Domenica 18 Novembre 2018
   
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MODIFICA ALLA ZONIZZAZIONE ACUSTICA

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Spett.le redazione,
accolgo volentieri il vostro invito a fare alcune considerazioni sul punto all’ordine del giorno del prossimo Consiglo comunale, che riguarda una proposta di modifica al Piano di Zonizzazione Acustica.
Ho così la possibilità di analizzare da vicino un importante strumento  che regolerà lo sviluppo urbanistico di Rutigliano dal punto di vista di una materia che mi interessa molto: appunto il contenimento del disturbo acustico alla vita quotidiana della nostra cittadina.

Premessa. In attuazione della legge n. Legge 26/10/95 n° 447  “Legge Quadro sull’ inquinamento acustico” la Regione Puglia  ha  stabilito,  con  Legge  Regionale  n.  3  del  12  febbraio  2002,  le  norme  di   indirizzo  per  il contenimento e la riduzione dell’ inquinamento acustico,  in attuazione della  Legge Quadro nazionale n. 447/95.

Tali  norme stabiliscono una serie di  adempimenti  e competenze per gli  enti comunali pugliesi, tra cui la  classificazione  del  territorio  comunale (Piano di  zonizzazione acustica),  il  coordinamento  degli   strumenti   urbanistici,  la verifica del rispetto della normativa per la tutela dall’ inquinamento acustico all’atto del rilascio delle concessioni  edilizie.

Dunque i Comuni sono obbligati a suddividere il proprio territorio in zone acusticamente omogenee all’interno delle quali qualsiasi emissione di rumore derivante da attività umana non può superare determinati limiti, compatibili con la tipologia di fruizione della porzione di territorio considerata.

Tale classificazione si articola in sei tipologie di zone che vanno dalle zone di classe I, aree particolarmente protette nelle quali la quiete rappresenta un elemento di base per la loro utilizzazione (le aree ospedaliere, le aree scolastiche, le aree destinate al riposo e allo svago, le aree residenziali rurali, le aree di particolare interesse urbanistico, le aree di parco), fino alle zone di classe VI, aree esclusivamente dedicate ad attività industriali e prive di insediamenti abitativi.

In mezzo ci sono aree (dalla II alla V) che coprono un ventaglio di zone via via meno protette e che considerano tipologie di carattere misto, abitativo-produttivo.
Lascio alla sensibilità del lettore la valutazione dell’importanza che tutto questo ha relativamente al miglioramento della qualità della vita nei centri abitati e le positive ripercussioni sulla salute (non solo dell’apparato uditivo!), del resto scientificamente provate.

Nel 2004 il Comune di Rutigliano si è dotato del proprio  Piano di  zonizzazione acustica, piano che deve ancora scontare l’approvazione da parte della Provincia.
La L.R. n° 3/02, nel suo allegato tecnico, detta (non suggerisce!) i criteri che devono guidare il progettista del piano nella individuazione delle zone acusticamente omogenee e come queste devono essere distribuite.

In particolare dice che devono essere evitate situazioni nelle quali si trovino ad essere contigue aree caratterizzate da limiti massimi per il livello equivalente di pressione sonora ponderato in scala “A” che differiscano per più di 5 dB (degibel, unità di misura del suono n.d.r.). Ciò vuol dire che non possono confinare aree con più di una classe acustica di differenza tra di loro.
Se nelle zone urbanizzate non è possibile rispettare tale vincolo a causa (testuale!) "dell’effetivo uso del territorio", occorre inserire opportune fasce di rispetto che devono essere contenute nella zona con limite superiore di rumore più elevato ed, all’interno di tali fasce, il livello non deve superare quello della zona di classe più bassa.

Chiedo scusa per questa lunga e noiosa premessa ma il conoscere questi fondamentali ed inequivocabili principi dettati dalla legge rende particolarmente interessante seguire attentamente la discussione del punto nel prossimo Consiglio Comunale.
Si perché, da una analisi anche superficiale del piano approvato in Consiglio nel 2004, si capisce perché si rende necessaria la modifica del piano stesso.

L’attuale piano contiene più d’una situazione in cui zone appartenenti a classi molto diverse, sono iterfacciate senza fasce di rispetto.
In particolare nella foto* allegata si nota come una zona di classe VI (zona PIP via Adelfia) sia contigua ad una di classe I (lama Giotta).
Non so se l’effettivo uso del territorio (cioè la presenza stabilizzata di una qualche forma di urbanizzazione) di quelle zone imponesse il non rispetto delle raccomandazioni di legge, quello che è più strano è come a questa anomalia si vuol porre rimedio.

Nel corpo della delibera che andrà in discussione si PROPONE: “Di modificare il Piano approvato al fine di istituire una fascia di rispetto di 100 metri oltre il perimetro di tutte le zone acustiche V e VI, entro la quale sono ammessi i livelli di rumorosità previsti rispettivamente per la zona V e IV ”.
In pratica le fasce di ripetto non sono più a carico (all’interno) delle zone più rumorose ma all’esterno.
Non solo, all’interno delle fasce di rispetto sarebbero tollerati i livelli di rumorosità delle zone più rumorose. A cosa servirebbero queste fasce, così concepite, è davvero un mistero.

Franco Larizza

*Particolare del Piano di zonizzazione acustica. Nel cerchio l'area in cui creare la "zona cuscinetto".
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Sacala della tollerabilità del rumore
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Commenti  

 
#2 Aquila 2010-01-14 16:01
Leggo con dispiacere quanto, chi usa questo sito, sia pronto a lanciare ingiurie. Visto il controcommento posso ben capire la categoria di appartenenza di chi scrive. Vorrei che Rutiglianoweb verifichi i contenuti dei commenti.
 
 
#1 Aquila 2010-01-09 20:26
Come la mettiamo con la rumorosità derivata dall'imperversare per il paese dei trattori specie da marzo ad ottobre? Anche per questo tipo di rumorosità sarebbe utile un controllo temporale e qualitativo.
 

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