Domenica 19 Novembre 2017
   
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Birardi e Redavid marescialli maggiori

Da sinista,  Joseph Redavid e Franco Birardi


Da trent'anni al servizio della comunità rutiglianese, i due agenti si raccontano

Si chiama 'grado di maresciallo maggiore' e costituisce una delle tappe più importanti per gli agenti di Polizia Municipale, perché corrisponde a ben 30 anni di servizio. E a Rutigliano due agenti, nelle scorse settimane, sono stati insigniti di questo importante riconoscimento che, seppur formale, ne impreziosisce la carriera: si tratta di Franco Birardi e Joseph Redavid, entrambi tuttora operanti ed attivi al Comando di Rutigliano. "É il grado che viene assegnato dopo aver prestato 30 anni di servizio, rispettando il criterio dell'anzianità", ha spiegato Birardi. Nessuna competenza maggiore, nessun incarico oltre a quello già esercitato, ma trent'anni in cui si sono susseguite esperienze sul campo e interventi difficili su quella realtà spesso controversa e pericolosa chiamata strada.

Ma come hanno iniziato? E come si sono appassionati a questa carriera? "Mi sono avvicinato alla Polizia Municipale perché mi interessava farlo come lavoro. All'epoca, quando io e il collega Redavid abbiamo iniziato, non c'erano molti sbocchi professionali, e per realizzare le proprie aspirazioni bisognava necessariamente spostarsi dal meridione. E io non volevo farlo, perché ero legato al mio territorio", così ha spiegato i suoi esordi Birardi. "All'inizio, però, è stato un percorso molto difficile, perché i tempi erano completamente diversi rispetto a quelli attuali. E ogni giorno si ponevano davanti a noi delle sfide sempre nuove ed interessanti, ogni giorno ci capitavano interventi particolari che ci vedevano coinvolti a pieno: il corpo della PM aveva più competenze in diversi settori, all'epoca; c'era più personale a disposizione e la strada era il nostro campo di apprendimento. Era lì che facevano esperienza ed era lì che imparavamo tutto. Eravamo un vero e proprio punto di riferimento per i cittadini".

Passione ed esperienza che hanno contraddistinto anche l'agente Redavid: "Mi ricordo di un incidente che io e un mio amico, nel lontano 1982, abbiamo fatto... É stato in quel momento che ho capito che avrei voluto intraprendere questa carriera. E da allora, la passione mi accompagna ogni giorno come se fosse il primo. Ho sempre pensato che la PM fosse un riferimento per la comunità, e ancora oggi accade questo: spesso ci chiamano per risolvere controversie tra privati, oppure per gestire situazioni che non sono di nostra competenza. E questo dimostra quanta fiducia abbiano nei nostri confronti".

Eppure, confrontando gli anni passati con la realtà presente, non mancano le differenze sostanziali: "Oggi siamo a corto di personale, e la maggior parte del lavoro lo svolgiamo in ufficio, tra questioni burocratiche ed amministrative", ha commentato Birardi. "Carte da compilare, processi lunghissimi e tempi che sembrano infiniti. Prima ci si sbrigava in fretta, ci si stringeva la mano e quello costituiva un segno inequivocabile di sicurezza e di fiducia. Oggi dobbiamo stare dietro ai cambiamenti legislativi, alle modifiche delle norme, alle attuazioni. Ma questo riguardava anche i nostri interventi: fino a qualche anno fa, eravamo noi a soccorrere chi era coinvolto in incidenti mortali, incendi, situazioni davvero gravi. Insomma, prestavamo il primo soccorso. La gente moriva tra le nostre braccia, e noi eravamo lì per loro, per prestare il nostro servizio, fieri ed orgogliosi di aver fatto il possibile. Oggi passiamo la maggior parte del tempo dietro una scrivania, e la strada la vediamo pochissimo. Si è perso il suo valore, la sua importanza".

Uno sguardo malinconico sul passato, quello dei due agenti, che continuano a prestare il loro servizio alla comunità, con trent'anni di esperienza vera sulle spalle, ed è questo che costituisce il loro grado di carriera più importante.

DOMENICA REDAVID

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