Venerdì 16 Novembre 2018
   
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: FITOFARMACI E ABITAZIONI

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Data l'impossibilità di pubblicare un commento troppo lungo, abbiamo preferito pubblicare tramite lettera un intervento del lettore Antonio Fortunato a cui vanno i nostri ringraziamenti.

OGGETTO:   Fitofarmaci ed Abitazioni.

In un precedente commento,  avevo espresso il mio convincimento che, accanto ad una regolamentazione sull’utilizzo dei fitofarmaci ci dovesse essere un disciplinare di produzione e coltivazione dell’uva da tavola ( … non il Global gap che è una associazione privata che stabilisce standard volontari per la certificazione di prodotti agricoli in tutto il mondo).

Con B.U.R. regione Puglia 78 del 30 aprile 2010 sono state approvate ed adottate le  Norme di Difesa Integrata Regionale" - Aggiornamento 2010.

Le norme adottate sono: “ base di riferimento della difesa integrata, la quale vuole perseguire i seguenti obiettivi:


• ottenere prodotti agricoli di elevata qualità dal punto di vista organolettico e igienico sanitario;

• dare priorità ai metodi di coltivazione ecologicamente più sicuri;

• rendere minimi gli effetti negativi dell’uso dei prodotti chimici per la salute del produttore e del consumatore;

• conservare un reddito soddisfacente per l’imprenditore-agricolo.”

Nelle premesse si afferma: ”In particolare sono state impostate strategie di difesa che prevedono in alcuni casi l’esclusione dell’impiego di prodotti chimici, come regolamentato nell’Agricoltura Biologica, in altri casi la razionalizzazione dell’impiego di sostanze chimiche, considerando però l’intero sistema produttivo e utilizzando tecniche meno impattanti, che contribuiscono ugualmente al contenimento delle avversità delle colture ma, nello stesso tempo, consentono di ottenere produzioni economicamente accettate dal mercato”.

Non è un disciplinare di produzione e commercializzazione, ma fornisce i criteri di intervento in caso di avversità, l’indicazione delle sostanze da utilizzare e le limitazioni d’uso.

Ferma la attuale non obbligatorietà dei protocolli di lotta integrata, le indicazioni contenute (in particolare nell’ allegato A – uva da tavola) potrebbero diventare uno strumento da far rispettare dai produttori/coltivatori nei trattamenti effettuati in tendoni prossimi  alle abitazioni o ai loro confini e,  se presi a base da una nuova regolamentazione comunale, utile strumento nell’effettuazione dei controlli, limitando così l’uso delle sostanze chimiche e la frequenza delle irrorazioni.

… per inciso, non credo molto sulla conversione al biologico e ad ipotesi di fasce di rispetto  ( … fasce di rispetto di 20 metri dalle abitazioni o dai confini non sempre sono sufficienti ad impedire la deriva del prodotto tossico, così come una coltivazione biologica non sarà mai tale, se accanto o nella zona si usano i fitofarmaci).

Penso – ed in questo caso diventa  necessaria la conferenza di servizi – che oltre a regolamentare l’uso dei fitofarmaci,  si debba arrivare ad un DISCIPLINARE di produzione e coltivazione nel Comprensorio (Rutigliano, Noicattaro, Adelfia, Turi, Mola, ecc.) dell’uva da tavola (… definizioni degli ambiti territoriali per qualità d’uva, degli impianti, trasformazioni delle coltivazioni con i tempi tecnici necessari, eventuali compensazioni per il cambio della qualità dell’uva, ecc.) come hanno fatto i  produttori di mele del Trentino.

E’ solo un esempio, ma questi si sono consorziati anche allo scopo di difendersi dalla “maggiore competitività dei mercati sia italiani che europei, spettatori di eccedenze produttive capaci ormai di compromettere seriamente non solo i prezzi di vendita ma soprattutto i delicati equilibri economico-produttivi”.

Come ho già detto, credo che l’imprenditore agricolo consorziandosi con gli altri produttori potrà crescere e prosperare senza rincorrersi e farsi concorrenza, senza sostenere maggiori costi ( ed i fitofarmaci sono una parte importante nei costi) dovuti alla concorrenza, eliminando il passaggio del commerciante/esportatore e migliorando i rapporti con tutta la collettività e l’ambiente.

Antonio Fortunato


Commenti  

 
#8 antonio fortunato 2010-06-16 15:14
.... al solo scopo di dare un contributo ed uno stimolo al gruppo di lavoro incaricato di studiare e predisporre una ordinanza sui fitofarmaci, suggerisco loro di leggere l'ordinanza sindacale n° 20 del 30/6/2009 del Comune di Ronciglione - Viterbo
 
 
#7 antonio fortunato 2010-06-16 14:00
….. e mentre il Sindaco convoca inutili “conferenze di servizi”, incarica commissioni/gruppi di lavoro per una definizione tecnica e normativa del problema fitofarmaci ed abitazioni …. il tempo trascorre inutilmente.

Mentre si è in attesa di una ordinanza sindacale che regolamenti la materia, ….. ieri sera in via Mola/Contrada via Mola l’aria era irrespirabile ( … utilizzo di pesticidi per un virulento attacco di tignola?).

A parere dello scrivente è da irresponsabili non intervenire con urgenza per salvaguardare la salute dei cittadini e la salubrità dell’ambiente.

E’ altresì impensabile che l’ARPA o l’ ASL possano o debbano intervenire, immediatamente, su richiesta dei Vigili Urbani (.. a loro volta richiesti di intervento) per effettuare le analisi dei prodotti depositati sui tendoni, sulle abitazioni vicine o sulle strade ai fini di eventuali controlli e successive sanzioni.

Gli incaricati dei controlli devono, invece, accertare – anche d’iniziativa - il rispetto delle distanze dalle abitazioni e dalle strade e delle fasce orarie.
Devono intervenire anche e SOPRATTUTTO di iniziativa o a campione sui trattori e sugli atomizzatori; si deve prevedere – oltre a fasce orarie e a fasce di rispetto dalle abitazioni e loro pertinenze – che le macchine irroratrici siano dotate di dispositivi per il contenimento della deriva ( ugelli antideriva) ed di sistema di convogliamento a basso volume d’aria o lance a mano a pressione moderata.

Gli agricoltori o imprenditori agricoli devono essere in possesso, per i dispositivi di contenimento antideriva o di convogliamento a basso volume d’aria, di idonea documentazione tecnica in modo che chi effettua i controlli possa effettuare le verifiche ed irrogare le sanzioni.

… la pazienza non è infinita!

Si deve considerare che chi è più interessato alla propria salute e meno a rapporti di colleganza, di amicizia, di familiarità o di consorteria potrebbe valutare che il continuo rinvio di ogni decisione sull’utilizzo dei fitofarmaci in prossimità delle abitazioni o delle strade si configura in una vera e propria omissione d’atti d’ufficio.
 
 
#6 antonio fortunato 2010-06-03 12:08
Molti di noi sono intervenuti, si sono interrogati , hanno fatto presente – in maniera civile e composta – il disagio di una vita vissuta in adiacenza ai tendoni dell’uva da tavola, hanno proposto soluzioni richiedendo un intervento dell’Amministrazione Comunale per, se del caso, “RI-REGOLAMENTARE” la materia, ma, in ogni caso, risollecitando l'Amm. Com. di dare impulso ai controlli.

E’ stato “POCO EDIFICANTE” sentire, proprio dall’Autorità emanante, in maniera quasi balbettante, che una ordinanza regolamentante (118/2008) la materia fosse considerata, senza un valido supporto argomentativo e normativo: …“inefficace perché atto preso da un sindaco diverso dall’attuale“, .. …“perché la materia non è di competenza del Comune ma dell’ASL”.. “ …ritenuta superata.. perché non terrebbe in debita considerazione..” (… COSA?) e… “non prevederebbe sanzioni”.

Ho sostenuto, in un precedente commento, con una serie di argomentazioni che, a mio parere, l’ordinanza è tutt’ora efficace e si possono sanzionare i trasgressori.

Abbiamo appreso dell’indizione di una Conferenza di Servizi con l’ASL per il giorno 14 giugno (convocata quasi un mese dopo una intervista al Sindaco e dopo diversi mesi che la collettività si interroga, su Rutiglianoweb, sulle soluzioni al problema).

Ho sostenuto, in un altro commento, che, sempre a mio parere, la regolamentazione sull’utilizzo dei fitofarmaci vicino alle abitazioni, fosse di competenza del Sindaco, se sotto forma di ordinanza o di competenza del Consiglio Comunale, se sottoforma di Regolamento di Polizia Rurale e che non si rende necessaria una conferenza di servizi.

Mi sono interrogato sulla reale volontà dell’Amministrazione, avendo l’impressione di un atteggiamento dilatorio; così procedendo, infatti, i tempi per una decisione si allungano …… si supera il periodo topico della coltivazione dell’uva da tavola e non solo non si da impulso ai controllli, ma, anzi, questi non si effettuano.

Arrivati a questo punto, ritenendo che la “politica” debba essere una attività di servizio che va incontro agli interessi, alle esigenze e alle aspettative della collettività - sicuramente in maniera irrituale e di questo mi scuso - mi rivolgo al Presidente del Consiglio Comunale, dott. Matteo Colamussi – persona degna di stima e fiducia - affinchè eserciti tutta la sua personale capacità di “moral suasion” nei confronti della Amministrazione e del Consiglio Comunale perché si dia urgente soluzione al problema o venga posto all’ordine del giorno l’argomento “utilizzo dei fitofarmaci in prossimità delle abitazioni”.
 
 
#5 Teta 2010-06-03 09:07
I consorzi, per essere efficaci, devono avere dei disciplinari ben precisi a tutela della qualità cosa che da noi è ancora un po' difficile se non si comprendono le regole basilari delle buone pratiche agricole. Qui da noi si vede il consorzio o l'OP soltanto come uno strumento per attigere finanziamenti.
E poi non è vero che non ci sono consorzi, quest'inverno ne sono nati tanti composti da grandi produttori. Vedremo come si evolveranno nel corso degl'anni.
 
 
#4 ciani 2010-06-03 00:02
Data la tua eta' e il tuo livello intellettuale ( capisci meglio di me e qui faccio pubblica denuncia), a qualcuno fa molto piacere tenere una categoria come la nostra divisa e frastagliata e' stato cosi per chi approfitta o meglio campa sulle nostre fatiche , dolores dovrebbe convenire con me dato che mi pare di capire sia anch'essa una che coltiva. Ci sono personaggi che hanno tutto l'interesse a far si che non nascano consorzi o cooperative e se nascono vengono fatte morire immediatamente , chi vuol capire queste parole le capisce al volo. I piedi non li devi pestare a nessuno specialmente a chi ha gia le radici ben affondate nel sistema attuale ........ CAPITO ??
 
 
#3 dolores 2010-06-02 23:03
...........ritengo che: se si continuerà a perseguire questa strada cioè quella dell'"individualismo" con i tempi che corrono l'agricoltore perderà la sua figura che lo ha sempre contradistinto .....purtroppo nel mondo politico non si può più fare affidamento....IPOCRITI coloro che hanno utilizzato i GRAVI problemi legati al mondo agricolo per raccogliere solo ed esclusivamente "consensi" in campagna elettorale per poi abbandonarLI o ancor peggio non occuparsene affatto e le conseguenze purtroppo le sta pagando l'intera collettività ..... l'unica speranza che il mondo agricolo ha e quella di cambiare mentalità convizioni in una c e coscienza più unitaria e collettiva solo così qualcuno ascolterà la vostra voce...... altrimenti come qualcuno dice e augurandovi che non sia così.... è veramente "finita"!!!!!!! saluti :o
 
 
#2 antonio fortunato 2010-06-02 22:37
Caro Ciani... molte delle tue considerazioni sono anche le mie.
So bene che l'agricoltore in genere diffida delle novità ed è molto restio a guardare oltre "il proprio orticello". Non credo al "primato" della politica. Avendo come te una certa età ne ho viste tante. Devo però dire che non mi rassegno.

L'agricoltura così parcellizzata con tanti piccoli appezzamenti, con tanti piccoli produttori che pensano di poter affrontare il mercato .. perchè più bravi di altri, non può durare!

La crisi c'è; se poi si aggiunge la sovraproduzione, le avversità(che portano ad un maggiore utilizzo di fitofarmaci), i costi sempre maggiori per il personale e le macchine, la concorrenza tra produttori locali e il miglioramento della qualità delle uve prodotte nel bacino del mediterraneo con costi e prezzi più contenuti ... lascio a te tirare le conclusioni.

Non sarà immediato... ma altri, come me e come te, trarranno le conclusioni (vedo maggiore consapevolezza rispetto ad un tempo)..ma la mia esperienza mi dice che bisogna "svoltare" prima che sia troppo tardi.

Evidentemente, nel nostro caso, non si può innovare il prodotto ma si possono studiare ed "importare" i motivi di successo(.. best practices) di altre realtà che hanno "svoltato"; la proposta è quella di utilizzare, per esempio, i disciplinari, le tecnologie e lo stato delle conoscenze esistenti che hanno portato al consolidamento del mercato ed al successo del consorzio mele trentine.

La "politica" deve favorire l'incontro di più volontà che hanno chiaro lo scopo e le finalità.... e fare un passo indietro - o farle fare un passo indietro - una volta concluso il percorso.

Utopia?.. forse! ma non dispererei.
 
 
#1 ciani 2010-06-02 20:31
Caro signor Fortunato, se a Rutigliano e nel comprensorio non si e' arrivati a creare un consorzio cooperativa o una societa' o una benedetta entita' che regolamenti l'intero sistema e difenda gli interessi economici del comparto agricolo devi ringraziare solamente la societa' civile e le volonta' politiche che hanno amministrato e comandato e tutt'ora comandano da 50anni a questa parte il nostro comune e il resto dei comuni interessati.Da agricoltore di mezza eta' con famiglia a carico ho rivolto spesso il mio pensiero a questo problema ma qui da parlare di fitofarmaci si rischia di allargare il discorso a problemi piu vasti e piu articolati come quello della commercializzazione dell'uva e delle ciliege , dell'olio d'oliva e altro ancora . Fidati e' meglio stendere un velo pietoso su tutto cio' , lo dico con molta tristezza perche' ho avuto modo di viaggiare , di conoscere altre realta' anche all'estero e non solo in italia e ti dico che mi viene una certa malinconia a vedere in che stato vive il nostro comparto . Personalmente mi sono attivato quando ho trovato altra gente come me piena di entusiasmo con voglia di cambiare tante cose, con la voglia di fare qualcosa di diverso per la comuita' e per il futuro dell'agricoltura ma, si e' sempre partiti in cento e arrivati in due o tre , lo sai , c'e' sempre il politicante di turno che fa leva sui nostri problemi per farsi solo s soltanto gli affari suoi in comune . Addirittura qualche anno fa un furbetto del quartierino penso' bene di mettersi sul simbolo elettorale un bel trattore , e...abboccarono i pesci ,eccome abboccarono ,centinaia di voti e assessorato . visto? Ma che dritt che siamo ! Avevamo addirittura pensato che avevamo trovato un politico che ci avrebbe cambiato il corso della storia ma quann mai... capito ? Ogni riferimento a persone e cose e' puramente casuale:cry:
 

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