Sabato 21 Settembre 2019
   
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Banda di bombaroli seriali colpiscono Rutigliano

stazione esso bomba rutigliano

Assalti in tutta la provincia: Turi, Triggianello, Cassano, Rutigliano, Modugno. Tutte vittime degli esplosivi

Un tentato furto che poteva terminare in tragedia. Cosa succede piazzando un ordigno nei pressi di una pompa di benzina? Per fortuna non lo scopriremo questa volta.

Nella notte tra il 9 e il 10 febbraio, circa le ore 2.30, una banda di 5 rapinatori ha cercato di violare un accettatore self presso un distributore Esso (per intenderci, lo strumento per il pagamento delle pompe self service). I cinque hanno cercato di impadronirsi del bottino custodito dall’accettatore forzandolo con un ordigno esplosivo rudimentale, l’affare però non è andato in porto.

 

La dinamica. Ci troviamo presso il distributore di carburante Esso in circonvallazione, SP 240 km 11. I cinque bombaroli inseriscono l’ordigno esplosivo all’interno della slot per l’inserimento delle banconote fino ad una profondità di 30cm circa (secondo la perizia). L’intento era semplice: accendere la miccia lasciata fuori dalla colonnina self per causare una piccola esplosione e manomettere il sistema impadronendosi del ricavato di una giornata di servizio. Qualcosa, però, non è andato come previsto, non avevano calcolato il fattore meteo. Con assoluta probabilità è stata colpa del forte vento, fatto sta che la squadra di bombaroli non sono riusciti ad accendere la miccia pur provandoci più volte (come testimoniato dal colore nerastro in un punto dell’accettatore self). I cinque provano più volte ad innescare l’ordigno ma vengono sorpresi da una vicina pattuglia di sorveglianza la quale mette in fuga la banda che sale a bordo di una Audi.

Il vigilante pensa bene di allertare il Comando di Carabinieri di Rutigliano che, per un colpo di fortuna, si trovava a circa 100 metri dal distributore di carburante. Persi di vista i bombaroli, i Carabinieri di Rutigliano pensano bene di allertare la squadra artificieri di Rutigliano per disinnescare l’ordigno. L’area è stata messa in sicurezza ed interdetta ai clienti fino alle prime luci dell’alba.

 

Chi sono i bombaroli? Nonostante il circuito di telecamere presenti nell’area di servizio Esso, non è stato possibile identificare i volti della squadra di bombaroli. Il modus operandi, però è una firma inconfondibile e tradisce i malviventi.

Secondo le indagini, i cinque scappati in Audi hanno portato a segno un altro colpo, poco dopo, intorno le ore 3.30. Questa volta la vittima è uno sportello bancomat di Modugno.

Inevitabile pensare a casi simili nell’ultimo periodo, come ad esempio furti miseramente falliti presso gli sportelli telematici degli uffici postali di Turi e Cassano e presso la Banca di Credito Coperativo di Castellana Grotte a Triggianello, tutti nella notte tra il 26 e il 27 gennaio. Gli sportelli bancomat sono stati forzati proprio con dell’esplosivo.

 

L’ordinanza di rimozione della bomba. Il 10 febbraio il Sindaco Romagno ha emesso un’ordinanza, la n. 2., dalla quale si apprendeva che la Stazione dei Carabinieri di Rutigliano ha segnalato il rinvenimento, all’interno dell’area adibita a distributore carburanti “ESSO”, ubicato sulla S.P. 240 al Km 11,398, di un ordigno esplosivo improvvisato cd. “marmotta”. Il predetto ordigno è stato prontamente posto in sicurezza e disarticolato dai militari artificieri del Comando Provinciale di Bari. Ne è immediatamente seguita l’ordinanza del Sindaco (la seconda dell’anno) in qualità di Autorità Locale di Pubblica Sicurezza. Romagno ha dunque ordinato l’immediata rimozione dell’ordigno sempre a cura dei militari artificieri del Comando Provinciale di Bari. Ha poi disposto la notifica del presente provvedimento al Comando Stazione Carabinieri di Rutigliano, per quanto di competenza, quale garante dell’esecuzione. In effetti, il pericolo per la pubblica incolumità era attuale e concreto. Tuttavia, non è stata riscontrata alcuna condizione ostativa né per quanto riguarda la rimozione, né per il trasporto, né per la successiva operazione di brillamento.

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