Sabato 17 Novembre 2018
   
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L'ARTE FIGULA: LEONARDO VALENTINI

SLIDEVALENTINI

Il lungo viaggio nel mondo dell’artigianato rutiglianese si conclude con Leonardo Valentini, che durante la nostra chiacchierata ha continuato a decorare i fischietti che, di li a qualche giorno, avrebbero popolato la sua bancarella durante la Fiera.

Quei piccoli manufatti di terracotta fanno parte della vita di Leonardo sin da quando a soli 11 anni, capitato per caso una domenica mattina nella bottega del maestro Carlo Suglia, fu rapito e affascinato dall’argilla.

Da quel momento in poi, i giochi con gli altri ragazzini dopo la messa furono sostituiti dalla voglia sempre crescente di conoscere i segreti della lavorazione di questa materia.

Negli anni Leonardo Valentini ha dovuto cambiare casa allontanandosi dalla bottega di Carlo Suglia, che nel periodo preadolescenziale era stata la sua “stanza delle meraviglie”. Tuttavia questo trasferimento lo portò da un altro artigiano rutiglianese: Franco Valenzano, che negli anni a seguire sarebbe diventato suo socio nella società “ADIDART”.

Il signor Valenzano, che lavorava in quegli anni con Gara (uno dei figuli più importanti della storia dell’artigianato a Rutigliano) credette nelle capacità di Leonardo tanto che, nonostante la sua giovane età, lo accolse nel laboratorio.

Così ancora una volta Leonardo preferì passare i suoi momenti di svago a contatto con chi possedeva il segreto di un’arte antica, quale la lavorazione dell’argilla.

Da quegli anni il figulo Valentini ne ha fatta di strada e dal 1991 ha aperto una sua bottega ”Art.idea”, dove realizza i fischietti prendendo ispirazione da tutto quello che nota per strada.

La vita quotidiana diventa uno stimolo per creare, i dettagli sono memorizzati per poi essere rielaborati in laboratorio, così come è successo per il fischietto al quale il figulo Leonardo Valentini è più legato: un gallo stilizzato. Questo soggetto nel corso degli anni ha contraddistinto la sua bottega e ha assunto forme sempre più plastiche, reinventandosi continuamente.

Al termine della nostra chiacchierata, Leonardo ormai ha davanti a se molte statuette decorate e mi lascia con unconsiglio su come rendere il fischietto un prodotto conosciuto anche al di fuori di Rutigliano.

Il signor Valentini propone di esplorare gli aspetti della tradizione del fischietto oggi ancora poco studiati. Un esempio potrebbe essere il legame che intercorre tra il Carnevale e il nostro piccolo manufatto di terracotta.

Inoltre, si potrebbe trovare un punto di incontro con le altre forme d’arte. Evidente è la contaminazione tra il teatro e la produzione di fischietti, che spesso riprendono i personaggi della Commedia dell’Arte riproducendoli in terracotta.

Valentini, infine fa una proposta per il Concorso del Fischietto: aprirlo ad artisti e scultori di fama nazionale ed internazionale, che di anno in anno si potrebbero cimentare con la manipolazione dell’argilla e la creazione di un oggetto originale. Evidenzia inoltre, l’importanza di costituire un Comitato di tecnici che possa rendere la nostra Fiera un evento di forte attrattiva, per lanciare il prodotto oltre i confini territoriali e per far sì che botteghe come quella di Gara non chiudano.

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