Martedì 25 Giugno 2019
   
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Cane taglia la strada a rutiglianese. Risarcito

cane randagio


Finì fuori strada sulla S.P. 122. Il cane sbucò all’improvviso. Il Comune costretto a pagare 4mila €

Cosa succede se un cane randagio sbuca improvvisamente per strada mentre stiamo guidando? Succede quasi sempre che cerchiamo di evitarlo, magari con una manovra sbagliata che ci butta fuori strada. Episodi di questo genere accadono spesso e, altrettanto spesso, si riportano danni di non lieve entità. Chi li paga?

Se l’è chiesto un rutiglianese, che nel 2011, nell’abitato di Rutigliano sulla S.P. 122, a causa di un cane sbucato all’improvviso sulla carreggiata, è stato costretto ad una manovra improvvisa e repentina che gli ha fatto perdere il controllo della propria vettura. Il concittadino è finito fuori dalla corsia di marcia, riportando danni fisici e materiali, per un ammontare complessivo di quasi 8mila euro. Il rutiglianese in questione non ci ha pensato due volte, ha assunto un legale e, nel 2012, ha chiesto il risarcimento dei danni al Comune, il quale non era coperto da polizza assicurativa per il periodo in questione e, pertanto, era esposto direttamente per la responsabilità civile verso terzi. Dal Palazzo municipale, la richiesta di risarcimento viene respinta, poiché non si è ravvisata la responsabilità del Comune, in ragione della competenza esclusiva attribuita all’azienda sanitaria, quale ente localmente deputato al controllo del randagismo.

Nel novembre scorso, il rutiglianese ha riformulato la richiesta di danni, diffidando il Comune di Rutigliano e la ASL e dichiarandosi disponibile a risolvere bonariamente la controversia preannunciando, in caso contrario, le azioni legali. L’uomo, infatti, si è appellato a una recente pronuncia della Suprema Corte di Cassazione (sentenza n.2741 del 12 febbraio 2015) secondo la quale, in caso di incidente con un cane randagio, la responsabilità graverebbe sulla pubblica amministrazione. La Corte, invocando il principio generale del neminem ledere prevista dall’art. 2043 c.c. e la legge-quadro n.281 del 14 agosto 1991, ha sancito che “l’Azienda Sanitaria risponde di omissione qualora, pur potendo, non abbia provveduto alla cattura di un cane randagio, mentre il Comune è responsabile dei danni derivanti da incidente con cane randagio per inosservanza del dovere di vigilanza e controllo del territorio”. Resta a carico del danneggiato l’onere di provare che l’incidente è riconducibile al cane randagio e la sussistenza di una deficienza organizzativa e operativa ascrivibile al Comune o alla Asl. Così, al fine di evitare l’alea di un giudizio con aggravi di spese per l’Ente, la Giunta Comunale (con atto n.7/16) ha autorizzato il Responsabile del servizio legale a offrire transattivamente la somma omnicomprensiva di 4mila euro, che la controparte ha accettato.

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