Giovedì 15 Novembre 2018
   
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NUOVA ISOLA ECOLOGICA DI RIFIUTI URBANI, SPECIALI E PERICOLOSI

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La ditta Gassi-Esposito, che gestisce l’igiene urbana a Rutigliano, vuole realizzare “un centro comunale di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani e/o assimilati” in via Calabria, appena oltre l’ex stabilimento della creta. Si tratta, in sostanza, di un’isola ecologica dotata di cassoni scarrabili e contenitori vari che si estende per 8.000 metri quadri, capace di ricevere 15.000 tonnellate di rifiuti differenziati l’anno. Questi rifiuti, poi, saranno portati “presso impianti terzi di ulteriore selezione e/o recupero diretto”, dice la relazione tecnica allegata al progetto, presentato a luglio scorso all’ufficio tecnico comunale.

Insomma, quello che Gassi-Esposito oggi conferisce direttamente alle varie ditte di recupero (prevalentemente cartoni e ingombranti), potrà depositarlo nella sua isola ecologica con in più il fatto che “altre ditte private” potranno fare lì la stessa cosa.
E’ noto che le isole ecologiche sono utili; se funzionano, contribuiscono a far crescere la raccolta differenziata. Ma l’impianto che la ditta in questione vorrebbe realizzare suscita alcune perplessità.

Intanto questo nuovo impianto, nonostante sia denominato “centro comunale” sulla base delle “Linee guida per la realizzazione dei centri comunali di raccolta” emanati dalla regione Puglia a maggio scorso, a cui il progetto fa esplicito riferimento, è a tutti gli effetti un impianto privato.

Il progettista ha preso a riferimento linee guida che la regione ha fatto elaborare dal suo Comitato tecnico-scientifico “quale strumento di indirizzo per gli ATO”, dice la delibera regionale che le ha approvate. Si tratta, quindi, di centri la cui realizzazione e gestione compete al pubblico, cioè ai comuni e agli Ambiti Territoriali Ottimali, o che il pubblico affida ai privati attraverso gara d’appalto. Tant’è che per questi centri comunali la regione ha previsto finanziamenti pubblici che pare siano già stati dati alle Autorità di bacino (ATO), soldi che non possono essere intercettati dai privati.

C’è da tener presente che l’isola ecologica il comune di Rutigliano già ce l’ha, attrezzataPanoramica_Isola e capace di funzionare in qualsiasi momento, per la quale nel 2005 sono stati spesi circa 400 mila euro, denaro pubblico. Non si capisce bene per quale motivo la ditta Gassi-Esposito vuole costruire un impianto che è la fotocopia di quello che già esiste, solo un po’ più grande. E voglia costruirlo nonostante tutti gli impianti, le attrezzature e il personale delle ditte appaltatrici dell’igiene urbana che operano nei comuni, saranno trasferiti pari pari nelle mani del gestore unico (acquistati o in comodato d’uso) quando sarà esperita e aggiudicata la gara d’appalto per la gestione unitaria (21 comuni) dei rifiuti bandita l’anno scorso dall’ATO Bari 5, quello a cui appartiene il comune di Rutigliano. Lo dice la legge (D. Lgs. 152/2006) ed è previsto dal Piano d’Ambito e dal Contratto di Servizio dei quali si è dotata l’Autorità di bacino.

C’è poi un’altra questione: quali rifiuti saranno conferiti, sia pure in modo differenziato, in questo “centro comunale”? Non si capisce bene.
Nella relazione tecnica è scritto che “per ottimizzare la propria gestione relativamente alla raccolta e trasporto dei rifiuti, la ditta Gassi comunica di voler iniziare una attività di recupero di rifiuti speciali non pericolosi...”. “Tale attività di recupero consisterà nella messa in riserva dei rifiuti -insiste il progettista-  speciali non pericolosi da avviare a recupero...”. Si parla, dunque, di rifiuti speciali non pericolosi, ma nel progetto è prevista anche un’area coperta adibita a rifiuti pericolosi, non solo. La relazione del geologo allegata agli atti, in riferimento al progetto, dice che “trattasi di insediamento che effettuerà la movimentazione di sostanze di cui alla tabella 3/A e tabella 5 dell’allegato 5 del D. Lgs. 152/06”.

Isola_panor_La prima di queste due tabelle parla dei “Limiti di emissione per unità di prodotto riferiti a specifici cicli produttivi” e riguarda gli scarichi in atmosfera. La tabella 5, invece, si riferisce ai limiti dello scarico in acqua, fogna e suolo di sostanze che solo a nominarle si è colti da un moto di inquietudine. Sono 18 e ve ne elenco solo alcune: cromo esavalente, piombo, mercurio, arsenico, nichel, pesticidi fosfotati...

Cosa centri questa roba con l’isola ecologica in questione, bisogna che qualcuno lo spieghi. Tra l’altro nel progetto è chiaramente scritto che l’attività svolta nel centro non prevede scarichi di nessun tipo. La cosa strana è che sul frontespizio della relazione del geologo c’è scritto “Comune di Conversano”; il progetto, invece, è riferito al comune di Rutigliano. Non vorrei pensare che si tratti di una relazione adattata e che nel “copia e incolla” (pratica molto diffusa tra i tecnici) il geologo abbia dimenticato di cambiare il nome del comune.

Comunque sia, c’è qualcosa che non quadra.
Quando la relazione riferisce la “Tipologia dei rifiuti in ingresso” dice: “il centro è organizzato per raccogliere i rifiuti urbani ex art. 184 comma 2 del D. Lgs. 152/06”.
Quell’articolo è denominato “Classificazione” e ha tre commi, il comma 2 si riferisce ai rifiuti urbani e dice cosa sono: “a) i rifiuti domestici, anche ingombranti, provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione; b) i rifiuti non pericolosiprovenienti da luoghi diversi dalle case “assimilati ai rifiuti urbani”.
Sono assimilati agli urbani -dice ancora quella legge- i rifiuti provenienti dalle mense, dai bar e dagli uffici delle attività produttive.

I rifiuti speciali (rifiuti strettamente legati ai processi di produzione industriali, artigianali e agricoli) sono definiti al comma 3 dell’art. 184, comma che però la relazione non cita, per cui c’è da intendere che i rifiuti trattabili dal “centro comunale” di Gassi siano solo quelli definiti dal comma 2.

Forse non è un caso che nella proposta di delibera relativa all’isola ecologica di Gassi messa a punto dall’ufficio tecnico (che sarà portata all’approvazione del consiglio comunale lunedì prossimo 5 ottobre), non si parli affatto di rifiuti speciali non pericolosi e, tanto meno, di rifiuti pericolosi, ma solo di “centro di raccolta dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato”.
Magari lunedì sapremo qualcosa di più preciso.

Le foto sono del'isola ecologica comunale abbandonata

Commenti  

 
#3 mister x 2010-04-16 16:40
se la gente prima di parlare si informasse documentandosi personalmente si vivrebbe meglio
 
 
#2 vito di torino ma di rutigliano 2009-10-13 17:33
se lo fa i sol disono dei contribuenti o del comune perche non usate la racolta di ferenziata efficace per ritigliano uagli spandatv do suon:P
 
 
#1 vitino 2009-10-08 13:56
Le strade sono sporche, i bidoni dei rifiuti sono sempre stracolmi, aperti, fetidi e puzzolenti, la raccolta differenziata non esiste!

Non siamo capaci di gestire l'ordinario figuriamoci queste situazioni straordinarie.
Non abbiamo le capacità tecniche, amministrative.
Meglio non farla, dentro ci finirebbe di tutto.
 

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