Martedì 25 Giugno 2019
   
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Il rutiglianese Francesco Romito aggredito da un gruppo neofascista

Francesco Romito dopo il pestaggio subito


"Il confronto viene schiacciato e zittito dalla violenza squadrista"

Negli scorsi giorni i rutiglianesi hanno appreso la notizia di un triste accaduto ad un caro concittadino. Parliamo di Francesco Romito (classe ’93), cittadino rutiglianese residente a Roma per gli studi presso l’Università di Tor Vergata, oggetto di un violento pestaggio.

Francesco, da tempo noto per il proprio fervente impegno politico, ricopre ad oggi la carica di Senatore Accademico, rappresentando il gruppo Altro Ateneo- Link. Apprendiamo, grazie ad un comunicato proprio di Altro Ateneo, le ragioni e il contesto in cui Francesco Romito sia stato aggredito da un gruppo studentesco neofascista. Nella mattina del 19 febbraio, al termine di un incontro tra il Direttore Generale e i Rappresentanti degli Studenti in Senato Accademico, un esponente dell’associazione neofascista “Sempre Domani” ha aggredito fisicamente il rutiglianese Romito. Francesco Romito ha preso parte allo scontro in difesa di un compagno rappresentante aggredito per primo.

Il motivo dello scontro andrebbe rintracciato nell'opposizione che Romito - insieme ai membri di Altro Ateneo - ha avanzato contro un incontro si stampo neofascista che, qualche giorno dopo il misfatto, avrebbe dovuto tenersi nell'Università romana, convinto che sia sempre necessario evitare la propaganda di tematiche rivolte a fomentare violenza e xenofobia. A partire da questa manifestazione di idee, in più occasioni Francesco è stato pedinato da gruppi neofascisti in intento intimidatorio finché, il fatto del 19 febbraio, ha costituito un’ottima occasione per ricorrere alla violenza fisica. Francesco è stato colpito più volte sotto gli occhi dei vigilanti che non hanno alzato un dito per fermare il pestaggio. Per fortuna niente di grave per il nostro concittadino, scortato immediatamente verso il Pronto Soccorso di Tor Vergata per accertamenti e dimesso qualche ora dopo, riportando ematomi, escoriazioni e ferite in seguito suturate.

Il commento del proprio gruppo di appartenenza arriva chiaro ed esplicito: “Tutto questo avviene nel silenzio assordante delle istituzioni, che oggi più che mai devono prendere parola. Riteniamo infatti inammissibile che a personaggi legati ad organizzazioni notoriamente violente e neofasciste venga permesso di imporre atti violenti ed intimidatori all’interno dell’Ateneo. Troppo spesso vengono sottovalutate queste gravissime azioni, e ai loro sporchi autori viene dato spazio e legittimità nelle università”.

Il gruppo Altro Ateneo ha infine richiesto al Rettore che venisse pubblicamente condannato il gesto e che venisse impedito l’uso di fondi e materiali ad organizzazioni antidemocratiche e violente. Il 24 febbraio, durante il Consiglio di Amministrazione dell’Università di Tor Vergata, una manifestazione studentesca ha richiesto a gran voce che l’Università si costituisse come parte lesa in processo e che venisse riconosciuta la matrice fascista dell’aggressione per non cadere nel qualunquismo. Risultato parzialmente ottenuto. È stato riconosciuto ufficialmente che l’attacco provenisse da un gruppo originario dall’estrema destra. Una commissione preposta valuterà l’eventualità dell’Università di ricorrere in processo.

Abbiamo contattato Francesco Romito e chiesto un commento per ciò che sta accadendo nella sua Tor Vergata: “Gesti simili sono inaccettabili nei confronti degli studenti e nei confronti di chi fa rappresentanza. Attacchi di questo tipo non colpiscono il singolo ma tutta la comunità accademica. Le tensioni ci sono sempre dove si fa politica ma si affrontano con il dibattito e il confronto. Quando il confronto viene schiacciato e zittito dalla violenza squadrista vuol dire che troppe cose vengono sottovalutate e che troppa agibilità politica viene data a gruppi di estrema destra”.

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