Venerdì 16 Novembre 2018
   
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FITOFARMACI E ABITAZIONI, UN PROBLEMA DA RISOLVERE

tendoni_abitazioni


Questo è il periodo in cui si comincia con le pompature nei tendoni. Tutto normale se non fosse che a Rutigliano ci sono impianti di uva da tavola a pochi metri dalle abitazioni. Via San Lorenzo, via Orchidea, via Montevergine, via del Ciliegio -per citarne alcune- sono interessate da questo problema. Per i cittadini che abitano lì ogni anno è una battaglia con l’agricoltore che ha la necessità di pompare il vigneto.

Sono assaliti dalla preoccupazione per le conseguenze sulla salute che l’aerosol di fitofarmaci sparato a pochi metri dai balconi possa procurare nel tempo.
La paura a tenere stesi i panni, a far giocare i bambini sui balconi e nei giardini o semplicemente per strada; non poter tenere nulla fuori per il timore che, da un momento all’altro, il contadino si metta a pompare. E’ una situazione di forte disagio, un conflitto difficilmente sanabile verso il quale l’amministrazione comunale dovrebbe rivolgere la dovuta attenzione.

Da diversi giorni i prodotti che si stanno usando in agricoltura sono gli anticrittogamici (funghicidi), combattono la peronospora e l’oidio. Ci dicono che già si sta passando a trattamenti con pesticidi, specifici per gli insetti (frankliniella, acari, tignola...).

Il sindaco precedente ha provato (c’è da dire con grande ritardo) due anni fa a regolamentare, con una ordinanza, l’irrorazione nei pressi del centro abitato. Da allora ad oggi non è cambiato nulla, il problema è sempre lo stesso.

Nel servizio video-audiografico che vi proponiamo qui sotto si parla di questo problema, della necessità di emanare una nuova ordinanza che preveda sanzioni vere e, soprattutto, i soggetti preposti al controllo; della necessità di creare una fascia di rispetto tra impianti di uva da tavola e anello più esterno del centro abitato da inserire come norma negli strumenti urbanistici.

Su questo abbiamo intervistato il sindaco Roberto Romagno.

Buona visione

 

Commenti  

 
#48 ciani 2010-05-30 23:19
be... allora che vogliono? dare solo fastidio? se sei nella norma tranquilla..
 
 
#47 me 2010-05-30 23:10
per non parlare del tendone "attaccato" all'ospedale
 
 
#46 Teta 2010-05-30 21:27
E' quello che ho detto Ciani...
Io le regole le conosco e le rispetto. Ma i vigili (e dippiù) vengono sempre chiamati.
Ogni volta:
-patentino
-contratto smaltimento contenitori
-assunzione dipendente ecc.
-visite mediche
-documento valutazione rischi

a posto! Multa? No, perchè siamo in regola!!!!
La prossima volta? di nuovo....
 
 
#45 ciani 2010-05-30 14:55
Teta , se leggi i miei post capirai che la mia lancia e' spezzata in favore di chi coltiva dato che mi sento di difendere la categoria perche ne faccio parte, ora dico solo come scritto piu sopra che la frittata e' fatta . Che facciamo spiantiamo tutto e ci facciamo pagare dal comune o da qualcun altro? co sti chiari di luna chi ti da i soldi per campare? il comune? Capisco la tua amarezza quando coltivi la tua piantagione e chiamano i vigili ma qui o si stabiliscono delle regole precise per questi casi "particolari " o non se ne viene a capo : Orari da rispettare, fitofarmaci adeguati e poco nocivi , rispetto per l'ambiente circostante e..perche' no per i trasgressori anche qualche sanzione, rivolgendomi al sign Fortunato avevo spiegato ,e tu lo sai ,che ci sono fitofarmaci e fitofarmaci quindi come vedi il buon senso da parte di tutti e' auspicabile, saluti.
 
 
#44 Teta 2010-05-30 10:35
Giusto Ciani!
Colpevolizzare il contadino che possiede un tendone vicino alle abitazioni non è giusto... pur rispettando gli orari e le quantità di fitofarmaci il problema sarebbe sempre quello... Che irrori di giorno o di sera per chi abita in prossimità sarebbe sempre un fastidio.
Adesso non si può andare a dire al proprietario che deve estirpare la coltivazione perchè un costruttore X ha deciso di costruire in quella zona.
Allora bisognerebbe adottare una fascia di rispetto dove chi costrisce e non chi coltiva non deve avvicinarsi.
Possiedo un terreno (non a Rutigliano) vicino ad una struttura ricettiva e ogni volta pur rispettando tutte le regole agronomiche chiamano sempre i vigili urbani... Chi ha ragione in quel caso? Dovrei togliere una coltivazione esistente e autorizzata per far felici i proprietari??
Passare al biologico è impossibile nel giro di poco tempo.... Sono necessari almeno 3 anni di transizione ammesso che la coltivazione sia in grado di sopportare gli attacchi patogeni e climatici.
 
 
#43 antonio fortunato 2010-05-30 10:18
caro ciani, non avevo nessuna intenzione di descrivere l'agricoltore come quello intento a "fregare il prossimo".
Parlavo della necessità di dare una "svolta";ritenevo e ritengo necessario uscire da una fase "imitativa" (.. ti ricordi quando a un certo punto, negli anni 80, ci fu una corsa al kiwi ... iniziò uno e tutti lo seguirono .. per poi spiantarlo dopo pochi anni .... o dell'uva apirene più recentemente .. anche se adesso sull'uva senza semi si vede un miglioramento della qualità)per definire tra produttori un disciplinare che, TRA L'ALTRO, definisca anche il tipo di coltivazione per evitare la sovraproduzione e di rincorrersi uno con l'altro; per es., in certe zone si coltiva uva solo di un tipo, in altre di altro tipo, e cosi via.
Ritengo che sia tempo di ragionare come una unicità di soggetti con scopo comune e non come soggetti singoli che si fanno concorrenza e si imitano l'uno con l'altro( e nella ricerca della produzione dell'uva più grossa e più bella dell'altro agricoltore ... si aumentano i trattamenti tutti).
 
 
#42 ciani 2010-05-30 00:56
Grazie per la crudezza ma caro signor fortunato non e' completamente aggiornato riguardo ai disciplinari che, ci sono gia qui . Hai ragione quando descrivi la realta trentina delle mele , tutti guardano li, ma il trentino e' moooolto lontano da noi cosi come le persone che ci abitano (...). Il disciplinare che da noi si sta introducendo GRADUATAMENTE si chiamava EUREPgap ora sostituito dal piu aggiornato GLOBALgap che dovrebbe andare definitivamente in vigore per tutti entro il 2013 e dove si sara' tenuti a osservare delle norme comportamentali molto severe per quanto riguarda la coltivzione dell'uva da tavola e non solo . Be come vedi c'e' una bella differenza dalla figura di agricoltore che hai descritto tutto intento a fregare il prossimo per fare l'uva piu bella del vicino , personalmente non mi riconosco nella descrizione data da te perche molti come me lavorano in silenzio e senza molte chiacchiere perche' ti garantisco che in questo frangente non c'e tempo per perdersi in pettegolezzi , certo il mondo e' fatto ma mille figure diverse sta a chi guarda saper giudicare chi chiacchiera da chi fa fatti e basta. Una cosa e' certa anche noi siamo in piena evoluzione sia come tecniche di lavoro che come mentalita' (che ti credi eheh ) e vedrai che alla fine di tutto ci sara' chi ,quando comincera' ad irrorare il tendone vicino ad una abitazione si fremera' a pensarci prima un po...
 
 
#41 dolores 2010-05-29 21:13
caro peter pan sei simpaticissimo sei come zorro in ogni post lasci il "segno" cari...... saluti :D
 
 
#40 Peter Pan 2010-05-29 19:24


Come dargli torto!!!:cry:
 
 
#39 Agricoltore 2010-05-29 15:23
Mica sapevo che esistessero tanti saputi.
Complimenti, da professionista, ho trovato molti interventi utili e veritieri. A questo dovrebbe servire, questo scambio di post, e non ad offendersi. Nuovamente complimenti a tutti
 
 
#38 antonio fortunato 2010-05-29 13:45
PARTE 3
Se ne esce da questa situazione? Ha ancora un futuro la coltivazione dell’uva da tavola?

Io penso di si, se l’agricoltore riuscirà a fare quel salto di mentalità da unico soggetto ad una unicità di soggetti con scopo comune.

Unicità di soggetti che definiscono e rispettano dei disciplinari di produzione e coltivazione e che commercializzano il loro prodotto.

Penso, per esempio, ai disciplinari dei consorziati delle mele del trentino, ma ce ne sono tanti altri.

Interessante è una delle premesse di un disciplinare:” ..Il Disciplinare vede oggi maggiormente accreditate quelle pratiche agronomiche e quelle tecniche di controllo dei fitofagi, consolidate nelle esperienze di sperimentazione e verifica degli ultimi anni, sempre più vicine, per quanto possibile, all'obiettivo di un'agricoltura pulita e rispettosa dell'ambiente”;
…. “chi si muoverà in questa direzione potrà continuare a far valere la ”qualità” come fattore di vantaggio competitivo sul mercato. Solo in questo modo i produttori potranno salvaguardare il loro reddito, la loro salute ma anche i rapporti con tutta la collettività e l’ambiente, che rappresenta il motore primo della loro attività”.

Ma il disciplinare non è solo questo, detta norme/indicazioni su tutto il ciclo di produzione del cultivar, dall’impianto alle scelte del portainnesto, alle caratteristiche del terreno, alla gestione del suolo, alla nutrizione, alla protezione e difesa dei frutti, ai requisiti di qualità del frutto da commercializzare, ecc.

E arriviamo, di conseguenza, alla commercializzazione del prodotto.

Il produttori di mele si sono consorziati anche allo scopo di difendersi dalla “maggiore competitività dei mercati sia italiani che europei, spettatori di eccedenze produttive capaci ormai di compromettere seriamente non solo i prezzi di vendita ma soprattutto i delicati equilibri economico-produttivi”.

Sono cosciente che l’ipotesi di disciplinari nella coltivazione dell’uva da tavola e di consorzi per la commercializzazione può apparire al rutiglianese una chimera o una utopia, ma – a mio modesto parere – è l’unico modo per poter crescere e prosperare senza rincorrersi, sostenendo maggiori costi, ed eliminando un passaggio che fa solo … prosperare il commerciante/esportatore.

Chiedo ancora scusa per la crudezza della mia analisi.
 
 
#37 antonio fortunato 2010-05-29 13:44
PARTE 2
L’agricoltore rutiglianese è bravissimo nella coltivazione dell’uva da tavola, testa bassa e lavorare tanto; … alza la testa solo per vedere cosa fa l’altro coltivatore, per imitarlo .. per carpire eventualmente .. i suoi segreti nei trattamenti e nella coltivazione di questa o quella qualità di uva.
Uno spirito imprenditoriale MONOCULTURALE “impastato” di conformismo, di emulazione, di imitazione ed egocentrismo che ha portato alla trasformazione di ogni terreno, alla macinatura di ogni pietra, e non solo, e che spinge l’agricoltore a produrre uva sempre più bella (… ma non per questo più buona) in modo da poter dire agli altri – adesso sto estremizzando - una frase che sento in maniera ricorrente: IO SONO MEGLIO DI TE (.. non so scriverlo in dialetto); questa ricerca del più bello e più grosso si “sublima” a settembre, poi, nella premiazione del grappolo più grosso (… ma non più buono o dalle migliori qualità organolettiche).
Questa “corsa” a inseguirsi e superarsi in una coltivazione monoculturale non ha prodotto gli effetti sperati (… sono passati i tempi dei grossi guadagni iniziali, quando i tendoni erano pochi e pochi erano gli imprenditori agricoli che lavoravano sugli anticipi o sui posticipi).
Ma anzi, gli agricoltori sono “stretti” da costi sempre maggiori ( e il costo dei fitofarmaci è parte preponderante) e dai prezzi fatti dai commercianti/esportatori che possono giocare sulla sovrabbondanza dell’offerta e della qualità.
(…. Un paragone: un tempo le aziende assumevano, per certi lavori, i diplomati…. poi con la sovrabbondanza di laureati hanno incominciato ad assumere solo loro e adesso … per il medesimo non qualificato e qualificante lavoro, cercano quelli con i master di specializzazione).
 
 
#36 antonio fortunato 2010-05-29 13:42
PARTE 1
Caro Ciani, da questo nostro civile ed urbano scambio di informazioni, mi viene da dire che da questa situazione … non ne usciamo (..sembra di vedere il gatto che gira su se stesso per prendersi la coda).

Se non è la frankiniella è la peronospora, se non è quest’ultima è la tignola e così via.

Preoccupante è che nel corso degli anni i ceppi diventano sempre più resistenti ed anche i principi attivi dei fitofarmaci – pure quelli T+ - diventano poco efficaci o addirittura inefficaci, con la conseguenza di maggiori irrorazioni, di maggiori costi per l’agricoltore e con un sempre maggiore “scadimento” della qualità della vita per i cittadini ( … per non parlare di quelli che vivono a stretto contatto con i tendoni).

Da osservatore non rutiglianese - eppure cittadino rutiglianese - non coinvolto dai problemi dell’agricoltore (… ma sicuramente preoccupato per la qualità della vita mia, dei miei cari e della collettività tutta) ma curioso ed attento, mi verrebbe voglia di trarre delle considerazioni, alcune delle quali, forse, potrebbero apparire estremiste e crudeli; e già da ora chiedo subito scusa per la mia brutalità.
 
 
#35 dolores 2010-05-29 10:45
..... Carissimo ciani se questi prodotti fossero stati usati nel tempo con buon senso e più parsimonia da i nostri amici "agricoltori" credo che oggi staremmo un pò più tranquilli..... .non condanno l'utilizzo e l'impiego di questi prodotti perchè hanno contribuito a migliorare la produzione del nostro prodotto e di conseguenza ad avere maggior introiti, ma in tutte le cose se uno eccede o ne fa un uso spropositato ottiene effetti contrari..... sai benessimo che l'utilizzo indiscriminato di questi prodotti ha alterato il nostro ecosistema infatti molti parassiti o insetti dannosi e pericolosi per la nostra "uva" sono risultati con il tempo più resistenti ai trattamenti tant è che molti prodotti sono stati sostituiti da altri più aggressivi e pericolosi perchè hanno perso la loro efficacia inoltre altro dato importante significativo e non trascurabile è stata la poca conoscenza (dammeno atto forse oggi un pò meno grazie ai corsi a cui vi sottoponete)dell'uso esatto e dei pericoli di questi prinicpi attivi.....e pur vero che molti prodotti sono stati banditi dalla circolazione perchè ritenuti altamente pericolosi per la salute dell'uomo e che ci sono regole più restrittive come avere l'autorizzazione per acquistarli....speriamo che la ragione e il buon senso prevalgano sempre......cari saluti
 
 
#34 ciani 2010-05-29 01:04
dunque signor Fortunato ti ringrazio per (posso darti del tu?) la bella ricerca effettuata e anche ben articolata se posso dare un ulteriore contributo a esplicare la situazione ci provo in poche parole, per quanto riguarda la nostra beneamata frankiniella devo dirti che il pollifago ,perche di questo si tratta, e' un insetto che non e' un killer spietato che tutti crediamo pero' se lasciato fare crea problemi serissimi alle nostre colture .Spiego,se si lascia che l'insetto punga gli acini e quindi lasci quella macchie biancastre sugli acini il problema non e' affatto estetico perche'quelle punture e quindi ferite si rompono e provocano marciume quando l'acino colpito matura cioe' si ingrossa ed e' proprio quello che non deve succedere perche il marciume si propaga specie in condizioni di umidita' e ne va di mezzo il grappolo intero con danni che ti lascio immaginare. Ora ritornando al nostro problema i prodotti veramente efficaci contro questo insetto oppure i principi attivi efficaci sono tre o quattro di cui uno e' classificato (ahime') molto tossico , gli altri sono largamente meno nocivi per l'uomo ed e' su quelli che bisogna puntare affinche' la comunita' stia piu tranquilla per la propria salute. Posso aggiungere che oltre che alla frankiniella c'e' anche la tignola che non ci fa dormire sonni tranquilli perche se non controllata depone le uova sulla superficie degli acini che quandono si schiudono fanno si che la larvetta che esce non ha altro da fare che penetrare all'interno dell'acino ed e' li che non la tiri fuori nemmeno con le bombe atomiche:In conclusione come agricoltore io e gli altri come me reclamiamo il diritto a difendere le nostre colture e se tutti fossero uomini di buon senso sta tranquillo che non ci vogliono ordinanze particolari per tutelare la salute dei nostri concittadini che potrebbero essere tranquillamente nostri figli o mogli . Saluti
 
 
#33 menico 2010-05-28 21:03
vorrei ricordare a chi dice che non si può fare a meno dei fitofarmaci che questi oltre ad inquinare l' aria ( e questo è il minore dei mali) inquinano le falde acquifere. l' italia ha un livello molto alto di inquinamento delle falde. non siamo la zona più inquinata ( lo è la pianura padana) ma l' idea di bere acqua con dei pesticidi è assolutamente incredibile (almenochè qualcuno pensi che si potrebbe innaffiare e curare le piante con la stessa acqua!). l' unione europea si sta muovendo in tal senso quindi vi chiedo: cosa farete quando vi vieteranno l' uso di queste sostanze? cominciate a prepararvi e smettetela di vedere il biologico come una chiacchiera.
 
 
#32 antonio fortunato 2010-05-28 19:22
Sia chiaro che questa mia replica non ha lo scopo di entrare in polemica con Ciani ( .. non so se sia il nome o il nikname); anzi vuole essere un modo proficuo – proprio grazie al contributo di Ciani - di capire, per un neofita come me, uno dei fenomeni che interessano l’uva da tavola.
Ho sintetizzato solo alcune informazioni scientifiche da internet, sulla frankiniella (…Sugli acini delle uve da tavola si osservano punti necrotici circondati da una maculatura biancastra. Gli acini vengono attaccati fino a quando hanno un diametro inferiore a 0,5 cm. Anche in questo caso il danno è esclusivamente estetico).

A)La lotta nei confronti di Frankliniella occidentalis presenta alcune difficoltà dovute principalmente a:
•difficile rinvenimento delle fome mobili, che di giorno si riparano nel terreno o in anfratti della pianta;
•manifestazioni sintomatologiche inizialmente poco evidenti, ma con seguente esplosione repentina:
•resistenza del fitofago verso molti principi attivi; tale resistenza è dovuta anche alla caratteristica dell’insetto di ripararsi in zone nascoste della pianta non venendo quindi raggiunto dal trattamento.
B) L'esecuzione dei trattamenti insetticidi (spinosad, lufenuron, acrinatrina) deve tenere conto degli eventuali effetti negativi nei confronti di altri insetti limitatori naturali del fitofago, la cui riduzioni abbinata al rischio di insorgenza di resistenze potrebbe aggravare il problema anziché risolverlo.
C) CONTROLLO AGRONOMICO E CHIMICO- Difficoltoso. Distruzione dei resti della coltura e disinfestazione del terreno. Gli interventi chimici (con acrinatina, metiocarb, metamidofos, dimetoato, spinosad) danno risultati parziali per difficoltà di raggiungere neanidi e adulti, rapido susseguirsi di cicli, rapida comparsa di ceppi resistenti.

D) LOTTA CHIMICA -Principi attivi efficaci: acrinatrina, spinosad, metiocarb, metamidofos;fumigazioni con sulfoteppin ambiente protetto.
Risultati parziali e di breve durata, per:
-difficolta’a colpire gli stadi localizzati nelle parti piu’ protette della vegetazione e all’interno dei fiori;
-rapido susseguirsi delle generazioni, con accavallamento di stadi;
-rapida comparsa di ceppi resistenti.

Dalla letteratura scientifica, sembrerebbe che la lotta chimica alla “frankiniella” sia una lotta impari, quasi persa in partenza ed, in ogni caso, proprio per limitare la sua propagazione si fa uso frequente di prodotti chimici che non danno i massimi risultati sperati, con notevole aggravio di costi per l’agricoltore e con l’eliminazione di quegli insetti predatori che ne potrebbero limitare il prolificarsi.
Da un agricoltore esperto ed informato come Ciani e ringraziandolo per la Sua disponibilità, mi piacerebbe capire se la situazione è proprio quella che viene descritta.
 
 
#31 Peter Pan 2010-05-28 14:51
X Ciani,
purtroppo non tutti sanno scegliere bene o non vogliono scegliere!:cry:

Ecco il perchè di una nuova ordinaza, con l'aiuto dell'Asl e di chi di competenza, bisogna elencare gli eventuali prodotti fitofarmaci e pesticida meno rischiosi alla salute dell'uomo e all'ambiente!

Ricordiamo che molte delle falde acquifere della zona sono inquinate per l'effetto di tanti anni di uso sproporzionato di fitofarmaci e pesticida!
Tutto ciò insegna che le coltivazioni che sfruttano le acque del sottosuolo, non siano tanto "GENUINE" come si vuol far credere!


Quindi diamo una SVOLTA A TUTTO CIO'!
 
 
#30 ciani 2010-05-28 01:17
Rispondo al sign. fortunato su due punti : chi fa trattamenti quando gli gira la testa e' raro da trovare perche per es la frankiniella colpisce nel giro di ore e non di giorni e quindi la tempestivita' e' fondamentale come per es. i trattamenti subito dopo la pioggia ti salvano dalla peronospora e cosi via ,quello che mi preme dire e' soltanto che esistono prodotti fitosanitari meno nocivi di altri basta leggere sulle confezioni dei fitofarmaci dove ci sono quattro scale di pericolo per l'uomo che vanno dalla semplice dicitura "attenzione manipolare con prudenza " a " molto tossico " e a fianco c'e' in bella vista un logo con un teschio che la dice lunga su quanto sia pericoloso ,chi ha conseguito come me il patentino che mi abilita all'acquisto e la detenzione e l'uso di questi prodotti lo sa , altro e' solo ignoranza:Voglio aggiungere solo una cosa molto importante , che la scala tossica per l'uomo non vale per gli insetti da combattere dato che certi principi attivi poco tossici per noi lo sono tantissimo per i parassiti da combattere , ecco perche' dicevo prima che basta saper anche scegliere bene per non creare problemi a chi abita nelle vicinanze dei tendoni
 
 
#29 antonio fortunato 2010-05-27 09:38
Leggo dichiarazioni di buon senso da parte di Ciani.
Il problema dell'uso dei fitofarmaci in prossimità delle abitazioni, come ho già detto, si risolve con il buon senso e con il contemperamento delle giuste esigenze di chi ci abita e di chi lavora.
Ho affermato che sono tollerante se i trattamenti vengono fatti la mattina presto e molto meno tollerante quando i trattamenti vengono effettuati durante tutta la giornata.

Rapporti di ... buon vicinato mi hanno portato a perseguire questa soluzione.
Soluzione che dura solo qualche giorno ... perchè poi i trattamenti vengono effettuati quando .."gira per la testa" all'agricoltore!

E quando ricordi a quest'ultimo gli accordi presi ... ti senti rispondere che il trattamento effettuato.. .. non è tra quelli pericolosi!
Come se tu potessi controllare i prinicipi attivi da lui usati; e che vuol dire non pericoloso? che i principi attivi non sono tra quelli considerati tossici o più tossici?
E poi non è tanto l'olezzo che da fastidio, ma è la deriva dei prodotti chimici usati che ti arrivano a casa, perchè - raccontiamocela tutta - nessuno chiude l'erogatore quando passa al confine.

E non voglio parlare dell'erba e delle piante "bruciate" al confine o dei cani morti perchè ... poveri fessi.. andavano ad abbaiare durante i trattamenti ed inalavano i prodotti.

Lei sa benissimo che è utopistico pensare di risolvere parte del problema con prodotti meno tossici.

E quanti sono gli agricoltori che trattando il proprio tendone usano le protezioni? E quanti dopo il trattamento prendono le precauzioni per "bonificarsi" dai trattamenti? E qunti sono quelli che pensano che nella miscelazione dei prodotti è meglio abbondare rispetto alle prescrizioni?
La gestione e l'utilizzo di questi prodotti - più o meno tossici - richiede il rispetto delle regole .... per questo motivo chiedo che vengano fatti i controlli (anche nell'interesse dell'agricoltore che molte volte sottovaluta la pericolosità anche per se stesso) e che l'Amministrazione Comunale ( .. poco importa che sia di destra, centro o sinistra) esca dalla sua ondivaga e sonnacchiosa posizione e dia indicazioni e disposizioni per l'effettuazione dei controlli.
 

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