Giovedì 21 Novembre 2019
   
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Shock a Rutigliano. Ladri entrano in casa e picchiano anziano

Shock rutigliano

 

Articolo pubblicato su “La Voce del Paese" in edicola la settimana scorsa

È accaduto nel Centro Storico. Finito in ospedale. Per un misero bottino di 40 € !

 

È il caso di dire “non si può dormire sonni tranquilli”. Di certo non ha passato una bella nottata un anziano signore di Rutigliano. Nella notte tra il 28 ed il 29 ottobre due individui non ancora ben identificati sono entrati di straforo nella casa del Centro Storico abitata dall’anziano signore. I due rapinatori hanno approfittato della balconata di una casa in disuso attigua a quella della vittima per arrampicarsi e violare il domicilio dell’anziano. Hanno così agito indisturbati nell’ombra e nel completo silenzio senza aspettarsi di essere disturbati. Casualmente l’anziano, svegliatosi per bisogni fisiologici, si è imbattuto nei due rapinatori che prontamente l’hanno atterrato con una serie di pugni. L’anziano rutiglianese è stato portato presso il centro ospedaliero Di Venere ed ha denunciato l’accaduto alla Stazione dei Carabinieri di Rutigliano che hanno dato il via alle indagini. Il bottino dei rapinatori ammonta in totale a 40 euro ed un telefonino di un modello desueto e superato, che manco regalato uno se lo prenderebbe.

 

La mafia è tornata.

Naturalmente l'episodio ha fatto discutere e ha suscitato non poco clamore nella comunità rutiglianese, poiché accade a pochi giorni dal caso Sicignano ormai oggetto di discussione in tutta Italia.

Ricorderete infatti quanto accaduto a Vaprio D'Adda, in provincia di Milano. Il signor Francesco Sicignano, 65enne in pensione, ha ucciso con un colpo di pistola un ladro di 28 anni entrato nella sua casa. Sicignano ha raccontato di essere esasperato dai continui furti e adesso è indagato a piede libero per omicidio volontario.

Il caso di Rutigliano ci restituisce alla cruda realtà, ossia che questi furti e rapine in casa sono frequenti, e che molti anziani sono indifesi o peggio lasciati soli in casa. Questi non solo devono subire i furti, ma spesso anche le truffe di finti agenti e venditori di fumo. Forse più che armare le vittime, la politica dovrebbe abbandonare il linguaggio facile della demagogia e agire alla radice, sradicare il fenomeno alla radice, dichiarare guerra una volta per tutte alle associazioni di malavitosi che si aggirano per le nostre vie a cominciare dai loro capiclan. E purtroppo, in questi mesi la malavita e la mafia è tornata a ruggire, come le cronache de La Voce del Paese di altri comuni limitrofi documentano. Non vogliamo fare la fine di Conversano, abbandonata e consegnata nelle mani dei clan baresi, che già gestivano il mercato della monnezza (vedi la discarica Martucci e il modo vergognoso in cui è stata gestita).

Agguati in strada, spaccate contro vetrine di negozi (a Monopoli e Polignano martedì e mercoledì 28 ottobre scorso), sparatorie a Bari, rapine e scippi... insomma i clan sono tornati a contendersi il Sud Est Barese e i piccoli 'picciotti' spesso fuoriescono dall'ovile, aggredendo poveri e innocenti anziani come accaduto a Rutigliano, per appena 40 €. Forse la modica cifra che vale qualche pistino di coca. Di fronte a questi però, la vita di un uomo vale zero.

NICOLA TEOFILO

 

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