Sabato 17 Novembre 2018
   
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NUOVO APPALTO DEI RIFIUTI, COSA SUCCEDERÁ? I parte

cassonetti_rifiuti_Rutigliano

 

Era ora. Il comune di Rutigliano sta mettendo mani alla gestione dei rifiuti e dell’igiene urbana. Quello da cui usciamo è un servizio gestito dalla ditta Gassi-Esposito il cui appalto risale al lontano 1998, scaduto nel 2003 e da allora prorogato ogni anno così com’era perchè non si aveva -in condizione di proroga- la possibilità di aggiornarlo alle nuove esigenze e a tutta la normativa sui rifiuti, nazionale e regionale, nel frattempo intervenuta soprattutto per quel che riguarda gli obiettivi minimi (oltre il 50%) di raccolta differenziata che i co muni sono obbligati a raggiungere.

Fino a qualche mese fa non era possibile che i comuni col servizio in proroga si facessero una nuova gara di appalto, perchè la competenza sui rifiuti era in capo all’ATO Ba/5 (l’autorità di bacino), che un paio d’anni fa aveva messo a gara la gestione unica dell’igiene urbana di tutti i 21 comuni di cui è composto.

Ora, la gara di bacino -da aprile ’08- è stata prima rinviata un paio di volte, poi sospesa ad aprile ‘09. L’impressione che se ne ha è che la gestione unica di bacino “l’è morta”, nel senso che è difficile possa essere praticata visto che i comuni si stanno facendo le gare d’appalto ognuno per conto proprio e, soprattutto, perchè il governo Berlusconi ha abolito -con un decreto approvato in via definitiva qualche giorno fa- tutti i consorzi tra enti locali compresi gli ATO (ambiti territoriali ottimali) dei rifiuti. Da qui ad un anno, dunque, gli ATO scompariranno e tutte le competenze in materia rifiuti è probabile che ritornino ai comuni e alle Province (saranno, comunque, le regioni a decidere).

COSA SUCCEDE NEI COMUNI VICINI
Prima di analizzare cosa sta facendo in merito l’amministrazione Romagno, in questa prima parte dell’inchiesta diamo un sguardo ai tre comuni i cui territori confinano con il nostro.

Mola di Bari ha espletato la nuova gara di appalto, se l’è aggiudicata la Lombardi Ecologia che già aveva la gestione dell’igiene urbana. La gara è stata allestita su un progetto elaborato dall’ESPER (Ente di Studio per la Pianificazione Ecosostenibile dei Rifiuti) diretto dal dott. Attilio Tornavacca, uno dei più importanti tecnici del settore in Italia. Un progetto alla base del quale c’è un studio approfondito e puntuale sul flusso dei rifiuti e la loro analisi merceologica, sul costo dei singoli servizi, uno studio sulla tipologia delle utenze, la loro quantità, qualità e collocazione sul territorio urbano. Insomma, una radiografia della realtà e i suoi bisogni in termini di servizi di igiene urbana e di raccolta differenziata dei rifiuti.

A Mola si è cambiato completamente registro, si è aggiudicato una gestione basata sulla raccolta porta a porta di tutte le frazioni merceologiche presenti nei rifiuti, tranne il vetro la cui raccolta rimane stradale. Saranno, dunque, prelevati a domicilio (utenze domestiche e no) carta e cartone, plastica, organico, indifferenziato (secco non riciclabile), lattine di alluminio e banda stagnata. Saranno rimossi dalla strada -scompaiono per sempre- tutti i cassonetti dell’immondizia e della differenziata con la sola eccezione, appunto, delle campane per il vetro.

Il passaggio al porta a porta, insieme al resto dell’igiene urbana, è venuto a costare qualcosa in più, non molto (3.371.825 euro/anno Iva inclusa per sette anni), rispetto alla vecchia gestione. Con il vantaggio, però, di un abbattimento del  50% del costo di smaltimento (circa 800.000 euro annuali complessivi) già alla fine del primo anno di appalto grazie al fatto che, per contratto, l’impresa appaltatrice deve raggiungere minimo il 50 % di raccolta differenziata, il che significa il 50% in meno del costo dello smaltimento in discarica dei rifiuti, con una importante penalità se manca l’obiettivo.

Si libereranno così circa 400.000 euro già il primo anno, con cui coprire in parte il costo del conferimento dell’organico differenziato all’impianto di compostaggio. Un risparmio che tendenzialmente crescerà ogni anno con il crescere delle percentuali di differenziazione dei rifiuti. A questi risparmi si aggiungeranno i ricavi dei contributi che il CONAI (consorzio nazionale imballaggi) per legge dà per ogni tonnellata di materiale riciclabile conferito. Un contributo che in gran parte introiterà il comune di Mola, in parte l’impresa aggiudicataria (l’entità di questi contributi è importante, come vedremo nella seconda parte).

Noicattaro è un altro comune con la gestione dell’igiene urbana in proroga. Il 12 marzo scorso ha emanato un “avviso pubblico” per l’affidamento dell’incarico di progettazione dei nuovi servizi. In questo avviso il comune parla solo di elaborazione del progetto dei “Servizi di igiene urbana e complementari” senza fare, per adesso, una precisa scelta sulla tipologia del sistema di raccolta dei rifiuti.

“La progettualità -è scritto nell’avviso- sarà preceduta dall’organizzazione, a cura del prestatore di servizi, di almeno due Forum, quali spazi di discussione, nei quali la cittadinanza potrà dare suggerimenti che, qualora ritenuti validi, saranno presi in debita considerazione”.  “Il nuovo progetto -dice ancora l’avviso- dovrà tenere nella dovuta considerazione i positivi risultati che questa Amministrazione Comunale vuole conseguire in ordine all’aspetto economico, ambientale, pubblico e culturale, ed in particolare: miglioramento del decoro urbano, raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata e produzione dei rifiuti previsti dalla legge regionale n. 36/2009 e sia dai decreti del Commissario delegato per l’emergenza ambientale in Puglia nn. 187/2005 e 246/2006...”.

I decreti commissariali citati prevedono il 55% minimo di raccolta differenziata entro il 2010. Come raggiungerà questo ragguardevole obiettivo il comune di Noicattaro senza aver fatto una scelta precisa circa il sistema di raccolta, l’ho chiesto al sindaco Vanni Di Pierro. «E’ vero, nell’avviso non c’è un indirizzo preciso -dice l’ing. Di Pierro- circa il porta a porta spinto su tutto il centro urbano, ma è vero anche che noi abbiamo sempre parlato di questo in diversi atti amministrativi. Sarà un indirizzo che daremo in fase di discussione e confronto nel Forum previsto».

Anche il comune di Noicattaro, dunque, è indirizzato verso un sistema di raccolta  domiciliare dei rifiuti in parte già sperimentato in alcune zone.
C’è da sottolineare la innovativa metodologia che questo comune sta usando nella elaborazione di un provvedimento amministrativo così importante. Un metodo partecipativo di tutti i soggetti in campo, cittadini, associazioni, tecnici e amministrazione, riuniti in un Forum a cui è demandata la discussione, il confronto e, magari, anche la scelta del sistema migliore di gestione dei rifiuti.

Conversano la scelta l’ha fatta sin da subito con una delibera di giunta (n. 15 del 19 febbraio 2010) che la riporta sin nell’oggetto: “Progetto per l’ampliamento e l’estensione del servizio raccolta porta a porta nell’ambito di Conversano e frazione di Triggianelo. Atto di indirizzo”.
Qui l’input ai progettisti è chiaro: “...il progetto di raccolta porta a porta deve essere riformulato con l’ampliamento delle frazioni merceologiche da raccogliere ed esteso all’intero territorio comunale, vista la necessità imposta dal legislatore di raggiungere entro il 31 dicembre 2011 il 60% di differenziato raccolto”.

Conversano viene già da una esperienza di porta a porta avviata alcuni anni fa solo su “carta e plastica in un’area ben definita del territorio”, dice l’atto di indirizzo. Ma questa raccolta non ha conseguito “gli obiettivi previsti per legge, poiché rivolta ad un ristretto numero di residenti e comprendente solo due categorie merceologiche di rifiuto da differenziare”. “Motivo per cui -continua il documento-  le percentuali di differenziato si attestano su circa il 10% annuo”. Una percentuale irrisoria rispetto allo sforzo, non conforme, dice ancora l’atto di indirizzo, “agli standard legislativi sia nazionali che regionali, nonostante siano state effettuate campagne divulgative per sensibilizzare l’utenza di Conversano alla raccolta differenziata dei rifiuti”.

Tre comuni, Mola, Conversano e Noicattaro, nostri vicini di casa, hanno scelto (due in modo preciso, l’altro orientato a farlo) un sistema di raccolta differenziata dei rifiuti domiciliare, porta a porta, integrale, con la scomparsa dei cassonetti stradali che deturpano la città sul piano estetico e sono un affronto alla igiene e alla sicurezza urbana (come è evidente dalle foto di questo articolo scattate oggi pomeriggio).

Vanno cioè nella direzione in cui sta andando il mondo in generale. In Italia aumentano sempre di più i comuni che adoperano il sistema domiciliare di raccolta dei rifiuti perchè è l’unico, allo stato, capace di ottenere risultati qualitativi e quantitativi soddisfacenti circa la differenziazione dei rifiuti, l’efficienza e l’economia  del sistema di gestione.

Il 20,1% dei comuni italiani, circa 1600 su 8000, hanno un livello di raccolta differenziata che va dal 50 al 70%; un altro 2,6% dei comuni, 200 circa, va oltre il 70% di media (fonte: Rapporto APAT 2007).
Tra questi ce ne sono tanti che raggiungono anche l’85% di differenziazione e, quindi, di riciclaggio dei rifiuti. Il sistema di raccolta differenziata prevalente in questi comuni, non a caso, è il porta a porta.

Rutigliano dove sta andando? Si inserisce in questo filone innovativo nella gestione dei propri rifiuti, ecologicamente più sostenibile, più responsabilizzante sul piano sociale e culturale? No, sembra proprio di no, e lo si capisce sin dal contratto di “affidamento del servizio redazione disciplinare d’appalto” che il comune ha stipulato con la Selleri Ambiente S.r.l. di Bologna e che così recita: “Elaborazione (...) di progetto di riorganizzazione ed implementazione dell’attuale sistema di raccolta differenziata e indifferenziata dei rifiuti urbani e conseguenti proposte integrative da apportare agli atti amministrativi comunali”.

Quindi, riorganizzare, implementare, integrare l’attuale sistema di raccolta dei rifiuti, non elaborare un nuovo sistema che faccia fare più di un passo avanti alla gestione degli stessi rifiuti a Rutigliano.
Il progetto che verrà fuori da questo incarico temo sarà poco innovativo se si guarda all'esiguo stanziamento di fondi per la sua elaborazione, appena 5000 euro Iva inclusa.
La differenza con gli altri tre comuni presi qui in considerazione è grande: Conversano stanzia 10.000 euro, Noicattaro 19.000, Mola ha stanziato 20.000 euro (tutti Iva inclusa). Come dire, il buongiorno si vede dal mattino.

L’analisi delle “Linee guida” del sistema proposto, già presentate al comune di Rutigliano dalla Selleri Ambiente, è l’oggetto delle seconda parte dell’inchiesta che sarà pubblicata lunedì prossimo.

Commenti  

 
#15 non importa 2010-04-20 03:23
Secondo voi è bello trovarsi le buste di plastica per la strada? Con i cani che ci ritroviamo che vanno a mangiare di tutto! Io direi di no!
 
 
#14 gino 2 2010-04-12 20:58
a quanto un bel articolo sulla situazione pietosa delle nostre strade: a iniziare dallo schifo di via due pozzi, fino al manto stradale di via adelfia e via noicattaro roba da 3 mondo??? xkè in comune nn si affronta qst semplicissimo tema???? spero in un bel reportage come si deveeee!!
 
 
#13 Peter Pan 2010-04-09 21:59


Po Po poLLy, CALMA!!! NON ti ScalDare TantO!!!!;-)
 
 
#12 un cittadino 2010-04-09 19:58
Sarebbe bello aprire anche a Rutigliano un forum in cui tutte le realtà presenti sul nostro territorio si possano confrontare sulle varie questioni, perchè questo deve essere l'indirizzo che l'ammonistrazione Romagno deve dare alla propria amministrazione e non pensare di risolvere le questioni tra le mura del palazzo. Abbiamo tanto da imparare dai nostri cugini nojani.
 
 
#11 Titta Di Girolamo 2010-04-09 19:49
Io avrei da chiedere solo una cosa:
arriva l'estate i bidoni chiudiamoli!
Il rimmato fermenta meglio al chiuso.
 
 
#10 un cittadino 2010-04-09 19:43
Anche questa volta si è assegnato lo studio di fattibilità ad una società che non fa parte della nostra regione, non bastava la realizzazione del portale del comune ad una società sempre dell'Emilia. Mah??????
 
 
#9 polly 2010-04-09 17:15
peter pan,quelli ke tu mostri sono cassonetti ke non ci appartengono, non sono di Rutigliano.A quale epoca risalgono? Fai meno ironia, meno copia e incolla e passa ai fatti.
 
 
#8 Peter Pan 2010-04-09 14:52
ANCHE I CASSONETTI VOGLIONO LA LORO PARTE!!! ;-)



Citazione:
scritto da ratm, 09 aprile 2010 alle ore 11:20:54
iniziamo a far piazza pulita di questi amministratori! una raccolta porta a porta, preleviamoli dalle case e mandiamoli in esilio.
DIREI PROPRIO DI DIFFERENZIARLI!!! ;-)

 
 
#7 dolores 2010-04-09 14:23
..... a sto punto direi: prima di educare il cittadino ad avere più rispetto dell'ambiente bisogna educare la nostra Amministrazione comunale ad avere più rispetto del Paese che rappresentano.... ha ragione peter pan "bell'esempio arriva da parte dei nostri amministratori comunali".... a quanto pare come volevasi dimostrare i nostri paesi vicinori affrontano il problema con più serietà e competenza come si dice "l'erba del vicino è sempre più verde"...forse il comune non si è reso conto che la mancanza di innovazione uniti all’inciviltà e alla maleducazione della gente da vita a questo grande problema serio che si chiama "rifiuti".....per risolverlo secondo il mio punto di vista è necessario in primis l’impegno di tutti noi ma è importante avere organizzazione innovazione e coordinazione da parte degli organi amministrativi e operativi competenti.......Vi chiedo: a che serve organizzare incontri, sensibilizzare la cittadinanza, avanzare proposte, fare segnalazioni se poi non vi è nessuna voglia di fare un "Passo Avanti"? io mi sento leggeremente presa per i ..... fondelli: '( non vi pare?....... saluti
 
 
#6 F. 2010-04-09 13:12
bella inchiesta.
brutto paese.
 
 
#5 Norris Jr 2010-04-09 13:08
al posto di lamentarci sempre xke nn facciamo noi qualcosa di concreto x risollevare Rutigliano dalla m***a???dobbiamo scuotere le coscienze signori miei...ci vogliono le manifestazioni in piazza...ma SENZA SFONDO POLITICO!!!!
altrimenti non concludiamo niente....!!!!
 
 
#4 Peter Pan 2010-04-09 11:50
Bell'esempio da parte del comune!
Continuiamo sù questa lineaa,
ci troveremo molto peggio di come siamo messi ora!
Tre realtà vicine al nostro paese, non hanno fatto sì che sulla questione rifiuti si prendesse l'esempio della raccolta porta a porta!

Sarà certamente questione di soldi, o questione di non riuscita di tale progetto nella cittadinanza rutiglianese?
Difatti molti a Rutigliano sono contrariati nel tenersi in casa l'immondizia per qualche giorno, o prendersi la briga di separare e differenziare, altri si disperano all'idea di non vedere più i cassonetti dell'indifferenziato in giro per le strade!

VERGOGNA
...perchè non vogliamo un mondo meno inquinato!
...perchè non vogliamo educare le vecchie e nuove generazioni al differenziato!
...perchè non si vuole investire sul futuro!
...perchè non si vuol vedere un paese libero da cassonetti strapieni di roba!
PERCHE' NON VOGLIAMO CRESCERE!!!
 
 
#3 Teta 2010-04-08 21:52
Molte volte sono i proprietari dei negozianti a fare disordine nei pressi dei cassonetti (le foto parlano chiaro). Ci sono delle regole anche per loro... Appiattire per esempio i cartoni e legarli. E' vero che non c'è una vera e propria differenziata ma l'inciviltà inizia da noi.
 
 
#2 Mo viene Natale 2010-04-08 21:44
Dall' articolo si evince chiaramente che non c'e nessuna voglia di fare un passo avanti ....per cortesia poi non lamentiamoci se i cittadini scaricano la M.....nelle campagne e davanti alle scuole!!! Cara Rutigliano sembri il " Titanic ".....
 
 
#1 menico 2010-04-08 21:34
e allora ci vuole una discarica! facciamola subito :sad: siamo pietosi....
 

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