Sabato 18 Novembre 2017
   
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Dalla terracotta alla pasta 'in tavola': la creatività di Giuseppe Dilorenzo

L'architetto Giuseppe Dilorenzo

Articolo pubblicato su "La Voce del Paese - edizione Rutigliano" (uno dei 10 comuni) nelle edicole da sabato scorso.

 

Il giovane architetto rutiglianese nei giorni scorsi ha esposto al Salone del Mobile di Milano il suo progetto, selezionato con un concorso.

Di concorso in concorso, passando tra la passione e la professione, tra le manipolazioni tradizionali a materiali e tecniche innovativi, sempre in cerca di un'idea che esprima la sua creatività. Per lui non solo il primo premio del Concorso Nazionale del Fischietto in Terracotta nell'edizione 2015, ma anche la possibilità di esporre il suo progetto, omaggio all'italianità e ad uno dei suoi simboli nel mondo, in una delle vetrine più importanti a livello internazionale per il settore del mobile: si tratta di Giuseppe Dilorenzo, classe 1985, architetto rutiglianese. 

Una ricerca quotidiana, che spazia tra il design, l'arte e l'architettura: nella sua raccolta, tra un fischietto e l'altro, pezzi unici modellati con la terra rossa, vi si trovano interni, complementi d'arredo, ma anche tante ispirazioni dedicate alla città e ad un modus vivendi semplice ed essenziale, profumato ma resistente. Forme non geometriche ma artistiche, che s'intrecciano e s'intersecano a formare quegli elementi a un passo dal virtuale e toccati nel reale. Così come il suo prodotto, "Spaghetti In  Tavolo", esposto al Salone del Mobile di Milano dal 14 al 19 aprile scorsi e raccontato nell'intervista che segue.

L'architetto Giuseppe Dilorenzo

Da dove è nata l'idea di questo prodotto?

Questo prodotto è il risultato di un concorso a cui ho partecipato, bandito dalla Brianza Design, un'associazione di artigiani e progettisti. Tema del concorso era la zona pranzo, e il fine è quello di portate i prodotti realizzati ad Expo Milano 2015. Tra le centinaia di partecipanti, sono stati selezionati 34 progetti - tra cui il mio - e di questi, realizzati i prototipi che sono stati esposti in occasione del Salone del Mobile e che da quell'occasione in poi sono in commercio.

La mia idea base era quella di valorizzare uno degli alimenti e degli elementi cardine italiani che è quello della pasta, e gli spaghetti in particolare, legandoli all'immagine di Totò e al suo riferimento allegorico. Il tavolo è estremamente semplice, caratterizzato da pochi elementi, ed è stato realizzato - come da me chiesto - in cedro, un legno profumato che emana un odore perenne. Non ci sono altri elementi nel tavolo, se non quelli verticali, che sono quelli che ricordano gli spaghetti e che sono tondini in ottone.

Il mio prototipo è stato realizzato a Cantù: ad ogni progettista selezionato, infatti, è stato abbinato un artigiano, e con questo binomio abbiamo preso parte al Salone milanese. E questo, anche per portare il made in Italy e valorizzarlo come elemento di qualità e di unicità: ognuno di questi pezzi, infatti, è fatto su misura, non sono prodotti in serie. Quella del Salone del Mobile per me è stata una bellissima esperienza, perché si sono avvicinati molti stranieri, in particolare orientali, sudamericani, canadesi, con cui abbiamo preso un po' di contatti. Adesso si spera nella vendita di qualcuno di questi prodotti!

giuseppe dilorenzo tavolo spaghetti 1

Perché un architetto progetta e dà realizzazione ad un mobile?

Penso che oggi tutte queste figure si siano scisse. Tempo fa, c'era una figura intermedia, che non era né l'ingegnere né l'architetto, il quale faceva tutto, dalla parte strutturale a quella di arredo. Ma il vero problema è che qualsiasi elemento che si va a fare, qualsiasi linea si vada a tracciare sul foglio, non è semplicemente una linea, e anche quelle parti che possono essere definite di arredamento, vanno pensate nell'ambiente in cui si trovano. Per questo un architetto deve essere anche un design e per questo deve saper disegnare tutto, anche i mobili. Un famoso architetto, Le Corbusier, diceva 'Bisogna disegnare dalla maniglia alla città'. Ogni elemento non è puramente di decorazione, ma ha uno scopo, ha una sua finalità. L'architettura deve sempre dare delle spiegazioni.


Ti è mai capitato di non ritrovarti nelle trasposizioni dai tuoi progetti reali alle realizzazioni effettive?

No, mai perché quando faccio un progetto, ho già l'artefice in mente. Molto spesso si realizzano i render virtuali per il cliente, per dargli l'idea di come verranno le cose che abbiamo progettato. Ma noi conosciamo già chi realizzerà nella pratica, per cui sappiamo come strutturare il progetto.


Ultima domanda... Progetti in cantiere? Ti dovremo forse intervistare di nuovo?!

Lo spero! Di progetti in cantiere ce ne sono, e qualcuno anche sulla città: si tratta di interventi che potrebbero migliorare alcuni aspetti di Rutigliano. Ma per il momento non anticipiamo niente!

 giuseppe dilorenzo tavolo spaghetti 2

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