Martedì 21 Novembre 2017
   
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La Protezione Civile di Rutigliano si prepara al “Voluntary Rescue Day”

Protezione Civile rutigliano


Dal 3 al 5 giugno i volontari saranno impegnati in un campo di addestramento alle emergenze

Protagonisti anche i bambini delle classi V del II Circolo Didattico “A.Moro”


La Protezione Civile di Rutigliano sta ultimando gli ultimi preparativi in vista della seconda edizione del Voluntary Rescue Day, ovvero il campo di addestramento per fronteggiare casistiche plurime. Per delineare al meglio l’iniziativa ci siamo affidati al prezioso contributo offertoci dalla segretaria di campo Isabella Tanzi, cui vanno i nostri ringraziamenti per l’enorme disponibilità. Con quest’ultima, inoltre, abbiamo colto l’occasione per domande più generiche concernenti il movimento del volontariato – chiaramente per quanto riguarda il loro caso – e la crescita che sta avendo nel corso degli anni.

 

Può presentarci il progetto (campo di addestramento, per l’esattezza) che, come Protezione Civile, vi apprestate a “vivere”?
"Il progetto, come anticipato, è chiamato “Voluntary Rescue Day”e, quest’anno, si svolgerà il 3-4-5 giugno 2016 presso la Materdomini. In questo campo vengono inscenate delle simulazioni sia sanitarie che di antincendio ed i partecipanti sono chiamati a procedere nelle medesime modalità di una situazione concreta con le medesime casistiche. Abbiamo come campo base la sopra citata Materdomini mentre le simulazioni vengono svolte in paese o zone limitrofe".

 

A che edizione è giunto? Chi vi prende parte e, soprattutto, su cosa avete deciso di puntare in più rispetto agli anni passati?
"Il nostro campo è giunto alla sua seconda edizione. Vi prendono parte sia volontari sanitari che di protezione civile proveniente da tutta la provincia (e non solo). Quest’anno abbiamo deciso di estendere il numero e le tipologie di esercitazioni. La scelta è riconducibile ad un motivo semplice: cercare di rendere partecipi quante più persone possibile, in virtù anche delle svariate competenze che queste ultime possono avere".

 

Qual è, a vostro modo di vedere, l’utilità che queste iniziative possono avere? Soprattutto, nel concreto, si sono rivelate proficue?
"Questi campi servono sicuramente molto a noi volontari. Da un lato sono utili per rapportarci con gli altri colleghi, dall’altro sono occasioni di confronto per quanto riguarda i possibili metodi di approccio da utilizzare nell’intervento in quanto tale. Ragion per cui sono fermamente convinta che, nel concreto, ci sono stati e ci saranno utili sempre più per affrontare le ostiche situazioni che si presentano dinnanzi a noi".

 

Queste occasioni possono essere anche un modo per crescere dal punto di vista meramente associativo?
"Il riscontro che abbiamo avuto, nell’opinione di altre associazioni così come della cittadinanza stessa, è abbastanza positivo. Ciò, se non altro, ci ha spinto ad estendere le partecipazioni dell’edizione di quest’anno anche ai bambini delle classi V del 2 Circolo Didattico “A.Moro”. Un modo per coinvolgere una ulteriore fascia d’età".

 

Passando su un piano più generico, il movimento da voi vissuto in prima linea – quello del volontariato, appunto – che risposta ha in termini di 'partecipazione attiva' da parte della cittadinanza?
"Grazie a questo campo, ma al contempo anche in virtù delle manifestazioni che ci vedono protagonisti in ambito locale, siamo riusciti a conquistarci attestati di stima e non pochi apprezzamenti da esterni. Sicuramente ciò ha spinto in maniera precipua i cittadini ad avvicinarsi, in primis, e poi ad iscriversi alla nostra associazione".

MICHELE RUBINO

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