Venerdì 20 Settembre 2019
   
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Dal Seicento ad oggi, dall'abbandono al recupero

La dott.ssa Rosanna D'Angella


Il volume sulla storia e sui cambiamenti della Masseria della Madonna nel tempo, ad opera dell'ASP Monte dei Poveri

 

Quattro secoli di storia, narrati attraverso i cambiamenti storici, sociali, territoriali passati dalla pietra viva ed ancora affiorante di Masseria della Madonna. Un lavoro di ricostruzione, reperimento, ricatalogazione ed individuazione di fonti e documenti che, fino dal Seicento, collocano l'attuale Masseria della Madonna annoverata tra i beni appartenenti alla Confraternita o Cappella di Santa Maria delle Grazie di Rutigliano, denominata anche Pio Monte dei Poveri a partire dalla seconda metà del XVIII secolo. É proprio questo il punto di partenza del volume scritto a quattro mani e frutto delle ricerche archivistico - documentarie realizzate all'interno dell'archivio dell'ASP Monte dei Poveri, presentano nel corso della giornata inaugurale del Centro per servizi di utilità sociale. Una panoramica, quella contenuta nel libro, che delinea non soltanto la fase di recupero della struttura, ma che soprattutto analizza cronologicamente la destinazione d'uso della Masseria così com'era concepita inizialmente.

Ben quattro sono i contributi specifici di cui il volume si avvale per ricostruire il profondo legame tra la Masseria e il Monte dei Poveri: il primo, quello del presidente dell'ASP Vitangelo Radogna, in cui si introducono ed approfondiscono i nuovi servizi socio - assistenziali della struttura; il secondo, quello della dott.ssa Rosanna D'Angella (nella foto di apertura), in cui si fa luce sulla storia della Masseria dal XVII secolo fino ai giorni nostri sulla scorta delle tracce rinvenute nei documenti antichi che ne regolavano l'appartenenza; il terzo, dell'arch. Patrizia Meliota, sulla funzione delle masserie nella configurazione socio - territoriale rutiglianese, e infine il quarto, dell'arch. Giovanni Iaffaldano, sugli interventi che hanno permesso di portare la struttura dalla sua inesorabile condizione di abbandono a quella rigogliosa ed attuale di recupero. Un lavoro puntuale che ripercorre sì cronologicamente le tappe e le modificazione subite nel tempo dal corpo strutturale della masseria, ma che rispecchia altresì abitudini ed antichi stili di vita, a cui si legano in maniera univoca i regimi colturali dettati proprio dagli spazi che nella Masseria erano riprodotti.

Accanto allo studio e alla ricerca, eccelle anche l'osservazione dei cambiamenti che hanno interessato la Masseria e che oggi la vedono spiccare nel territorio rutiglianese sotto una luce e una veste diverse: è grazie all'ampia appendice fotografica di cui il volume è corredato, che si ammirano gli interventi di recupero, le architetture, gli spazi destinati alle diverse funzioni e la loro evoluzione nel tempo, la cura e l'attenzione nel restituire fedelmente i volumi e le planimetrie originari utilizzando unicamente la pietra via crollata con il tempo, la pulizia e la riconversione della struttura nella sua nuova veste socio - assistenziale realizzata ad opera dell'ASP Monte dei Poveri. Non resta, insomma, che sfogliarne le pagine, assieme alle suggestioni e alla magia che un luogo così lontano nel tempo possa far riaffiorare con la sua capacità di tornare alla vita e diventare parte integrante della comunità e del territorio.

DOMENICA REDAVID
foto di Francesco Arborea

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