Mercoledì 22 Novembre 2017
   
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I Terminal Front vincono il Sound Project Contest

Rutigliano-I Terminal Front vincono il Sound Project Contest-Ospiti d'onore - Santamuerte

Articolo pubblicato su “La Voce del Paese” in edicola la settimana scorsa

Il gruppo Electro/Industrial barese trionfa col 51% delle preferenze. Secondo Courbeau

Valerio Riviescio e Giuseppe Moretti. Sono loro, in arte Terminal Front, a trionfare nella finale del 1a edizione del Sound Project Contest, progetto musicale organizzato dalla Pro Loco di Rutigliano Publievent e l’Extrablatt Cafè. Il risultato finale mostra, però, l’equilibrio tra i due “concorrenti” giunti all’ultimo atto della competizione: Courbeau, infatti, si è dovuto arrendere per una manciata di voti uscendo sconfitto dalla finale nonostante il 49% delle preferenze.

Marica Ciavarella e Gaetano Sanitate ( rappresentante di Indiepercui) danno, con qualche minuto di ritardo rispetto all’orario in programma, l’inizio all’ultima serata. Il pubblico offre uno splendido colpo d’occhio che, come confermatoci dai concorrenti in gara, ha contribuito a far salire l’adrenalina e l’emozione al contempo. I Terminal Front , vincitori della prima semifinale(46.69%), sono i primi a salire sul palco. Dopo una carrellata di loro brani, tocca a Courbeau che , come anticipatoci già nell’intervista post-vittoria in semifinale, annuncia al pubblico la sua intenzione di voler cambiare nome d’arte. Conclusesi le esibizioni dei due finalisti, abbiamo avuto modo di fare quattro chiacchiere con uno dei quattro organizzatori: Francesco Sorino.

Innanzi tutto ti chiedo un giudizio in generale sul progetto da voi organizzato.

Sicuramente il progetto è andato bene, nonostante le tante difficoltà incontrate. Abbiamo avuto problemi che ci aspettavamo potessero farci perdere soprattutto di credibilità e potessero farci incontrare difficoltà nel ricostruire questo progetto. Abbiamo visto che , però, la gente ha apprezzato la nostra iniziativa e, soprattutto, la nostra tenacia. Grazie alla collaborazione con l’Extrablatt siamo riusciti a proporre il contest, se pur in una maniera leggermente diversa da come l’avevamo immaginata inizialmente.

Un giudizio sulle tre serate.

La prima serata è andata sicuramente meno meglio rispetto alla precedente e a quella ancora in corso. C’è stato un antipasto soprattutto con band di “fuori” e quindi inevitabilmente una fetta di pubblico è venuta meno, considerando anche gente magari impossibilitata a spostarsi. La seconda è andata molto meglio. Da un lato c’era un concorrente rutiglianese e band di paesi limitrofi. Tutto questo ha portato qui molta più gente e devo ammettere che una risposta importante è arrivata anche dalla gente del posto. La finale è stata fatta intenzionalmente in concomitanza con il famigerato “giovedi dell’Extrablatt” e il riscontro è stato più che positivo.

Cosa avreste potuto migliorare dal punto di vista prettamente organizzativo?

Sicuramente c’è state un grande cambiamento rispetto all’inizio. L’intenzione , infatti, era quello di organizzare un progetto itinerante , in più punti di Rutigliano. Per noi è stata una sconfitta, in un certo senso. All’Extrablatt doveva svolgersi una sola serata, mentre l’atto conclusivo del contest doveva svolgersi in Piazza XX Settembre.

 

 

Questo contest può essere il primo di una lunga serie?

Si spera. Siamo tutti ragazzi ad organizzarlo e siamo in pochi. Si sa che a quest’età ne succedono di cose e quindi può anche succedere che le nostre strade ed intenzioni si separino, considerando anche il tempo che necessita l’organizzazione di un progetto simile. Siamo felici di aver creato questo e ci godiamo questo momento.. mi rendo conto che, ad ogni modo, a Rutigliano eventi del genere scarseggiano. Nella sud-est barese ci sono molte “forze”; speriamo di unire le nostre con quelle di Nojarella ad esempio, o ancora lo Young Art di Capurso, magari per collaborare tutti assieme. “Se dobbiamo parlare ,comunque, di risposta da Rutigliano come pubblico siamo più che felici; per quanto riguarda una risposta da Rutigliano come istituzioni, siamo profondamente delusi.”

Durante lo spoglio dei voti ( ricordiamo che per la finale contavano le preferenze della sola giuria tecnica), la serata ha visto l’esibizione degli ospiti d’onore: i Santamuerte. Un power trio che unisce suoni caldi del sud-america al disagio del noise. Essi sono una band attiva da poco più di un anno che ha attirato presto le attenzioni dell’etichetta underground “Mia Cameretta Records”, tanto da produrre con essa un EP in vinile ( Age of Sorrow). I suoni del disco e degli shows in generale fondono le atmosfere desertiche e calde del Messico von muri invalicabili di chitarre elettriche, lunghissime e acide; i suoni latini con il garage più energico e veloce; la precisione degli arrangiamenti musicai alla scelta di suoni sporchi e pieni di istinto.

Dopo la coinvolgente esibizione dei Santamuerte, gli organizzatori e i presentatori sono saliti sul palco per decretare il vincitore: i Terminal Front!. Queste le loro parole “a caldo”:

Complimenti per la vittoria. Vi chiedo, come prima cosa, un giudizio sulla serata dalla vostra esibizione alla vittoria ecc.

Come la scorsa volta, la serata è andata benissimo. Tutti quanti erano preparatissimi, fonici grandissimi( forse sono stati i migliori che abbiamo mai incontrato), l’organizzazione perfetta. In questa serata c’è stata più gente e, soprattutto, più partecipazione da parte del pubblico. E’ stato davvero emozionante, con voglia di suonare a prescindere dal vincere.

Ve lo aspettavate all’inizio questo risultato?

Francamente no, perché in Puglia vanno molto forte generi che si avvicinano a quello di Courbeau, ad esempio. Il fatto che l’Industrial e la TecnoPop stiano prendendo piede in queste realtà mi rende entusiasta, perché sono generi che porto molto a cuore. Ad ogni modo non ci siamo comportati da avversari ma abbiamo messo come prima cosa il voler fare amicizia con le altre band .Vincere o perdere, volevamo tutti suonare, non vedevamo l’ora di metter mani sugli strumenti.

Come ultima domanda, questa vittoria può essere il vostro “trampolino di lancio”?

Si spera. E’ un primo passo che ci dimostrerà se abbiamo possibilità di “uscire” dalla realtà pugliese. E da qui poi, chiaramente, vedere se abbiamo la stoffa ( per così dire) per portare la nostra musica in realtà più grandi. Ad ogni modo però, questa vittoria è comunque un fregio da vantare.

MICHELE RUBINO

 

 

 

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