Domenica 19 Novembre 2017
   
Text Size

Referendum: a Rutigliano affluenza pari al 43.14%

Comitato NoTriv Rutigliano-Noicattaro


Il Comitato No Triv : “Siamo in parte soddisfatti. È solo un punto di partenza”


Con ben 6.305 votanti su un totale di 14.612 aventi diritto, il Comune di Rutigliano raggiunge un discreto 43.14% di affluenza per quanto concerne il Referendum sulle trivellazioni di domenica 17 Aprile. Un dato che, paragonato a quelli degli altri Comuni della provincia di Bari, non sorprende più di tanto. Solo due paesi, infatti, hanno raggiunto il fatidico quorum del “50%+1”: Polignano (55,21%) e Monopoli(52,54%).

I risultati dello scrutinio

“Il trend rutiglianese è sicuramente positivo rispetto al risultato regionale – ha affermato il portavoce del Comitato No Triv Rutigliano-Noicàttaro, Francesco Sorino – è pur vero che si poteva far di più. È mancato un apporto concreto di chi ha grande influenza sulla cittadinanza”. Soddisfatto a pieno dell’operato di NoTriv, il referente del Comitato ha commentato ai nostri microfoni i dati nazionali, ponendo il proprio focus sul diffuso assenteismo nel Nord Italia, aggravato ancor di più dalle clamorose basse percentuali di alcune regioni meridionali. Nella disamina di Francesco Sorino, inoltre, non sono mancate le osservazioni sulla realtà locale con qualche parola anche sull’avvicinamento dei giovani alla causa in questione.

Questo lo scambio di battute tra la nostra redazione e il portavoce di No Triv, al quale vanno i nostri ringraziamenti per la disponibilità mostrata.

 

Un commento a caldo sull’esito del Referendum, con particolare attenzione all’astensionismo accentuato nel Settentrione e in alcune regioni del Sud.
"Sicuramente, l’obiettivo non era questo. Bisognava fare di più e, sicuramente, arrivare ad una media più alta. Non era facile soprattutto in virtù del pronosticabile disinteresse delle regioni settentrionali che, almeno sulla carta, necessitava di una compensazione da parte delle zone particolarmente investite dal Referendum. Il Sud , quindi, era la chiave per il raggiungimento del quorum, per così dire".

 

In tal senso, non poche delusioni ha regalato anche il Meridione.
"Come da te anticipato, anche le regioni del Sud hanno deluso particolarmente. Nello specifico, ad esempio, possiamo vedere che la Campania a stento ha fatto registrare il 26%, così come la Calabria. Le regioni capo-fila, dati alla mano, sono state Puglia – e questo non può che farci piacere – e Basilicata. Il “tacco” dello stivale ha raggiunto un’affluenza pari al 42% circa. Non è un risultato eclatante ma è un segnale, così come lo stesso 32% nazionale, ad ogni modo, rappresenta una buona fetta di elettorato che ha deciso di dire la propria al cospetto di un governo presuntuoso che impone la propria posizione, mostrando tra l’altro tutta la sua avversità nell’ascoltare le realtà territoriale".

 

Hai ribadito l’importanza di aver 'detto la propria'. Può essere questo un punto di partenza?
"Certo. Ora si aprono scenari interessanti. Alla vigilia non era facile, in quanto il governo e le sue potenzialità dal punto di vista mediatico remavano contro. Le tempistiche remavano contro. Insomma le carte erano totalmente a favore di chi puntava all’astensionismo. Nonostante tutto, possiamo dirci soddisfatti dell’operato svolto, compiuto al massimo delle nostre potenzialità".

 

Spostiamoci sulla realtà rutiglianese. L’affluenza è stata del 43% circa, con una schiacciante vittoria del SI (95.6%). Questo risultato vi soddisfa?
"Ammetto che possiamo ritenerci relativamente soddisfatti. Uso, non a caso, l’espressione 'relativamente' in quanto l’obiettivo era pur sempre il raggiungimento del quorum. Ponendo attenzione al piano regionale, però, il trend del nostro Comune è sicuramente positivo. Ciò ci fa capire che abbiamo 'raggiunto' la cittadinanza e che, soprattutto, il nostro lavoro ha funzionato. Questo possiamo dirlo chiaramente. I dati, così come le statistiche, sono importanti. Non va trascurata, però, neppure la coscienza. Da questo punto di vista, posso tranquillamente dire che la nostra è pulita e soddisfatta di quanto fatto".

 

Pare che siano stati i giovani a contribuire in maniera precipua al risultato di Rutigliano. Cosa puoi dirci a tal proposito?
"Non abbiamo dati certi però, ad occhio, un po’ tutti abbiamo preso atto di questo aspetto. Abbiamo notato anche giovani che, nella quotidianità, appaiono disinteressati ad aspetti meramente politici. Nonostante ciò, a loro spetta sicuramente il merito di esser stati coraggiosi nel dire la propria. Probabilmente ciò è anche dovuto al fatto che il Comitato, a livello di riscontro, aveva tutte le potenzialità – anche in virtù della sua giovane composizione – per muoversi con successo in quella fascia di età".

 

Nelle varie iniziative che avete organizzato non sono mancate le difficoltà organizzative. Un esempio è stato l'incontro con i ragazzi del Licelo "Ilaria Alpi".
"Più che difficoltà organizzative, io lo definirei un boicottaggio, un respingimento della Dirigente nei confronti delle nostre istanze democratiche. Noi eravamo pronti a portare una voce, informazione e, soprattutto, i numeri nella maniera più democratica possibile a ragazzi che, spesso e volentieri, omettono dalla propria vita risvolti sociali, economici e politici. Noi eravamo pronti a parlare tranquillamente con i ragazzi, senza portare uno spirito di propaganda vera e propria. Avevamo chiesto un piccolo spazio ma la Preside ci ha voluto ostacolare in quello che oserei definire un tentativo di monopolizzare il Liceo. Ad ogni modo ci siamo recati nello spiazzale adiacente l’Istituto, mostrandoci favorevoli a qualsiasi colloquio con gli studenti. Il fatto che in molti si siano avvicinati ci ha fatto capire che, ad oggi, l’informazione è ancora un bene richiesto da tutti e che, per questo, va tutelato e non respinto".

 

Che idea vi siete fatti sull’apporto dato in questa campagna referendaria dalle istituzioni politiche rutiglianesi?
"Il discorso è un po’ eterogeneo. Volendo alludere ai dati, sono venute a mancare grosse fette di elettorato che risiedono, per così dire, nelle mani di forze politiche partitiche e forze politiche personali. Nonostante i clamori e le parole pronunciate da tanti, un interesse concreto per la causa è mancato in molti. C’è stato un apporto buono dell’Assessorato all’Agricoltura e all’Ambiente, accanto ad un contributo fondamentale del Movimento 5 Stelle di Rutigliano. Degno di menzione è sicuramente l’aiuto offerto da giovani, non facenti capo a particolari fazioni politiche, ma schierati dalla nostra parte in questa battaglia. C’è stato il contributo del PD, così come dell’Amministrazione. Si poteva, però, fare di più. Tanti reclami e tanti manifesti... ma poco impegno concreto. C’è stato anche un manifesto di un onorevole che, in verità, non si è visto per un reale confronto con il nostro Comitato. Anche qualche comunicato scritto all’ultimo minuto è apparso, ai nostri occhi, come un futile tentativo di apporre la propria firma e la propria faccia su questa lotta. Su Internet, è bene che si sappia, è facile far ciò. Credo che, soprattutto da chi possiede una grossa influenza sulla cittadinanza, ci si aspetti una mano nel concreto".

 

Ti lascio carta bianca per qualsiasi altro aspetto.
A conclusione di quanto detto, volevo ringraziare tutti coloro i quali hanno speso, assieme a me, parte del loro tempo per questa breve battaglia condotta a nome del Comitato No Triv Rutigliano-Noicàttaro. In ultima sintesi, poi, un enorme grazie alla redazione di RutiglianoWeb (La Voce del Paese) per l’interesse mostrato nei nostri riguardi.

MICHELE RUBINO

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI