Giovedì 21 Novembre 2019
   
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Il racconto dall’inferno di Parigi

Rutigliano-Il racconto dall’inferno di Parigi-Loretta Mitrotti accanto alla Tour Saint jacques (1)

 

Articolo pubblicato su “La Voce del Paese” in edicola la settimana scorsa

La Voce del Paese intervista Loretta Mitrotti, residente in Francia. “Grave errore attaccare la Siria”.

IL RACCONTO SHOCK DELLA TESTIMONE POLIGNANESE

Gli spari a un passo da casa sua, al ristorante ‘Le Petit Cambodge’, dove sono morte 13 delle 129 persone

 

La dott.ssa Loretta Mitrotti, polignanese 33enne, ha amici anche a Rutigliano. Era a un passo dall’inferno di Parigi, dove vive e lavora. La notte degli attentati del 13 novembre scorso era ad appena un chilometro da uno dei sette punti caldi della città. Dopo aver rassicurato amici e concittadini, si è offerta volontaria per aiutare la comunità parigina in quei concitati momenti.

Ai nostri taccuini, ci fornisce una preziosa testimonianza dell’orrore vissuto a qualche isolato da casa, mentre tutti gli occhi del mondo erano puntati sul cuore afflito dell’Europa.

 

Da quanto tempo è in Francia e perché si trova lì?

“Vivo in Francia da poco più di due anni. Mi sono trasferita qui per avere nuove possibilità di crescita e di lavoro e perché amo viaggiare”.

Cosa può raccontarci di questi tragici eventi? Cosa ha visto?

Ero a casa, a un Km circa dal Petit Cambodge, il ristorante del X arrondissement dove c'è stato il primo attacco. Ho sentito, nell'arco di pochissimi minuti, molte macchine con sirene accese passare in velocità ripetutamente sotto le mie finestre. Ho capito che era successo qualcosa di grave. Ho cercato sul web, per capire cosa stesse accadendo ed ho letto di fucilate nel mio quartiere. Sarebbe stato solo l'inizio di una lunga notte... ho scritto ad amici che sapevo in giro ed ho raccomandato loro di rientrare immediatamente o di mettersi al sicuro. E sono rimasta incollata alla radio fino alle ore 3 circa del mattino, quando è stato chiaro ormai per tutti che i terroristi del teatro Bataclan si erano fatti saltare e che la polizia era entrata nella sala concerti per soccorrere chi non era riuscito a scappare, e per fare il tragico conto delle vittime...”.

Si è offerta volontaria per portare il suo aiuto. Cosa può raccontarci? Ha soccorso e salvato qualcuno?

“Ho offerto la mia presenza professionale sia all'ambasciata italiana che al comune di Parigi: delle équipe di sostegno erano state già predisposte, così sono rimasta a disposizione”.

La Francia ha sùbito reagito attaccando la Siria. Teme che ci saranno dei cambiamenti nella società?

“Trovo terribile la risposta dello Stato francese. Credo che non sia condivisa pressoché da nessuno qui in Francia: un gran numero di terroristi vive qui, o nelle nazioni vicine, e bombardare la Siria mette tutta la popolazione francese, e non solo, ancora più in pericolo”.

Come bisognerebbe reagire al terrorismo?

“È una domanda complessa. Posso dire come non bisognerebbe reagire: attaccando con lo stesso grado di violenza un'organizzazione folle e così ramificata è di difficile controllo...”.

C'erano dei segnali in Francia che facessero presagire questa tragedia?

“La Francia era ben al corrente...ma non possiede realmente i mezzi necessari per proteggersi da una minaccia come questa. È una situazione molto difficile... i terroristi sono addestrati al punto da ritenersi degli "eletti" (non molto differentemente da quello che accadeva nel Nazismo con la "razza ariana"...), con il compito di "ripulire" la terra prima della sua fine”.

E l’Italia? Dovrebbe preoccuparsi?

“L'Italia fa parte sicuramente delle popolazioni secondo i terroristi non elette...come il resto del mondo”.

Le piace vivere a Parigi? Cosa rimpiange dell’Italia? Tornerebbe a Polignano?

“Amo Polignano, ma ho deciso di vivere il mondo”.

Rutigliano-Il racconto dall’inferno di Parigi-Loretta Mitrotti accanto alla Tour Saint jacques (3)

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