Domenica 19 Novembre 2017
   
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"Dopo l'Italia, penso al Cammino di Santiago"

Rutigliano- Giuseppe Dell'aere- Dopo l'Italia, penso al Cammino di Santiago (4)

 

Articolo pubblicato su “La Voce del Paese” in edicola la settimana scorsa

Prosegue l'esperienza del giovane Giuseppe Dell'Aere, in bici sulla via Francigena. Racconti di viaggio ed emozioni provate durante gli 800 km percorsi

 

L'abbiamo seguito per qualche chilometro, a bordo della sua bicicletta durante una grande avventura: percorrere la via Francigena, attraversando quasi tutta l'Italia e arrivando a segnare quasi 900 km, da Roma fino al Gran San Bernardo, al confine con la Svizzera. Partito il 15 luglio, Giuseppe Dell'Aere, giovane diciannovenne di Rutigliano, è tornato solo qualche settimana fa - il 3 agosto, per la precisione - ma sembra già pronto a salire nuovamente in sella alla sua bici, per percorrere nuovi itinerari di vita e di viaggio. Una decisione coraggiosa, quella di partire per questa grande avventura, iniziata sognando il Cammino di Santiago e poi ripiegata sugli antichi sentieri italiani percorsi dai pellegrini in epoca medievale. Un'esperienza densa di emozioni, che il giovanissimo Giuseppe ha cercato di raccontarci attraverso la sua intervista... Buona lettura!

Come e perché è nata in te questa idea?

Ho iniziato a cercare informazioni sul web, per fare un'esperienza diversa dal solito durante l'estate, e mi è capitato di leggere del Cammino di Santiago. A quel punto, mi sono confrontato con i miei genitori, ma era un'esperienza troppo lunga e faticosa per me. Sullo stesso sito di informazioni, c'era anche una sezione dedicata ai cammini italiani: la cosa mi incuriosì, e allora iniziai a pensare alla possibilità di percorrere la via Francigena. Si tratta di un fascio di vie e di itinerari diversi, che si incrociano tra di loro: quello che ho scelto io, è lungo circa 870 km. Volevo fare qualcosa di diverso, ritrovare me stesso: è stato una sorta di 'viaggio della maturità', dal momento che mi sono diplomato solo qualche mese fa. E così, alla fine ho coniugato la mia passione per la bicicletta allo spirito di avventura che sta iniziando a svilupparsi dentro di me.

É stata necessaria una preparazione?

Sì, ho seguito tre mesi di allenamento, mentre nel periodo scolastico uscivo in bicicletta soltanto il sabato, dal momento che durante la settimana avevo da studiare. Una volta finiti gli esami, poi, ho cercato di percorrere quotidianamente circa 30 km, per avere un allenamento regolare, e questo per abituarmi a fare circa 50-60 km al giorno, che ho percorso durante la mia traversata. Non è stato un viaggio fatto tutto d'un fiato, ovviamente: ogni 10-15 km mi concedevo delle soste, anche per guardare i bellissimi panorami che ho avuto modo di toccare lungo tutto l'itinerario.

Dunque, è un percorso prestabilito?

Sì, c'è un percorso specifico ed è rivolto soprattutto a chi va a piedi, dotato di segnaletica e di opportune indicazioni. Sono vie secondarie, separate rispetto alle normali strade, segnate da cartelli e da frecce che conducono fino al confine italiano. Per chi la percorre in bici, le indicazioni diminuiscono: le piste ciclabili sono poche, proprio perché è un percorso da fare più a piedi, o al massimo a cavallo, così come avveniva per i pellegrini in epoca medievale.

Ti sei servito dell'aiuto di qualcuno prima della partenza?

Sì, don Salvatore - parroco che per un periodo ha svolta le sue funzioni sacerdotali presso la Parrocchia Maria SS. Addolorata - mi è stato molto d'aiuto: mi ha fornito molte informazioni sul percorso e mi ha dato la possibilità di avere una sorta di tessera, il cosiddetto "passaporto per il pellegrino", con cui avrei potuto accedere agli ostelli sparsi lungo la via e alloggiare grazie ad alcuni sconti.

Quante città hai toccato? E c'è qualcuna di queste che ti ha colpito particolarmente?

Indicativamente sono state una quarantina di città, tra cui Roma, Viterbo, Milano, Siena, Firenze, Pisa, Torino. Quelle che mi hanno colpito di più sono alcune della Valle d'Aosta: Etroubles e Arnad, in particolare, ma anche Lucca mi è piaciuta molto. Percorrendo la via, ho fatto anche molte conoscenze, con cui spero di rimanere in contatto. Moltissimi erano a piedi: una volta, ho incrociato un gruppo di ben 64 spagnoli!

Guardando indietro a questa esperienza, cosa hai provato? La rifaresti?

Assolutamente sì! Ci sono state molte emozioni, ma la soddisfazione di aver portato a termine questa esperienza è stata la gioia più grande. Senza dubbio, è qualcosa che mi ha cambiato e che mi aiuterà ad avere, d'ora in poi, un punto di vista diverso sulle cose. Sto già pensando a quale avventura mi aspetterà l'anno prossimo... Nel frattempo, mi sono iscritto all'università, alla facoltà di Ingegneria Informatica. E per l'estate prossima, inizio a sognare il Cammino di Santiago...

[D.R.]

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Commenti  

 
#1 pino 2015-09-01 17:56
Bravo, bella avventura.
 

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