Domenica 19 Novembre 2017
   
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Disastro ambientale anche a Rutigliano. Discarica Martucci: intervista esclusiva al dott. Farella

Vittorio Farella

"Rutigliano non si è mai interessata alla vicenda

nonostante i possibili gravi danni subiti"


La triste questione dei rifiuti nella nostra terra merita ben più spazio, soprattutto per la carenza di attenzione dei media rispetto alla gravità della situazione sviluppatasi a pochissimi chilometri dalla nostra cittadina nell'ormai famosa (ma forse non troppo) discarica in contrada Martucci a Conversano. Perciò proveremo a raccontarvi le ultime vicissitudini con l'aiuto di un grande conoscitore delle stesse, il dott. Vittorio Farella dell'associazione molese "Chiudiamo la discarica Martucci", che in un'interessante intervista per la nostra testata ci ha trasportato lungo un impervio percorso, costellato di rifiuti smaltiti contra legem, indifferenza dei piani alti, nonché del nostro comune, e gravi conseguenze per i poveri cittadini.


Partiamo dalle origini: come nasce il processo riguardo la discarica Martucci ed a quali risultati vuole portare?

I capi di imputazione sono diversi: si va dal disastro ambientale ipotizzato dal PM (pur essendo complicato da dimostrare) alla frode in appalto, passando per il mancato controllo durante i lavori ed il falso ideologico per quei controlli effettuati in discarica, per citarne alcuni. In buona sostanza, è stato ritrovato del percolato intorno alle vasche dei lotti già chiusi, vasche eseguite assolutamente non in regola come dimostrato dal consulente tecnico d'ufficio.

A riguardo, la frode d'appalto regge in quanto non essendo stata predisposta nella vasche l'impermeabilizzazione prevista: infatti, sistemato il fondo, esso va ricoperto da un materiale repellente all'umido, a sua volta ricoperto da un particolare telo. Il tutto va fatto a regola d'arte secondo precise dimensioni, spessore e tipologie di materiali prescritti dall'appalto, in questo caso puntualmente disatteso; guarda caso, lo spessore è quello previsto solo nei punti controllati durante il collaudo, ed ecco il falso ideologico. Gli indagati sono 11, tra cui, oltre alla Lombardi Ecologica, i titolari del Progetto Gestione Bari 5, i colaudatori, l'ingegnere che gestiva i lavori...


Da quando la vostra associazione segue le vicende della discarica Martucci?

Siamo nati come comitato nel settembre del 2010: tutto nacque con l'ennesima sopraelevazione effettuata nel terzo lotto della discarica, che invece avrebbe dovuto chiudere i battenti già dal 31/12 del 2009. Noi contestammo il fatto che la vasca in questione aveva già raggiunto un livello superiore a quello del terreno, mentre si affermava falsamente che ci fosse ancora da riempire e che quindi l'attività di smaltimento poteva continuare. Noi abbiamo reagito chiedendo la chiusura immediata: tra il Natale e il Capodanno del 2010 organizzammo una grande manifestazione e nel Marzo del 2011 la discarica fu finalmente chiusa. Il nostro compito era terminato o dovevo andare avanti?

L'arrivo di Domenico Lestingi tolse ogni dubbio: l'ex addetto della Lombardi si affidò a noi per rivelazioni che altrove erano state ignorate e che invece ci fecero capire la serietà della situazione. Grazie alle sue testimonianze ci mettemmo subito all'opera e ben presto arrivarono i primi contatti con la magistratura e le varie istituzioni come i comuni di riferimento. Poco dopo partirono le prime indagini ed i primi provvedimenti già nel 2012. Un'ultima grande protesta c'è stata nell'Ottobre 2013, quando nel nuovo piano regionale dei rifiuti si prevedeva il continuamento dello smaltimento dei rifiuti nella Martucci. La presenza fu così forte che riuscimmo ad ottenere una commissione tecnica ad hoc che avrebbe dovuto monitorare lo stato della discarica, che fu sì prevista ma sospesa in attesa di indagini ancora in corso. Nella commissione vi è un nostro associato altamente competente ed estremo conoscitore della materia, il prof Franco Fanizzi.


Ma quali sono le conseguenze per l'ambiente circostante e per la salute dei cittadini?

Con più indagini, in collaborazione con geologi, fisici e chimici da noi contattati per avere un quadro fedele siamo giunti ad un'ipotesi riguardo la zona di maggior interesse, che potremmo individuare nel quadrilatero compreso tra Rutigliano, Conversano, Polignano e Mola. Questo in quanto vi è una specie di bivio nella falda sotterranea che dovrebbe dirigersi in maniera perpendicolare alla costa; non si può però escludere che l'area d'interesse possa essere più estesa, essendoci la possibilità di ulteriori ramificazioni e laghetti sotterranei verso l'entroterra. A tutto questo va aggiunto che la natura del suolo, fortemente carsico, rende il territorio tutt'altro che idoneo ad ospitare una discarica e che in più di 40 anni il danno possa essere stato terribile; danno ulteriormente ampliato dalle numerose discariche illegittime sparse per il territorio. Le falde sottostanti vengono quindi inquinate provocando l'inizio di un pericoloso ciclo alimentare tramite l'utilizzo di queste acque per irrigare i campi, ciclo che si conclude con il prodotto finale sulle nostre tavole.

Ad una conclusione amara siamo purtroppo giunti nel 2014: analizzando i dati del codice amministrativo 048 (quello legato alle malattie oncologiche) abbiamo scovato un aumento del 30% a Mola tra il 2005 ed il 2010; dati che avremmo voluto approfondire studiando caso per caso,ma a più di un anno dalla nostra richiesta tutto tace, mentre la Regione non pubblica più dati a riguardo. E questa situazione di omertà generale la conferma un episodio: preparammo una conferenza stampa per la diffusione dei dati da noi analizzati e tra le tv che avevano confermato la presenza vi era anche Rai 3.

A pochi minuti dall'inizio, con tutti i giornali locali presenti, notiamo l'assenza della rete nazionale e chiamiamo il giornalista, che ci confiderà poi che l'assenza era dovuta ad un ordine del direttore Attilio Romita. E ancora, è pazzesco come lo stesso Comune di Rutigliano abbia fatto orecchie da mercante ad ogni nostra richiesta di iniziare insieme un discorso riguardo la spinosa questione, mai nessuno nei piani alti del vostro paese si è mai interessato a tutto questo pur avendo un mostro ecologico a due passi da casa.


Come vede il futuro della Puglia dei rifiuti? Quale sarebbe la situazione ideale?

Bisogna in primis spingere per la differenziata. Per farlo, però, c'è prima bisogno di risolvere un grattacapo: l'assenza di un centro di compostaggio nella nostra provincia. Esso è infatti necessario per il corretto smaltimento dei rifiuti organici, da un lato annullandone il potenziale, dall'altro ricavando del compost utilissimo nell'agricoltura; stiamo appunto provando a contattare il consigliere metropolitano con delega all'ambiente, il sindaco di Bitonto Abbaticchio per pensare ad una soluzione. Avevamo avuto circa tre anni fa contatti con il sindaco di Conversano, allora presidente dell'Ato, per sollecitare la soluzione già prevista di un nuovo centro di compostaggio a Cellamare, poi però definitivamente tramontata con il no secco del nuovo sindaco del paese in questione.

L'assenza di tale centro pone due paurosi limiti: il costo, in quanto saremo costretti a sottostare ai prezzi imposti dalla ditta che detiene il monopolio nella zona per lo smaltimento del nostro organico; l'impossibilità di aumentare i paesi che fanno la differenziata, visto che la capacità di tale impresa è al limite e ciò blocca la possibilità per altri comuni, come quello di Noicattaro, di iniziare a differenziare. Insomma, siamo al paradosso solo per l'assenza degli impianti utili; in questo modo, perdiamo una grande scommessa, non solo per la questione dei costi, ma soprattutto per il mancato recupero dei materiali, che a loro volta da scarto diventerebbero fonte di guadagno per i comuni.


SCANDALO MARTUCCI

A che punto siamo

Vi invitiamo a rileggere la nostra inchiesta sulla Lombardi Ecologia (pubblicata nel novembre 2012 sul network “La Voce del Paese” - clicca qui per rileggerla) che ha permesso di acquisire una testimonianza diretta sui presunti illeciti e sulle azione malavitose consumatesi in trent'anni di gestione della discarica conversanese a servizio dell'ormai ex Ato Bari 5, tra cui anche Rutigliano che conferisce i suoi rifiuti nella “conca d’oro”.

Diversi comuni si sono costituiti parte civile nel processo contro gli 11 accusati della Lombardi Ecologia, accusati di disastro ambientale. 100milioni di € di danni è la richiesta avanzata dai Comuni di Conversano e Mola di Bari.

Fa riflettere anche il silenzio non solo della politica locale, ma anche della stampa locale, e dei presunti attivisti ambientalisti. 

 


 

Commenti  

 
#2 Rifiuti umani 2015-03-09 19:32
Maledetti,giocano con le nostre vite
 
 
#1 pinco 2015-03-09 14:35
un problema quello della discarica martucci a dir poco allarmante.ma mi sono chiesto dove è il presidente della reg. puglia vendola, dato che il motto del suo partito è "ecologia e liberta'"gia' solo sulla carta è come gli altri anzi peggio.chiude ospedali,inquinamento ambientale (ilva)di taranto,vicenda maro'.preferisce tacere come il resto della sua amministrazione reg.ma non disdegna far passare sotto silenzo i privilegi che si sono deliberati.quindi la casta vince anche se si professa di curare e proteggere i cittadini deboli. paghiamo tasse salate a fronte di servizi che sfiorano i paesi del terzo mondo.sanita',trasporti,disoccupazione giovanile,questi sono una parte dei problemi.x non dire che fara' costruire case da daestinare ai rom,ma chi è nelle graduatorie per l'assegnazione di un appartamento quati anni dovra' attendere ancora?
 

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