Domenica 19 Novembre 2017
   
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Disastro ambientale. Non sminuire la gravità!

Le discariche di Contrada Martucci


Processo sulla discarica Martucci aggiornato al prossimo 6 giugno

La relazione del collegio peritale conferma la fuoriuscita di percolato


L'udienza risolutiva del procedimento penale sulla discarica Martucci di Conversano, quella in cui il Gup dott. Antonio Diella avrebbe deciso se perseguire gli imputati per il reato di disastro ambientale, si è conclusa con l'aggiornamento al prossimo 6 giugno. Ricordiamo che in questa discarica finiscono e sono finiti i rifiuti del bacino Ato Ba5, compresi quelli di Polignano, Comune che nel 2015 si è costituito parte civile nel processo per disastro ambientale.

A margine delle vicende giudiziarie, ci pare doveroso fare un po' di chiarezza sulle notizie - tanto tranquillizzanti quanto parziali - apparse su parte della stampa locale un paio di settimane fa. Ci riferiamo alle dichiarazioni rilasciate in "beata solitudine" dal perito dei Comuni di Mola e Conversano, secondo le quali la relazione del team di tecnici guidato dall'ingegner Boeri escludeva categoricamente la contaminazione della falda acquifera.

 

Possibili contaminazioni della falda.

Ebbene quella relazione l'abbiamo letta: se è vero che il collegio peritale nominato dalla Procura di Bari afferma che, in base ai parametri tecnico-normativi, non è possibile parlare di disastro ambientale in atto, allo stesso tempo viene esplicitamente sottolineato che «è stata tuttavia stabilita l’esistenza di una serie di criticità, interne ed esterne al sito di discariche, responsabili in alcuni casi dell’instaurarsi di processi attivi di rilascio di contaminanti nel sottosuolo».

 

La relazione smentisce le rassicurazione della stampa locale.

Tra i molti stralci della relazione peritale che potremmo citare per smentire chi afferma che in Contrada Martucci tutto vada bene, ne riportiamo integralmente uno: «Pertanto il sito presenta una alterazione delle caratteristiche qualitative delle acque sotterranee per azione del percolato fuoriuscito dalle discariche del comparto. Il non superamento delle CSC (Concentrazioni Soglia di Contaminazione, ndr) non deve sminuire la gravità del danno ambientale provocato dalla interazione fra acque di falda e percolato di discarica che, in presenza di un acquifero di importanza regionale, garantisce appunto una diluizione degli inquinanti e un loro relativamente rapido trasporto e degradazione. Tale ingente massa d’acqua maschera quindi l’entità dell’impatto che però, occorre sottolinearlo, va comunque a depauperare una risorsa di importanza regionale».

 

Quel percolato è finito nelle nostre campagne.

In altre parole, è stata accertata una fuoriuscita di percolato dalle discariche presenti in Contrada Martucci. Il fatto che non vengano superate le soglie di contaminazione è solo dovuto alla considerevole portata della falda idrica che - semplificando - fa "perdere le tracce" degli inquinanti. Questo, a nostro avviso, non equivale a dire che la discarica conversanese non sia un "inferno", né tantomeno è sufficiente a rivalutare l'operato della Lombardi Ecologia. A tal proposito basterebbe osservare le numerose notazioni dei periti sulle carenze nella realizzazione e nell'impermeabilizzazione delle discariche, tutte realizzate e gestite dalla azienda di Triggiano. Azienda, permetteteci anche questa costatazione, che di certo non è sull'orlo del fallimento - come qualcuno vuol far credere - per colpa di illazioni prive di fondamento.

NICOLA TEOFILO - FABIO D'APRILE


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