Venerdì 16 Novembre 2018
   
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LA CASSAZIONE DICE NO ALLE COPPIE CHE SCELGONO L’ETNIA DEI FIGLI ADOTTIVI

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Niente bambini alle coppie di aspiranti genitori che, nelle procedure delle adozioni internazionali, dichiarano davanti al giudice di volere solo minori di determinate etnie.

In questi casi il magistrato, non solo non deve convalidare decreti di adozione che contengono simili esclusioni discriminatorie, ma deve mettere in discussione la capacità stessa della coppia razzista a candidarsi per l'adozione in generale.

E’ quello che ha deciso la Cassazione nella sentenza 13332 pubblicata il 1 Giugno, accogliendo il parere della Procura della Suprema Corte che lo scorso 28 aprile aveva chiesto che fossero messe al bando dal nostro ordinamento i decreti di adozioni contenenti indicazioni sull’etnia dei minori.

Tutto nasce in riferimento alla richiesta di una coppia siciliana di adozione di bimbi solo di razza europea, che ha indotto l’Ai.Bi. – Associazione Amici dei bambini -  a fare un esposto alla Procura di Piazza Cavour. L’Ai.Bi. che è un’organizzazione non governativa costituita da un movimento di famiglie adottive e affidatarie, che dal 1986 lotta contro l’emergenza abbandono per tutelare il diritto di ogni minore ad avere una famiglia, ha accolto con favore e soddisfazione la sentenza che ribadisce finalmente la centralità del bambino e dei suoi bisogni rispetto alle “particolari sensibilità” dei genitori. Una sentenza della Cassazione che è senza dubbio di portata storica, si è infatti aperto un varco per un’adozione internazionale libera dai vincoli che impediscono la concreta realizzazione del progetto adottivo: non solo il colore della pelle di un bambino, ma anche la sua età e il suo stato di salute” ha commentato Marco Griffini, presidente di Ai.Bi.

La Cassazione, inoltre,  ha battuto sulla necessità da parte dei Servizi Sociali di fornire adeguata formazione alla coppie per guidarle verso una profonda consapevolezza del carattere solidaristico dell’adozione internazionale che dovrebbe essere l’espressione dell’accoglienza e dell’accettazione della diversità che caratterizza ogni bambino abbandonato.

Lo sa bene Amici dei Bambini che opera in Italia e in circa 30 paesi del mondo attraverso progetti di cooperazione e Adozione internazionale e proprio a Bari, sede della regione, svolge un ottimo lavoro di sostegno e accompagnamento alla genitorialità, testimoniato dalle numerose adozioni internazionali concluse sul territorio.

Coppie di Bari, Barletta, Capurso, Altamura, Ceglie, Modugno, Torre a Mare e Rutigliano hanno accolto bimbi provenienti da ogni parte del mondo: Congo, Brasile, Colombia, Cina, Russia, Ucraina, Bulgaria, Sri Lanka, Perù dando la più valida e significativa testimonianza di quanto ogni bambino debba essere accolto per quello che è e amato ed educato per quello che diverrà.

Commenti  

 
#1 M. 2010-06-23 20:04
giusta, giustissima decisione della corte!!
 

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