“Goodbye Rutigliano.. come ti sei ridotta in questo stato?”

 

Via del Melograno

Strade dissestate, cumuli di rifiuti e segnaletiche surreali: la situazione è drammatica

Quello posto da Caparezza nel brano intitolato “Goodbye Malinconia” - che volontariamente abbiamo deciso di riadattare per quest’occasione - sembra l’interrogativo più adatto dopo un qualsiasi giro per le strade del nostro paese. “Rutigliano, come ti sei ridotta in questo stato?”. È lecito prima, però, spiegare tutte le peripezie che portano a porci questo quesito dalla risposta non troppo ardua.

“Rutiglianese cade in un buco del manto stradale... ritrovato in Cina il giorno dopo”. Nello scherzo, o ironia che sia, c’è sempre un pizzico di verità. Abbiamo ripreso una battuta della pagina social “Il Gaguro” per cominciare questo percorso. Già la nevicata del mese scorso ci aveva permesso di “girovagare” per il paese e prender atto delle condizioni, tutt’altro che perfette, delle strade cittadine. Assieme agli enormi dislivelli e autentici “fossi” sulla tratta Via S. Francesco d’Assisi-Corso Cairoli, ad esempio, si contano le buche di Via Figuli, la zona antistante la parrocchia dell’Addolorata per intenderci. Non di minor importanza è il pessimo stato in cui riversano due zone nevralgiche della circolazione rutiglianese: Via Filippo Giampaolo, nel suo tratto intermedio soprattutto, e Via Conversano. Insomma, di facile deduzione è la necessità di intervento in questi come in altri punti del paese. Certo che, se le tempistiche son le medesime dei lavori su Corso Cairoli, questo auspicio diviene pura utopia. 

Segnaletica stradale a Rutigliano: fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. Al limite del concepibile è stato un doppio “senso unico” comparso , in questi ultimi giorni, a Largo Pineta. Causa lavoro sul corso, infatti, gli automobilisti sono “costretti” ad attraversare tutto il viale Pineta (sponda scuola elementare Settanni) e, arrivati all’epilogo di questo ultimo, incontrato un senso unico verso Via Poerio ed un altro verso Via San Francesco d’Assisi. Per sdrammatizzare, insomma, vengono posti dinnanzi ad un bivio della vita. Ad ogni modo, quello appena menzionato appare un problema di lievissima entità se comparato alla massa di rifiuti che ormai “abitano” le vie del paese.

Doppio senso unico in Largo Pineta (foto Remo Pavone)

 

Via Tasso

Inciviltà: un male incurabile! Una situazione simile a quella odierna si era già verificata nel Luglio scorso ma, a onor del vero, da sempre campane del vetro o cestini qualsiasi invogliano il cittadino incivile a ragionare sulla logica del “tanto qualcuno la prenderà” e abbandonare buste di immondizia. Ad oggi, le strade rutiglianesi - sotto questo punto di vista - riversano in uno stato di vero e proprio allarme. Abbiamo monitorato svariati punti del paese individuando l’apice in Via Tasso, ove la campana di vetro in zona è letteralmente circondata - per tre metri abbondanti sulla sua sinistra - da immondizia.

Non molto diverso è lo scenario offerto dalle altre campane, vittime di un vero e proprio “mal uso”. Parliamo di Largo Pineta,Via Mola, Via Pitagora e Via Noicàttaro. Sono ben due, e a distanza di non più di 300 metri, le campane in Via Madonna delle Grazie condannate a questo “destino”.

Più tristi e raccapriccianti sono le immagini offerte dai cestini siti nel “cuore del paese”, il Corso (in tutti i suoi tratti). Il caso più eclatante in Corso Garibaldi all'altezza della Parrocchia Maria del Carmelo, ove persino sui supporti dei cestini sono annodate buste di rifiuti. Non mancano quelle depositate alle basse estremità come non mancano bottiglie e carte in mostra ai passanti.

Corso Garibaldi

Sembra quasi paradossale chiedersi perché, pur avendo disponibilità di differenziare i rifiuti a casa, la gente preferisca studiare marchingegni nuovi pur di depositarli da qualche parte. L’inciviltà non potrà né svanire da sé e né essere attenuata o, in parte, placata, da continue perlustrazioni dei Vigili Urbani. È pur vero, infatti, che ad essi sono adibiti tanti compiti all’interno dell’ambito cittadino. Bisognerebbe, piuttosto, monitorare questi punti nevralgici - ormai sotto gli occhi di tutti - mediante l’uso di telecamere in modo tale da identificare e magari punire coloro i quali non provano scrupoli nell’affossare ulteriormente una Rutigliano in equilibrio già precario da tempo.

MICHELE RUBINO