Giovedì 15 Novembre 2018
   
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58° ANNIVERSARIO MORTE MONS. DIDONNA

didonna

Anche se sono già trascorsi 58 anni dalla morte di mons. Giuseppe Di Donna, cresce sempre di più la sua fama di santità. Dopo la dichiarazione di venerabilità del Vescovo- Santo, attraverso la promulgazione del relativo decreto il 3 luglio scorso, da parte della Congregazione delle Cause dei Santi, il passo successivo, tanto atteso dai fedeli della Diocesi di Conversano-Monopoli e di Andria, sarà quello della solenne Cerimonia di Beatificazione nella Città di Andria, dove mons. Giuseppe Di Donna, negli ultimi dodici anni, ha svolto il suo magistero episcopale. " Al centro della sua vita e della sua profonda spiritualità l´amore per la Madonna, l´Eucaristia, la SS. Trinità e la cura particolare per i poveri, i bisognosi e i malati. Da buon rutiglianese, mons. Di Donna ha sempre portato nel cuore il Crocifisso e da buon Pastore della Chiesa, alla guida della Diocesi di Andria per circa 12 anni, è stato un testimone di solidarietà, un esempio da seguire per imitarne le sue perfette virtù cristiane". Così, in occasione del 56 Anniversario del Pio Transito di fra Giuseppe ( Andria 2/1/1952), si espresse mons. Domenico Padovano, Vescovo della Diocesi di Conversano-Monopoli, nel ricordare la sua figura, nella gremita Chiesa Madre di Rutigliano, dove mons Di Donna nacque nel 1901.


Nella stessa Matrice, a distanza di una settimana dalla celebrazione nella Cattedrale di Andria della S.Messa presieduta dal Vescovo Mons. Raffaele Calabro, sabato 9 gennaio alle ore 18.30 , tra Autorità civili, militari e religiose ed una delegazione della città di Andria, si svolgerà il rito religioso, presieduto da mons.Luigi Renna, rettore del Seminario Regionale " Pio XI " di Molfetta. Prima della Santa Messa, alle ore 18.00, sarà recitata la preghiera del Trisagio, in onore della SS. Trinità, tanto venerata da mons. Di Donna, il "vescovo povero, amante dei poveri", nato a Rutigliano nel 1901, padre trinitario missionario in Madagascar dal 1926 al 1939 e Vescovo di Andria,dal 1940 al 1952,anno della morte.

L´amore dei fedeli delle Comunità di Andria e Rutigliano, ha fatto sì che si diffondesse subito la sua fama di santità e si avviasse già nello stesso anno della scomparsa, il processo diocesano, proseguito poi nel 1969 con il decreto di autorizzazione a procedere, firmato da Paolo VI e nel 2008, con il tanto atteso decreto di venerabilità delle virtù eroiche. Promulgato il 3 luglio scorso dalla Congregazione delle Cause dei Santi, il decreto di venerabilità di mons. Giuseppe Di Donna, è stato letto per la prima volta davanti a fedeli,amministratori e gonfaloni delle due comunità di Andria (nella Chiesa di S.Francesco, durante la concelebrazione presieduta dal Vescovo mons.Raffaele Calabro) e di Rutigliano (nella Chiesa Madre, durante la Messa concelebrata da padre Antonio Torredimare, trinitario-vice postulatore della causa di beatificazione),in occasione del 57 anniversario della sua morte (2-1-1952- 2-1-2009).

"E´ un passo fondamentale per la beatificazione", ha affermato in quella circostanza don Felice Di Palma, Vicario Zonale di Rutigliano,"un motivo di impegno, per far conoscere in maniera più diffusa la figura e la testimonianza di vita del Venerabile Servo di Dio, esemplare missionario e pastore. Per gli onori dell´altare bisognerà comunque attendere il miracolo".


Augurio che speriamo, prima possibile, possa diventare realtà.

Commenti  

 
#1 kattolikos. 2010-01-11 03:36
e mentre noi asistiamo, per fortuna nn frequentemente, all'imborghesimento di qualche nostro prete, di cui i segni: uffici parrocchiali cn orari di ricevimento, segretarie alle prese cn agende, prenotazioni, telefoni, fax e beni ecclesiatici, case canoniche spesso vuote, commissioni e consigli pastorali sempre meno democratici, nepotismi vari...l'augurio è che la figura di mons. Giuseppe Di Donna diventi sul serio per i pastori delle nostre comunità motivo di impegno teso a recuperare le verità del sacerdozio ministeriale, sviluppo del proprio battesimo, segno di salvezza e sacramento sociale...a ricordare che sotto la casula c'è una stola. è il segno di un servizio totale, fecondo e sempre aperto ad ogni membro della comunità. servi per vocazione, questo ricorda la stola!
 

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