TELONI, INTERVISTA AL DIRETTORE DEL POLIECO. AUDIO

Polieco_simbolo


Su “rutiglianoweb” da tempo è aperta una interessante discussione fra i suoi affezionati visitatori su un problema grande che affligge il nostro paese, uno dei più importanti centri produttivi dell’uva da tavola in Italia.

Non è solo una questione di ordinario smaltimento di rifiuti speciali. Quella dei teloni agricoli esausti è ormai una emergenza a Rutigliano per la sconsiderata abitudine di abbandonarli sul suolo in ogni dove.

Lo abbiamo visto in sala consiliare l’altro giorno, è sotto gli occhi di tutti: il fenomeno ha raggiunto livelli di guardia. Un paese che ha nella produzione di uva da tavola pregiata il fondamento della sua economia, una agricoltura che nei suoi impianti utilizza in modo massivo il polietilene, non può non attrezzarsi, non può non mettere in campo tutte le iniziative, le energie e le sinergie possibili per fornire agli operatori una soluzione al problema. E’ evidente che da soli non ce la fanno.

Sullo smaltimento e il recupero dei teli si sono dette e si dicono tante cose. C’è approssimazione, scarsa informazione, assenza totale di iniziativa non solo da parte del comune, ma anche da parte dell’intera platea degli agricoltori, delle organizzazioni produttive, delle associazioni e sindacati di categoria, dei tecnici agrari e consulenti commerciali.

Per dirimere la questione sono andato direttamente alla fonte. Ho chiamato al telefono il POLIECO, mi hanno passato il direttore, la dott. Claudia Salvestrini.

Il contributo che si paga al momento dell’acquisto dei teli «è un contributo ambientale», ma qui, dice la Salvestrini, «noi abbiamo una forte evasione».
Là dove il contributo l’agricoltore l’abbia pagato «il costo del recupero e del riciclaggio del materiale è a titolo gratuito purché non si pretenda la raccolta porta a porta», cioè sul posto.

Il recupero, dunque è gratuito, ma se si vuole che qualcuno venga a prendere i teli dal fondo o da qualsiasi altra parte, «la venuta a prendere si paga».
L’agricoltore per non pagare deve portare lui il materiale ai centri convenzionati POLIECO, ce ne sono una settantina in Puglia, come sentirete dall’intervista. Lo stesso identico discorso vale anche per i teli retinati cosiddetti non riciclabili: lo smaltimento è gratuito.
C’è però una conditio sine qua non alla gratuità: bisogna aver dimostrato, con le fatture di acquisto dei teli, di aver pagato il contributo POLICO.

La dott.sa Salvestrini fa una proposta interessante che eviterebbe il trasporto individuale ai centri di recupero o di smaltimento. Il materiale l’agricoltore può «conferirlo direttamente lui, oppure organizzarsi attraverso le associazioni agricole, Concooperative, Coldiretti..., per l’allestimento di un punto di raccolta da cui le aziende lo vanno a prendere».

L’altra cosa interessante che il direttore del POLIECO dice à che in Puglia non si sono mai avuti problemi circa il ritiro di questo materiale da parte dei centri preposti.
«Se il territorio  -dice- versa in una situazione di difficoltà, noi possiamo venire giù e vedere come aiutare, non ci siamo mai tirati indietro davanti a niente e a nessuno».

L’altra cosa, molto interessante, è la disponibilità del POLIECO circa il fenomeno dell’abbandono dei teli. Di fronte alla segnalazione di questo problema «il Polieco si attiva -dice il direttore- attraverso la provincia competente per vedere intanto la situazione, lo stato dell’arte attuale per poi attivare tutti gli strumenti che individuino i responsabili e poi vedere di portare via il rifiuto, con gli organi preposti, presso le piattaforme».

Quando ha saputo del fenomeno dell’abbandono dei teli la Salvestrini è scesa dalla nuvole, nel senso che gli è sembrato strano un fenomeno del genere perchè, dice, «gli impianti di riciclo esistono, il materiale è un materiale buono; abbandonare un materiale che può avere anche un prezzo sul mercato a me sembra...». «Quello che mi fa specie -dice ancora- è che in un momento dove i nostri riciclatori cercano il materiale, questo lo si abbandona». «Lei immagini che il polietilene è la plastica più buona, più privilegiata per il riciclo, è un ottimo rigenerato. Non capisco per quale motivo questi lo abbandonano».

Dal colloquio è venuto fuori che più che il comune è la Provincia ad avere un ruolo importante nella gestione di questo problema, è l’ente che autorizza i centri di raccolta e ne controllo la corretta gestione.

Direttore, se a Rutigliano si organizza un centro di raccolta dei teli e lo si comunica al POLIECO, voi venite periodicamente a prendervi il materiale?
«Il Polieco o le aziende da noi incaricate, sì certo, vengono a ritirarlo. Non escludo che si possa scendere anche noi a vedere come possiamo risolvere il problema. Però se nessuno mi comunica che c’è questa emergenza è ovvio che nessuno si attiva».

Incredibile, la disponibilità del POLIECO a risolvere il problema teli a Rutigliano mi ha sorpreso, e mi sorprende ancora di più il fatto che l’organo per legge preposto al recupero e allo smaltimento del polietilene non sia mai stato messo a conoscenza del problema.

Noi di rutiglianoweb stiamo pensando di organizzare un incontro pubblico tra tutti i soggetti attori in campo: agricoltori, associazioni di categoria, consulenti, commercialisti, POLIECO, Provincia e amministrazione comunale.
Sarebbe imperdonabile se il paese si facesse sfuggire questa occasione.