Domenica 19 Novembre 2017
   
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Riflessioni in Sagra

Rutigliano- Riflessioni SAgra-  (2)

 

Articolo pubblicato su “La Voce del Paese” in edicola la settimana scorsa

I due convegni organizzati dall'Assessorato all'Agricoltura, per affrontare alcuni aspetti del comparto agricolo in occasione della Sagra dell'Uva

 

La passione per l'agricoltura, affiancati alla globalizzazione, alla crisi imperante, alle molteplici difficoltà legate alla burocrazia, ai fenomeni atmosferici instabili, al crollo dei prezzi, alle vendite, alla concorrenza dei mercati esteri e alla competitività della GDO. Lavorare la terra, oggi, non è facile, ma a supportare i numerosi contro della lista ci sono i pro che vengono direttamente dalla voce dei produttori. A loro e alla loro capacità di seguire la filiera rispettando le esigenze del consumatore è stato dedicato il primo dei due seminari tenuti nello spazio istituzionale dell'Assessorato all'Agricoltura del Comune di Rutigliano, allestito in occasione della 51a Sagra dell'Uva. Opportunità, questa, per riunire attorno al tavolo del confronto alcuni degli attori della filiera e riflettere insieme sulle prospettive future del comparto agricolo sia in termini occupazionali sia in termini logistico - organizzativi. Moderati dalla giornalista Maria Liuzzi, si sono confrontati il 'padrone di casa' Pinuccio Valenzano, assessore all'Agricoltura e vicesindaco di Rutigliano, Davide Carlucci, sindaco di Acquaviva e Domenico Antonacci, sindaco di Adelfia, a testimoniare l'esperienza di rete di Cuore della Puglia, accanto al dott. Antonio Bruno, rappresentante della Camera di Commercio di Bari, e ad alcuni produttori rutiglianesi di uva da tavola.

Punto di partenza per il dibattito e per le riflessioni che ne sono derivate è stata l'esposizione milanese che ha permesso alla Puglia, grazia all'associazione dei 40 comuni, di portare il suo paniere agroalimentare in giro per il mondo virtuale di Expo 2015. Cuore della Puglia, dunque, si configura come un'esperienza unica nel suo genere, che ha saputo conciliare prodotti e territori ad essi univocamente legati, nell'unica direzione possibile della valorizzazione. Una mission importante, che ha saputo oltrepassare anche lo scoglio delle singole diversità per puntare ad un obiettivo comune e condiviso. Fare rete, insomma, funziona e a confermarlo sono Davide Carlucci, presidente dell'associazione Cuore della Puglia, e Mimmo Antonacci, la cui presenza a Rutigliano, per la prima volta in occasione della Sagra, ha dimostrato la condivisione di un progetto, di una mission e di un prodotto quale è l'uva da tavola. Ma una risposta ancor più positiva viene dalle imprese del settore agricolo, sempre più pronte e coraggiose nel fare investimenti, nonostante tutti i rischi del lavoro: a testimoniare la passione che li muove sono stati loro, due imprenditori rutiglianesi, fortemente legati ad una tradizione produttiva che nel corso del tempo ha fatto di Rutigliano un sinonimo di qualità e di eccellenza.

E se si parla di eccellenza, non si può non parlare di ecosostenibilità ambientale, per cui Rutigliano vanta una posizione di tutto rispetto nell'ambito della raccolta differenziata e del riciclo di compost di qualità: è stato questo l'argomento al centro del secondo convegno presso lo stand istituzionale dell'Assessorato, associato alle riflessioni sul benessere del suolo in virtù di una produzione viticola sempre più di qualità. Ad intervenire nel dibattito alcune figure tecniche esperte del settore, tra cui il prof. Matteo Spagnuolo, del Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti dell'Università degli Studi di Bari e il dott. Vito Gallo, ricercatore presso il Politecnico di Bari, i cui contributi durante l'incontro sono stati moderati dal presidente ARPTRA Vittorio Filì. Fertilità e ricchezza del suolo, dunque, hanno da sempre caratterizzato il terreno rutiglianese, il cui aspetto argilloso ha favorito le colture. Ma è stata proprio la ripetitività monoculturale a far registrare, negli ultimi anni, una perdita della fertilità, che col passare degli anni potrebbe incidere fortemente non solo sulla qualità dei suoli quali sede in cui avvengono i principali cicli biochimici, ma anche sulla stessa produzione. Fondamentale, dunque, è l'intervento dei produttori per limitare i danni sia in senso ambientale sia in senso produttivo, laddove uno sbilanciamento dei principi contenuti nel sottosuolo provoca una modificazione del prodotto stesso. Un terreno ricco di sostanze organiche, insomma, arricchito altresì con il compost derivante dal riciclo, mette a frutto uva da tavola con proprietà organolettiche più sane ed interessanti, forti e robuste: lo confermano gli esperti, e lo dimostrano le eccellenze produttive rutiglianesi che utilizzano concimi naturali a km 0. 

Rutigliano- Riflessioni SAgra-  (1) Rutigliano- Riflessioni SAgra- Davide Carlucci, sindaco di Acquaviva

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