Lunedì 19 Novembre 2018
   
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PRO LOCO:FRAMMENTI DI CINEMATOGRAFIA PUGLIESE

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Sono diversi i film e le fiction ambientate nelle località pugliesi, tante utilizzano il nostro territorio come location, solo alcune lo raccontano. La rassegna cinematografica proposta tocca in sintesi lungometraggi che attraverso luoghi, personaggi e folklore hanno fatto conoscere la nostra terra in tutti i suoi aspetti, anche quelli ormai dimenticati.

Si parte dai film muti del primo trentennio del Novecento come Maria…vieni a Marcello, il primo ad essere girato in Puglia, e Idillio Infranto, prima pellicola in cui appare la città di Bari, sfondo di una originale storia pre-neorealista fatta di lotte contadine e conflitti sociali.

Il percorso toccherà in un secondo momento la saga dei film di serie B, o b- movie, firmati da Mariano Laurenti, girati tra Bari e Taranto per raccontare vizi e capricci della provincia pugliese degli anni Settanta e Ottanta.
Infine si approderà al cinema d’autore con Alessandro Piva, dove il territorio fonde sogno e ricordo per dare libero sfogo al lirismo del regista  e con Sergio Rubini, attore e regista. Dopo aver avuto esperienze radiofoniche, esordisce sul grande schermo nel 1985 con Figlio mio infinitamente caro, a cui faranno seguito nel corso di un anno Desiderando Giulia e Il caso Moro. Nel 1987 svolse i provini per interpretare il ruolo di Fellini giovane per la pellicola Intervista, e con sua grande sorpresa riuscì ad ottenere la parte. Anche se il maestro di Rimini lo considerava più somigliante a Vittorio De Sica che a se stesso, appena lo vide di persona per la prima volta gli disse: "Complimenti, signor Rubini, lei, all'opposto della maggioranza degli attori, assomiglia alle sue fotografie". Il primo ruolo da protagonista lo ottiene lo stesso anno nell'opera prima di Giuseppe Piccioni, Il grande Blek.

La sua esperienza nel cinema subisce una svolta nel 1989, anno in cui incontra l'autore e sceneggiatore Umberto Marino, con cui inizierà un lungo e fecondo sodalizio artistico.

Nel 1990 esordisce come regista con La stazione, film tratto da un'opera teatrale proprio di Marino, cui seguono La bionda (1993), la commedia Prestazione straordinaria (1994), sul tema delle “molestie sessuali”, Il viaggio della sposa (1997), Tutto l'amore che c'è (2000), L'anima gemella (2002), L'amore ritorna (2004), La terra (2006), Colpo d'occhio (2008) e L'uomo nero (2009).

Il suo modo di fare cinema sarà influenzato anche da due figure fondamentali: l'attrice Margherita Buy, compagna di lavoro e poi di vita, e il regista Gabriele Salvatores che, con Nirvana (1997), Denti (2000) e Amnèsia (2002), ne estrapolerà l'aspetto surreale, avviandolo verso un'inedita ed ulteriore crescita.

Attraverso Salvatores, Sergio Rubini entra in contatto con il "gruppo", che comprende una grossa fetta del Teatro dell'Elfo (Bebo Storti, Antonio Catania, Elio De Capitani, Paolo Rossi, Claudio Bisio, Gigio Alberti) e altri attori come Diego Abatantuono e Silvio Orlando.

Nel frattempo continua a lavorare come attore in film di altri registi, come Giuseppe Piccioni (Chiedi la luna, 1991), Carlo Verdone (Al lupo, al lupo, 1993), Giuseppe Tornatore (Una pura formalità, 1994), Pino Quartullo (Storia d'amore con i crampi, 1995), Francesca Archibugi (L'albero delle pere, 1998), Anthony Minghella (Il talento di Mr. Ripley, 1999), Alessandro Piva (Mio cognato, 2003), Giovanni Veronesi (Manuale d'amore, 2005, e Manuale d'amore 2, 2007), Alessandro D'Alatri (Commediasexi, 2006), Vincenzo Salemme (No problem, 2008), Susanna Nicchiarelli (Cosmonauta, 2009), Riccardo Grandi (Tutto l'amore del mondo, 2010).


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