Domenica 19 Novembre 2017
   
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Take Me Guide, il sito su viaggi e turismo del futuro

Rutigliano- Il team iniziale con Angelo Santoro

 Nell’ambito del progetto Fooding, giovani imprenditori si incontrano per confrontarsi. Tra i partecipanti anche il nojano Lorenzo Porrell

Articolo pubblicato su "La Voce del Paese" in edicola la settimana scorsa

Ormai è abbastanza chiaro, il tema del 2015 è il cibo. Ce lo suggerisce l’evento mondiale dell’Expo che sta richiamando visitatori da ogni dove, ma anche la Puglia ha avuto un ruolo da protagonista all’interno di un progetto senza precedenti che mira a rafforzare le Piccole e Medie Imprese, valorizzando i prodotti tipici nell’ambito della dieta Mediterranea: stiamo parlando di ‘Fooding’. Finanziato dall’Interreg Italia-Grecia, il Fooding si è posto come un trampolino di lancio per giovani imprenditori con idee da condividere. È con questo progetto che ha avuto inizio l’avventura di Teresa Leone di Rutigliano, Katia Sportelli di Conversano, Angelo Santoro di Casamassima, Stefano de Santis di Trani e del nojano Lorenzo Porrelli. Questa giovane ed intraprendente equipe ha lavorato con affiatamento ed impegno per sviluppare la loro food start up. Per sei mesi, da Gennaio a Giugno, tra selezioni, seminari e pitch sessions - presso l’Istituto Agronomico Mediterraneo (IAM) di Valenzano, primo centro incubatore di idee della Regione - i nostri giovani imprenditori si sono messi in gioco e, step by step, la loro idea ha preso forma e concretezza. Di cosa si stratta? Lo spiega ai nostri microfoni Teresa Leone, l’esperta di public relation di questo gruppo variegato.

La prima domanda sorge spontanea: chi vi ha messo insieme?


A farci conoscere è stato il GAL del Sud-Est Barese, con cui tutti noi collaboriamo. Il Gruppo di Azione Locale cercava persone che potessero partecipare al bando di iscrizione ed inizialmente Stefano non era dei nostri, ma poi è subentrato a Marzo, quando Angelo ha dovuto lasciare per impegni di lavoro. Tutto è cominciato a Novembre, e a Gennaio, inaspettatamente, abbiamo saputo che il nostro progetto aveva superato la prima selezione.

Ci parli dell’idea che avete messo “ad incubare” allo IAM.

Il nostro primo progetto è stato Cu.Ta.Pu. (Culture Taste Puglia), nato con l’intento di diventare una community con cui puntare alla promozione e valorizzare del territorio, che da un lato era legata ad un aspetto turistico, e dall’altro prevedeva la promozione delle PMI (Piccole e Medie Imprese) attraverso i social. Purtroppo, dopo calcoli e analisi del business plan, ci siamo resi conto che si trattava di un idea non sostenibile economicamente, e che per questo bisognava abbandonare il progetto. A quel punto la nostra collega Katia, che è una guida turistica, ha avuto un idea, anzi in realtà l’ha proprio sognata, e ne è sbocciata una nuova che ha preso il nome di Take Me Guide.

Cosa differenzia principalmente i due progetti?

Take Me Guide è un sito internet che permette di prenotare la tua guida turistica last minute. Se ad esempio si parte improvvisamente per un viaggio di lavoro o per un viaggio last minute e non si sa cosa vedere, questa app ti permette di contattare guide turistiche disponibili che possano mostrarti i posti che vale la pena visitare della zona. È rapido, diretto ed economico. Le guide che si rendono disponibili non sono local friends ma figure abilitate, perché secondo noi se c’è una figura professionale è bene proteggerla. Il progetto è stato elaborato per essere applicabile nella nostra regione perché ovviamente è un territorio che conosciamo bene e poi perché i nostri partner sono il GAL, il SAC e Sistema Museo, ma chiaramente è estendibile in qualsiasi luogo.


Qual è stato il contributo che ognuno di voi ha dato al progetto e il ruolo che avete rivestito?

Katia è la nostra guida turistica, io sono la social media specialist e mi occupo della comunicazione web e Lorenzo invece, essendo specializzato nel settore enogastronomico e alberghiero, ci ha permesso di conservare la linea guida del Fooding e di essere una figura complementare a quella di Katia per quanto riguarda la conoscenza di un territorio che si estende dai monumenti fino alla cucina. Poi Stefano, che si è inserito nel gruppo dopo Angelo, ha rivestito il ruolo più tecnico, occupandosi dello sviluppo della parte web.


Come si è conclusa la vostra avventura?

La nostra avventura si è conclusa a Giugno, anche se purtroppo non siamo riusciti ad essere selezionati dalla Luiss EnLabs, uno dei più grandi acceleratori di impresa di Italia, però sicuramente è una grande soddisfazione essere stati selezionati tra i novanta progetti presentati, e rientrare nei primi dieci che hanno ottenuto il finanziamento dalla Camera del Commercio di Bari per un periodo di formazione in un ente in Italia, e noi abbiamo scelto il PoliHub di Milano. E poi il 25 Settembre, a Brindisi, parteciperemo all’Investor Day in cui cercheremo di farci notare da possibili investitori.


Cosa vi rimarrà di questi sei mesi di incubazione?

Sicuramente il lavoro di squadra: ci siamo trovati davvero bene a lavorare insieme. Abbiamo imparato tanto ed è stata occasione di crescita perché ognuno di noi ha messo a disposizione il proprio background. Un elemento importante è stato anche il confronto con gli altri ragazzi del Fooding, con cui c’è stata una sana competizione durate tutte le pitch ed un incoraggiamento reciproco in ogni fare del percorso.

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