interessati, ai curiosi, e agli appassionati, di poter prendere parte ad un incontro con una personalità di grande livello nel mondo del giornalismo: Massimo Pillera.

  Massimo Pillera è un giornalista, ha vissuto in Svizzera dal ’94. Laureato in Filosofia morale ha scritto e scrive per diversi quotidiani e settimanali svizzeri ed italiani (Diario, il Caffè, St.G. Tagblatt, Der Bund, Comunità, L’Eco di Basilea). Dal 2000 al 2005 ha realizzato circa quaranta reportage e documentari per la RTSI, Televisione Svizzera di Lingua italiana, alcuni dei quali hanno ottenuto premi e riconoscimenti (La Genova di De Andrè, Trento città del volontariato, Salento officina del Mediterraneo). Autore insieme a René Scheu del saggio pubblicato a Vienna “über Berlusconi” – Turia-Kant 2003.

Già direttore del settimanale di Zurigo “La Pagina” per oltre 10 anni, oggi scrive su il fattoquotidiano per il quale cura due blog: il suo personale ed FQ Zurigo. Il 22 luglio del 2013 è stato nominato Segretario Generale dell’UDIS.CH (Unione di Italiani e Svizzeri in Europa) che ha sede a Zurigo.   Vive a Trani, dove nel 2012 ha fondato, diventandone il responsabile, l’emittente “glocale” Tele Trani sul canale 188 del digitale terrestre. Nel 2013 ha pubblicato il suo primo libro “Desktop”, Edizioni Secop Start.

 Pillera giunge nella libreria rutiglianese, in un incontro nel pomeriggio del 10 dicembre, per presentare il suo ultimo libro: iBlog. Presenzia in funzione di mediatore dell’incontro l’avvocato Michele Pesce, collaboratore di una testata online rutiglianese.

  iBlog racchiude una serie di articoli, servizi, editoriali, inchieste, portate avanti dallo stesso Massimo Pillera. Articoli,quindi, raccolti in questo libro con lo scopo di descrivere un dato periodo storico, una frazione di tempo ben definita. Questa rappresentazione temporale ci permetterebbe, secondo l’autore, di poter “inquadrare la situazione” rendendoci conto così, una volta che la storia farà il suo corso, di notare le cause che hanno portato il cambiamento in un futuro poi non così lontano.

  L’accogliente ed intimo spazio a disposizione della libreria Odusia non ha visto una grande affluenza di pubblico. Pochi spettatori che hanno assorbito con avidità il grande valore delle parole di Pillera e, molte volte, integrato con accorgimenti, argomentando le proprie opinioni, confrontandosi con l’autore su diverse tematiche ontologiche ed appartenenti alla più recente attualità.

Pochi spettatori, è vero, ma come spiegato di Pillera stesso: “aprire una libreria, invece di una sicuramente più remunerativa pizzeria, è una scelta coraggiosa”. L’autore esprime questo pensiero in vista di una recente inchiesta a proposito della chiusura della libreria tranese “La Maria del Porto” dove egli ha presentato il libro nello scorso giugno e che ora è diventata un’attività gastronomica.

  La discussione con l’autore si apre con una riflessione sull’evoluzione del mezzo di comunicazione di massa 2.0, il web. Massimo Pillera nota che il multimediale è a tutti gli effetti un mezzo di comunicazione oggi importantissimo ed essenziale nelle vite di ognuno di noi ma si differenzia dal cartaceo (in termini di giornalismo) in quanto il quotidiano, la rivista, il settimanale, riesce ad offrire in un solo mezzo una preparazione a 360° sui fatti del mondo, cosa che non riesce sicuramente a coprire il web. Inoltre, il web non verterebbe, al contrario del cartaceo, su un classico processo comunicativo (un messaggio da un emittente ad un destinatario attraverso un canale) ma presenterebbe alcune interpolazioni di messaggio, informazioni non consone alla notizia che potrebbero sviare il lettore. Massimo Pillera parla quindi di “flusso di informazione passivo”. È stato fatto notare dal giornalista tranese che l’ascesa del nuovo mezzo comunicativo comporta anche nuove regole di impostazione che sul cartaceo non sussistono. È reso noto, secondo alcuni studi, che in una informazione emessa tramite mezzo multimediale, l’80% dei lettori si soffermano sul titolo, senza continuare con la navigazione “aprendo” il link. Questo ha portato i blogger e i redattori a modificare le informazioni in modo tale da concentrare l’attenzione sul titolo, dando sì la notizia all’interno dell’articolo, pur non concentrando l’attenzione principale sul corpo del testo.

  Altro punto interessante toccato dal moderatore Michele Pesce, riguardo l’evoluzione del mezzo web, è stato: “con uno smartphone chiunque può essere un giornalista?”

La risposta data da Massimo Pillera è stata negativa. Quella del giornalista è una professione a tutti gli effetti e come tale necessita di una certificazione professionale. La spiegazione di questa risposta è abbastanza semplice. Un cittadino medio può, per esempio, fare una foto di un incidente stradale durante il quale uno dei due conducenti è scappato via. La foto viene caricata sul web, l’immagine può indurre a pensare alla fuga del conducente. Solo il giornalista, dotato di senso critico e razionalità può indagare la verità e scoprire che, forse, il conducente in fuga stava in realtà cercando aiuto, recandosi in una cabina telefonica, oppure cercando un estintore perché sa che da lì a poco potrebbe scoppiare un incendio.

  Dopo questo confronto sul mestiere del giornalista e dell’evoluzione dei mezzi della comunicazione di massa, la libreria Odusia si è trasformata in un piccolo salottino, dove è stato possibile discutere apertamente sulle tematiche recenti, affrontando gli argomenti attraverso l’analisi di punti di vista differenti, quelli dell’autore e quelli degli ospiti della libreria rutiglianese. I principali temi toccati da questo dibattito riguardano principalmente l’evoluzione del Movimento 5 stelle, elemento politico che ha fondato la propria comunicazione attraverso il web e la cui genesi ed evoluzione è stata sempre trattata durante la spiegazione di Pillera, varie analisi del mezzo web fino a prevedere in maniera verosimile l’evoluzione degli accaduti politico-sociali di questi giorni fino ad una ipotetica conclusione della democrazia italiana. 

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