Sabato 18 Novembre 2017
   
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L'educazione passa attraverso il gioco

Rutigliano-L'educazione passa attraverso il gioco

 

Articolo pubblicato su “La Voce del Paese” in edicola la settimana scorsa

L'incontro promosso dall'associazione La Potentilla per riflettere sul gioco e sulla sua dimensione educativa infantile

Che il bambino, durante il gioco, avesse l'opportunità di sperimentare limiti, paure ed esperienze utili per fortificare i suoi primi anni di vita, è ormai un fatto confermato da pediatri, sociologi e pedagogisti. Ma può, il gioco, considerarsi un momento fondamentale di crescite, sviluppo ed educazione del bambino? Su questi ed altri argomenti si sono confrontati gli esperti del settore, nell'incontro organizzato lo scorso venerdì 20 novembre presso il secondo circolo didattico "A. Moro" da La Potentilla, l'associazione a sostegno della gravidanza, della maternità e della genitorialità: ad intervenire, la pedagogista Rosalba Bratta, la psicologa Carmen Magistà, l'educatrice Maria Elena Bruno, l'insegnante Francesca Valenzano, e l'avvocato Sara Pirulli, presidente dell'associazione.

Un'occasione di confronto e di riflessione, per comprendere a partire dall'esperienza genitoriale quotidiana, nonché dagli esempi derivanti dal vissuti di educatori ed esperti della didattica infantile, qual è la metodologia più appropriata da adottare durante uno dei momenti educativi più importanti, il gioco. Sfatare il mito che il gioco sia semplicemente e limitatamente un divertimento fine a se stesso, questo l'obiettivo dell'incontro, per restituirgli la sua funzione altamente educativa. Un concetto, questo, fondamentale sia per i bambini, che nelle occasioni ludiche si confrontano con se stessi, con la loro crescita e con la loro piccola grande realtà, ma anche per i genitori, i quali devono quotidianamente mettere in pratica gli spunti didattici, e da questi operare nelle scelte educative. Il gioco, insomma, è una continua scoperta, è un cadere e rialzarsi, è salire ogni gradino con la consapevolezza che sia sempre qualcosa di nuovo e di conquistato, mai qualcosa di servito e di già prestabilito: è dal rispetto delle loro aspirazioni, di alcuni gesti che possono sembrare pericolosi e dannosi per la loro salute, di comportamenti a tratti inappropriati, che deriva la crescita del bambino, e dunque la sua educazione, che viene ad arricchirsi di sempre nuove esperienze formative per il suo carattere e per la sua abilità a distinguere ciò che è sbagliato da ciò che è giusto.

E in questo contesto di scoperta, che ruolo ricopre il genitore? E quale comportamento deve adottare per far sì che il suo bambino sia quanto più libero e responsabile possibile? Quando allarmarsi e quando sgridarlo? Sono le domande che ogni genitore si pone, a cui non esiste una risposta univoca se non il proprio istinto materno: stimolare nel bambino il significato della scoperta, affiancarlo nelle esperienze senza privarlo del gusto e della motivazione, osservare il suo mondo e imparare a distinguere il suo punto di vista, completamente diverso da quello del mondo degli adulti. Perché in fin dei conti, ogni essere umano è stato bambino, e basta fare un salto indietro nei ricordi per riscoprire il bambino che è in ognuno di noi, con tutto ciò che il gioco e la sua importanza ha ricoperto. 

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