NUOVO APPALTO DEI RIFIUTI, COSA CAMBIERÁ. II parte

COMPATTARORE_RIFIUTI


Nella prima parte abbiamo visto cosa succede vicino a noi, ora vediamo quello che accade oggi e accadrà domani nella nostra ridente cittadina in merito alla gestione dei rifiuti nel caso l’amministrazione comunale dovesse insistere sulla proposta Selleri.

Intanto una questione di metodo.
La Selleri Ambiente, società che ha avuto l’incarico dal comune di Rutigliano di predisporre tutti gli atti per la gara d’appalto dell’igiene urbana, ha già presentato le “Linee guida” di questo nuovo appalto. Il documento a marzo scorso è stato discusso in due sedute di commissione consiliare, portato in consiglio comunale e approvato dalla sola maggioranza. Il tutto nel giro di una decina di giorni e, concretamente, di poche ore di discussione, senza che i cittadini ne abbiano saputo nulla.

Un provvedimento che influisce non poco sui comportamenti e le abitudini degli stessi cittadini, viene preso all’insaputa di tutti quando, altrove, simili scelte, sono frutto di un percorso partecipato con la popolazione e le sue rappresentanze politiche associative, sociali e produttive.

I NUMERI
“L’attuale sistema” di gestione dei rifiuti, da cui per contratto è partita la Selleri, si basa essenzialmente su due elementi: il cassonetto e la discarica.

Rutigliano l’anno scorso ha prodotto complessivamente 9.315 t di rifiuti solidi urbani (239 t in più sul ’08, un aumento del 2,5%), ne ha differenziato solo 699 t (7,5%). Con l’attuale sistema ha, dunque, portato in discarica il 92,5% dei propri rifiuti. Ogni abitante nel ’09 ha prodotto mediamente 1,42 kg di rifiuto al giorno.

IL COSTO
Abbiamo speso 577.700 euro solo di smaltimento (Iva ed ecotassa inclusa), 1.189.017 euro di igiene urbana (raccolta rifiuti, spazzamento...), 6.000 euro di smaltimento ingombranti, 46.250 euro di raccolta differenziata (campane stradali della Serveco), 40.500 euro di raccolta a vista del cartone (Gassi-Esposito) e 33.000 euro, non ancora versati, di ristoro ambientale a favore del comune di Conversano sede di discarica. Un costo totale di 1.892.467 euro; questa è oggi la gestione dei rifiuti e dell’igiene a Rutigliano.

RIFIUTI, DA PROBLEMA A RISORSA
Insieme ai rifiuti in discarica buttiamo soldi, non solo sottoforma di costo di smaltimento, ma anche per quello che si potrebbe economicamente ricavare se li differenziassimo e li riciclassimo.

Il Consorzio Nazionale per il recupero degli Imballaggi (CONAI) e l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) un anno fa hanno firmato un accordo -valido fino al 2013- che fissa i corrispettivi a tonnellata di tutte le frazioni differenziate e conferite alla filiera dello stesso CONAI.
I corrispettivi a tonnellata rimodulati al 2010 sono questi:
- acciaio 82,68 €  (fino al 5% di impurità)
- alluminio 422,56 €  (fino al 4% di impurità; dal 4 al 16 % 281,31 €)
- carta 90,48 €  (il prezzo varia a seconda della qualità della carta)
- legno 13,78 € (fino al 5% di impurità)
- plastica 277,87 € (fino al 5% di impurità; dal 5 al 16% 195 €)
- vetro 37,20 (fascia eccellenza; 34,18 € 1ª fascia, 17,84 € 2ª fascia).

Se calcolassimo singolarmente le tonnellate delle varie frazioni riciclabili presenti nei rifiuti e le moltiplicassimo per i relativi corrispettivi, Rutigliano avrebbe nei suoi rifiuti un potenziale pieno di circa 479.000 euro. In teoria è così. Ma la Selleri ha mandato un prospetto con i prezzi medi da tener presente per questo calcolo e, rifatta la stessa operazione, siamo comunque di fronte a una ragguardevole, potenziale, cifra di 284.000 euro circa.

LE LINEE GUIDA
Rispetto ai dati generali che sono alla base del servizio, la Selleri si rifà a quelli del ‘08: 18.096 abitanti, 6.800 famiglie mediamente composte da 2,7 persone, 940 abitanti nel centro storico, 293 utenze non domestiche (bar, negozi, attività commerciali in genere); gli edifici sono complessivamente 6.600 di cui 3.100 edifici civili.

Divide in due parti la popolazione: centro storico, 940 abitanti, e il resto della città, 17.000 abitanti. Solo nel centro storico prevede la raccolta porta a porta di tutte le frazioni (carta, plastica /lattine, umido e secco residuo) tranne il vetro che sarà raccolto su strada. Per le 293 utenze non domestiche la raccolta porta a porta è integrale.

Su tutta la città, invece (17.000 abitanti), il porta a porta è riferito solo a due frazioni, carta e plastica/lattine (queste ultime sono raccolte insieme); per il secco residuo, cioè l’indifferenziato, l’umido (organico) e il vetro la raccolta continuerà ad essere stradale, con cassonetto.

I CASSONETTI AUMENTANO
Attualmente nel paese -compreso le zone P.I.P.- ci sono in tutto 344 cassonetti (104 della differenziata e 240 dell’immondizia).
La Selleri prevede tre tipi di cassonetto: per l’umido (240 litri), per il secco residuo (1.100 l) e per il vetro (2.200 l). Il numero di cassonetti da dislocare è dato dal seguente rapporto: per l’umido e il secco residuo 1 cassonetto ogni 70/80 ab., per il vetro 1 ogni 300/400. Calcolando l’ipotesi meno invasiva (1 per il numero maggiore di ab.) avremo 467 cassonetti, 123 in più rispetto ad oggi. L’altra ipotesi sortisce un numero di 542 cassonetti, 198 in più.

A fronte di una tendenza che altrove vede scomparire qualsiasi tipo di cassonetti dalla strada, noi dovremmo addirittura aumentarli.

IL SISTEMA
La proposta approvata prefigura un sistema misto, porta a porta e stradale, piuttosto squilibrato a favore di quello stradale. Le uniche due frazioni raccolte porta a porta sull’intero centro abitato saranno, dunque, carta e plastica/lattine.

Nel caso prendessimo ad esempio l’analisi merceologica datata 1993 che fornisce il Pino regionale dei rifiuti, solo circa il 30% dei rifiuti di Rutigliano saranno differenziati porta a porta, per il  70% la raccolta avverrà su strada, come succede ora. Se prendiamo, invece, ad esempio l’analisi merceologica fatta di recente dalla ESPER sui rifiuti di Mola, più simili ai nostri, la percentuale di carta e plastica e, quindi, della differenziata porta a porta, si abbassa ancora di più.

C’è poi l’aggravante del cassonetto dell’umido, per tutti i problemi che questo comporta. La sostanza organica qui è concentrata, il cassonetto puzza di più e ci si può infilare dentro qualsiasi cosa o altro tipo rifiuto. L’umido che se ne ricava è di modeste quantità rispetto alle potenzialità e, generalmente, è anche sporco.

Quello della impurità è il problema più grande di questo sistema. La Tersan di Modugno, unico impianto di compostaggio funzionante nella provincia di Bari, accetta organico fino a un massimo del 3% di impurità, oltre non lo ritira. Una purezza impossibile da raggiungere con la raccolta stradale, l’organico così separato di solito finisce in discarica vanificando la raccolta differenziata.

Il cassonetto del secco residuo pone più o meno gli stessi problemi, è come una piccola discarica, ci può finire dentro qualsiasi cosa. Questo tipo di raccolta deresponsabilizza i cittadini circa la corretta separazione del rifiuto perchè è incontrollata.
Quanti anziché mettere due buste in due contenitori diversi metteranno tutto in una busta e in un solo contenitore? Ad essere ligi al dovere bisognerebbe uscire di casa con tre buste da buttare in tre cassonetti diversi o portarne una alla volta in momenti diversi. Senza contare che nei cassonetti stradali potrebbe finire anche la carta e la plastica, vanificando il costo del porta a porta parziale già a quel punto appaltato che ammonta a 293.500 euro/anno.

Un siffatto sistema  è difficile che funzioni, non lo pianifica nessun comune e là dove esiste la raccolta differenziata è per qualità e quantità molto scarsa.
Da questo sistema la Selleri si “attende” una percentuale di raccolta differenziata minima del 45,2% senza entrare nello specifico delle frazioni differenziate e delle loro relative quantità.

Nel caso pure dovesse funzionare così come è stato teoricamente pianificato, il sistema produrrà, per stessa ammissione della Selleri, una percentuale di raccolta differenziata che è al di sotto di quella minima imposta dalla legge nazionale (la 152/2006 prevedeva il 45% già nel ’08 e il 65% nel 2012) e dal Piano regionale rifiuti del ’05 (che per il 2010 prevede il 55% di differenziazione).

LA TARIFFA CE LA SOGNAMO
L’altra criticità del sistema Selleri è che non favorisce, anzi, ostacola, la trasformazione della TARSU in Tariffa. Oggi noi paghiamo in base ai metri quadri della casa, ed è una tassa fissa che non tiene conto dei comportamenti virtuosi dei cittadini.

La Tariffa, invece, dà la possibilità di premiare gli utenti che più differenziano perchè è strutturata in modo flessibile. Una parte è fissa (copre il costo delle attrezzature, del personale...), una parte è variabile: aumenta o diminuisce a seconda di quanto si differenzia. La logica è: più si differenzia, meno indifferenziato si consegna, meno si paga.
Ci sono comuni in Italia che  hanno una tariffa estremamente puntuale, personalizzata, basata sul contenitore del secco residuo che viene dato in casa e che ha un microchip (transponder) con il codice dell’utente che segna il numero degli svuotamenti. Più svuotamenti di indifferenziato fa l’utente, più alta è la tariffa. Questo sistema crea un circolo virtuoso: i cittadini tendono a produrre meno rifiuti per pagare meno. E’ una tendenza che gli istituti nazionali preposti alla elaborazione dei dati ambientali (APAT, ONR) registrano scientificamente.

Noi avremo non solo i cassonetti del generico per strada, di tutti e di nessuno; ma non avendo anche la  raccolta porta a porta integrale su tutto il territorio, 17.000 abitanti non potranno usufruire dei benefici della tariffa perchè non si saprebbe su cosa calcolarla. Solo sulle utenze del centro storico e su quelle non domestiche, cioè neanche il 10% del totale, potrà essere applicata.

I COSTI
Il documento della Selleri parla di 1.650.000 euro Iva inclusa di raccolta rifiuti, spazzamento e servizi vari da porre a base di gara per un appalto di 9 anni. A questo c’è da aggiungere lo smaltimento in discarica, 550.000 euro. Il costo complessivo del nuovo appalto per il comune è di 2.200.000 euro.

Pagheremo un costo più alto di quasi 300.000 euro per risultati, in termini di differenziato e di efficienza della gestione, molto aleatori. Risultati che la Selleri si guarda bene dal definire nel suo documento, sia sul piano qualitativo, sia su quello quantitativo.

CONCLUSIONE
Le cose potrebbero andare decisamente in modo diverso, è una questione di volontà e scelta  politica. Bisogna capire qual è l’obiettivo che l’amministrazione Romagno vuole raggiungere su una questione così importante per il paese.

A quelle due commissioni consiliari io ho partecipato e, francamente, l’impressione che ne ho ricavato è quella che maggioranza e amministrazione si stanno preoccupando più di imbastire una gara d’appalto fatta su misura per un certo tipo di appaltatore, piuttosto che far fare alla gestione dei rifiuti a Rutigliano un passo avanti verso la modernizzazione del sistema.

Non mi è piaciuta neanche la “filosofia” che sta dietro a questa scelta, che aleggia nella testa degli amministratori e il cui maggior esponente è l’ex vicesindaco ed ex vicepresidente dell’ATO Ba/5 Oronzo Valentini (consigliere comunale PDL). Secondo questa filosofia i rutiglianesi non sarebbero in grado, culturalmente, di praticare la raccolta differenziata porta a porta e sarebbero assaliti da un senso di smarrimento nel caso gli si togliessero i cassonetti dalla strada.
Una idea distorta, direi offensiva, dei propri cittadini che è evidente non risponde a realtà.

Anche a Rutigliano i cittadini sarebbero capaci di differenziare con coscienza tutti i rifiuti, bisogna solo metterli nelle condizioni di poterlo fare e fare bene.