Domenica 19 Novembre 2017
   
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UN FUNERALE DA DIMENTICARE!

Rutigliano- Casamonica- Un funerale da dimenticare- Don psquale Pirulli

Non mi meraviglio il chiasso mediatico  e lo tsunami politico causati dalle spettacolari esequie del boss Vittorio Casamonica celebrate nella bianca basilica di San Giovanni Bosco nel quartiere tuscolano di Roma. Si sono sprecati i titoli sulle prime pagine dei quotidiani e sulle prime videate dei tg: i funerali del padrino di Roma, il funerale del re di Roma, ecc. E poi la battuta salace che chiama in causa il riconosciuto capo della mafia Totò Reina che dopo aver visto la spocchiosa sceneggiata, di autentico stile napoletano con il sontuoso carro funebre trainato da sei cavalli neri e il lungo corteo delle macchine coperte dalle corone funebri e dei tanti che hanno intasato il traffico della Tuscolana e infine l’elicottero che spande petali di rose e la banda che suona il motivo musicale del film Il Padrino. Si è parlato di mafia che ostenta il suo potere sulla capitale e non sono mancate critiche alla Chiesa perché anni fa nella stessa parrocchia furono negate le esequie religiose a Piergiorgio Welby che aveva posto fine alla sua vita con autonoma decisione diventando la bandiera della battaglia in favore dell’eutanasia portata avanti dai radicali più accesi.

Mi preme puntualizzare in questa nota alcune riflessioni. Prima di tutto le esequie non sono un sacramento. Qualunque cristiano ha diritto ai sacramenti quando esprime con coerenza la propria fede anche se deve fare i conti con l’esperienza del peccato e di cui deve chiedere perdono a Dio. le esequie sono la celebrazione della comunità cristiana che dinanzi alla morte ritrova le radici della propria speranza confrontandosi con la parola di Dio che racconta la morte e la risurrezione di Gesù Cristo e della propria comunione nella preghiera a Signore della vita e della morte.

Mi domando se il funerale di Vittorio Casamonica sia stato cristiano? La risposta, per quanto abbiamo visto, è una sola: assolutamente no! Magari si ricercheranno responsabilità delle autorità preposte4 all’ordine pubblico: Possibile che si muove un corteo funebre di centinaia di macchine e il questore e il prefetto di Roma non sanno nulla? Possibile che un elicottero sconosciuto volteggi sulla piazza di S. Giovanni Bosco spandendo fiori sulla folla e i responsabili dell’ENAC non sappiano niente? Verrebbe da commentare ripetendo il classico: “Nulla vidi! Nulla seppi!”. Questo alla faccia dell’ordine pubblico e della sicurezza per non dire sullo sfregio alla dignità della città capitale d’Italia!

Una ultima parola sul parroco forse del tutto all’oscuro dello svolgimento scenografico del corteo funebre ma tenuto a celebrare le esequie di un cristiano anche se qualificato “pubblico peccatore”(??!!!) dall’opinione pubblica. Del resto celebrare le esequie non sono un dare la patente di santo a nessuno e sono celebrate in chiesa i funerali di divorziati o suicidi. Fino a prova contraria Casamonica era cristiano anche se con la sua attività si era posto in contrasto con la verità del Vangelo. Un appunto al parroco D. Gianfranco lo si può muovere per aver tollerato gli striscioni o i manifesti esposti all’ingresso della chiesa che inneggiavano al “re di Roma”. Suo dovere era quello di celebrare con sobrietà le esequie richiamando tutti i presenti alla fondamentale esigenza di armonizzare la propria vita privata e pubblica con le verità e i valori del Vangelo.

E’ necessario che anche nella Chiesa ci siano scandali (ombre) perché si affermi la verità di Dio (luce) che deve essere testimoniata con la coerenza della nostra vita.

Alla fine dinanzi ad un funerale scandaloso, come la alterigia del nobile marchese che inveisce contro l’umile don Gennaro nella poesia ‘A livella di Totò e che dobbiamo subito dimenticare, possiamo ripetere la riflessione che <<’A morte ‘o ssaje ched’è?... è una livella… Sti pagliacciate ‘e ffanno sulo ‘e vive; nuje simmo serie… appartenimmo â morte!>>              

                                                                                                       Sac. D. PASQUALE PIRULLI

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